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 2007  maggio 07 Lunedì calendario

Wall Street, un affare. La Stampa 7 Maggio 2007. Burton Markiel, banchiere, professore a Princeton e autore di libri di successo su Wall Street si mantiene «moderatamente ottimista» anche se le Borse «sono care perché il premio per il rischio è troppo basso» e le incognite valutarie possono creare grossi scompensi

Wall Street, un affare. La Stampa 7 Maggio 2007. Burton Markiel, banchiere, professore a Princeton e autore di libri di successo su Wall Street si mantiene «moderatamente ottimista» anche se le Borse «sono care perché il premio per il rischio è troppo basso» e le incognite valutarie possono creare grossi scompensi. Ma, a favorire l’ottimismo, ci sono due fattori: la formidabile spinta degli M&A che, come dimostra l’offerta di Rupert Murdoch su Dow Jones, che ha fatto schizzare i titoli del 55% abbondante in una sola giornata, rendono possibile ogni sorpresa; il dollaro debole, che ha reso possibile buoni i risultati nel primo trimestre per le società dell’S&P500 che, in una prospettiva di medio-termine, possono essere un investimento tutt’altro che disprezzabile per un investitore europeo che compra con un euro forte. Colossi come Caterpillar e Honeywell, il farmaceutico Pfizer o McDonald’s sfruttano la debolezza del dollaro. Jeff Smisek, presidente della compagnia aerea Continental Airlines, si spinge addirittura ad affermare che «mentre il contesto nazionale soffre per la pressione dei tassi al rialzo, il quadro internazionale si sta sviluppando in maniera formidabile». Pfizer, il leader mondiale del pharma, ha invece sottolineato i vantaggi del dollaro debole: circa un miliardo di dollari in più di fatturato nei prossimi due anni per il solo effetto della forza dell’euro. Crescita internazionale anche per il Big Mac. McDonald’s ha infatti ricondotto parte delle robusta crescita registrata nel mese di marzo alla «domanda internazionale». Anche Internet non è più «Usacentrico» e si internazionalizza. Il fatturato di Google all’estero è salito del 22%, a 1,71 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre, a fronte di una crescita nei tre mesi precedenti di appena l’8 per cento: il fatturato al di fuori degli Stati Uniti rappresenta già il 47% di quello comoplessivo. Fabrizio Guidoni