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 2007  marzo 23 Venerdì calendario

MOHAMMAD YOUSUF

(Yousuf Youhana) Lahore (Pakistan) 27 agosto 1974. Giocatore di cricket • « Se il Pakistan è l’Argentina del cricket, allora Mohammad Yousuf ne è il Maradona. Una simmetria, quella tra il primo e il secondo degli sport di squadra per numero di tifosi sparsi nel pianeta, che fa della sfida India-Pakistan l’equivalente del calcistico Brasile-Argentina come grande derby del terzo mondo, mentre Inghilterra-Australia è invece la sfida tra i campioni del mondo sviluppato, un po’ come Italia-Germania. E poi, somiglianza di classe in giochi molto diversi a parte [...] è anche lui un numero dieci, come el pibe de oro. Ma il Pakistan [...] oltre a un bastione del cricket lo è anche dell’integralismo islamico. E non sempre la convivenza tra queste due passioni nazionali è facile. Sì: il sostituire le sfide con le mazze a quelle coi fucili ha spesso contribuito ad allentare la storica tensione con l’India, anche perché nel cricket è assolutamente vietato non solo compiere atti violenti o pronunciare frasi offensive contro gli avversari, ma addirittura avanzare verso gli arbitri con ”passo aggressivo”. [...] quando nel 2006 con 1.788 runs in 19 inning Yousuf stracciò un record mondiale di punti in una stagione che resisteva da trent’anni, non poté dedicare il suo ennesimo trionfo alla madre e ai fratelli, come aveva fatto fin dall’inizio della carriera. Unico cristiano della nazionale, l’anno prima aveva infatti clamorosamente annunciato di essersi convertito all’islam: anzi di averlo fatto ben tre anni prima, e di aver aspettato per renderlo pubblico di riuscire a far cambiare religione anche alla moglie. ”Sono scioccata!”, disse furibonda la mamma, dando la colpa a un compagno di squadra della nazionale che si era messo a fare il predicatore coranico negli intervalli tra un allenamento e una partita. ” lui che ha rovinato mio figlio. Gli probisco di portare ancora il mio nome!”. Il cambio di nome Per questo il campione si è cambiato l’originario Yousuf Youhana, assumendo il nome del Profeta. E si è pure fatto crescere un barbone senza baffi, di quelli che siamo abituati a vedere addosso ai Taleban. Sebbene il Pakistan sia noto per le tremende pressioni cui sono sottoposte le minoranze religiose, Yousuf insiste di aver cambiato fede di sua spontanea volontà. Da allora ogni volta che fa una centuria, come nel cricket chiamano un insieme di cento punti, si mette a prostrarsi in direzione della Mecca. In un paese religiosamente esagitato come il Pakistan si è trattato di un colpo di marketing notevole, che ne ha fatto l’idolo e la bandiera dei tifosi: dei Lahore Lions e della Nazionale. Appunto, come la famosa manina di Maradona ai ”pirati” inglesi. [...]» (’Il Foglio” 22/3/2007).