Varie, 23 marzo 2007
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Umar Ebru
• L’Aja (Olanda) 20 maggio 1970. Giornalista • «’Mi sono presa un pugno in faccia per le mie opinioni, per quello che dico in tv o scrivo sui giornali. Ma non ho certo intenzione di cambiare vita. Resto nella stessa casa e continuerò a fare il mio lavoro” [...] scrittrice e giornalista olandese, di origine turca, ha verificato a sue spese quanto possa rivelarsi rischioso l’attacco frontale e sferzante contro l’Islam radicale. [...] tiene sul quotidiano Metro (500 mila copie distribuite gratuitamente ad Amsterdam) la rubrica che fu di Theo Van Gogh, il regista di Submission, assassinato il 2 novembre del 2004. [...] Nei suoi articoli e nei suoi libri [...] attacca frontalmente l’Islam. [...] ”[...] Non è possibile alcuna forma di confronto con persone che impostano i loro ragionamenti pubblici su principi religiosi. Io non ho nulla contro i musulmani che vivono la loro fede come un fatto privato, strettamente personale. Ho dei parenti che si comportano in questo modo e con loro vado perfettamente d’accordo. Ma con tutti coloro che vorrebbero imporre regole di condotta sociale o politica derivate da prescrizioni religiose non è possibile neanche parlare [...] Non mi piace per niente quello che fa Hirsi Ali. Sta conducendo una battaglia tutta personale, a caccia di protagonismo. Se fa la parlamentare, allora cerchi di creare le condizioni perché l’Olanda sia più sicura. Se vuole fare l’attivista, invece, lasci perdere la politica [...]”» (Giuseppe Sarcina, ”Corriere della Sera” 5/5/2006).