Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Nicolas Sarkozy è il nuovo presidente della Repubblica francese, votato dal 53,7% cento degli elettori (proiezione delle dieci di ieri sera) e preferito quindi al candidato socialista, la signora Ségolène Royal.
• Tutto come previsto, no?
Sì, i sondaggi hanno sempre dato Sarkozy vincitore, il suo vantaggio è persino aumentato dopo il confronto televisivo di venerdì scorso. Del resto, su sei presidenti della Repubblica – cioè della Quinta Repubblica, l’attuale – cinque erano di destra e solo uno – Mitterrand – di sinistra. Mitterrand diceva che il 60 per cento dei francesi è di destra. In questo senso Ségolène ha fatto un gran lavoro prendendo il 47.
• Mi spieghi un po’ questa destra di Sarkozy. come Berlusconi? come Fini? come Casini?
Beh, le cinque parole-chiave che ha pronunciato ieri sera, nel suo primo discorso da presidente, sono state: autorità, morale, rispetto, responsabilità, lavoro. A parte “lavoro” e “morale”, i concetti di “autorità”, “rispetto” e “responsabilità” – termini tra loro imparentati – sono molto più di destra che di sinistra. Ma anche “lavoro” e “morale” possono essere concetti fortemente di destra. Se “lavoro”, per esempio, viene opposto a “sciopero”... Le ricordo che uno dei primi provvedimenti di Sarkozy sarà quello di garantire il servizio minimo nei trasporti pubblici anche durante gli scioperi. Ma nel discorso che ha pronunciato ieri poco dopo l’elezione ci sono altri passaggi che mi sembrano molto importanti.
• Quali?
Intanto m’è piaciuta la manifestazione di rispetto e di stima che ha manifestato per la sua avversaria. Qui è successo qualcosa che a noi italiani dovrebbe servire di lezione: Ségolene, vestita di bianco, si è congratulata col vincitore alle 20.03, tre minuti dopo che gli exit poll avevano fotografato il risultato. Alle otto e mezza ha palato Sarkozy: dopo aver detto che si sentiva onorato per i milioni di voti ricevuti e aver aggiunto che, come ex emigrato (suo padre era scappato dall’Ungheria ai tempi di Stalin), amava la Francia per quanto gli aveva dato ed era impegnato adesso a restituire tutto quello che aveva avuto, ha annunciato di avere un gran rispetto per madame Royal. Alla parola “Royal” la folla dei suoi aficionados s’è messa a fischiare. Ma lui l’ha subito zittita, dicendo: rispetto madame Royal, rispetto i suoi elettori, la Francia è una, lavoreremo insieme ognuno con le sue idee per la Francia perché poi il presidente eletto è il presidente di tutti. Lo so che in un certo senso sono frasi di circostanza, però da noi l’altro giorno Berlusconi ha detto che chi vota per il centro-sinistra è fuori di testa...
• E poi? Che altro ha detto?
Due frasi molto importanti che dànno subito idea del cambiamento. Prima frase: «Oggi la Francia ritorna in Europa». Lei sa che il sentimento anti-europeo in quel Paese è fortissimo, hanno anche bocciato col referendum la proposta di Costituzione. Chirac, il presidente uscente, ha lottato con tutte le sue forze per fare dell’Europa un’appendice della Francia, strada che forse Sarkozy abbandonerà con gran vantaggio dei suoi partner continentali. Seconda frase: «Noi siamo amici degli americani». E lei sa come la politica di Chirac – e non solo sull’Iraq – sia sempre stata di contrasto agli Stati Uniti, secondo una tradizione che risale a De Gaulle. Sarkozy ha anche aggiunto: «Ma gli americani devono ammettere che i loro amici possono talvolta pensarla in modo diverso da loro e possono comportarsi in modo autonomo». Cioè, siamo pronti a schierarci con l’America più di quanto abbiamo fatto in passato, ma non pensate di inzepparci di basi militari e missili nucleari senza neanche discutere...
• Come hanno fatto in Italia...
L’Italia non è mai stata nominata. Ma Sarkozy vuole creare un’Unione Mediterranea che includa anche i paesi africani e permetta almeno al sud dell’Europa di parlare con quei popoli. Nel discorso ha anche detto – in polemica con gli Stati Uniti – che bisogna lottare contro il riscaldamento globale e aiutare i popoli africani. S’è persino permesso un’escursione femminista: difendere le donne costrette a portare il burqa, difendere le infermiere bulgare che Gheddafi vuole condannare a morte... Sa a che cosa pensava mentre parlava? Al fatto che ai primi di giugno ci saranno le elezioni politiche e il suo partito non avrà certo il 53 per cento. Dovrà allora fare mediazioni, mettersi d’accordo con i centristi per impedire che questi si alleino con Ségolène, eccetera eccetera. Una bella partita, appena iniziata, e che promette di cambiare la Francia e l’Europa. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 6/5/2007]