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 2007  maggio 07 Lunedì calendario

La sociologia dei rifiuti dentro una pallina. New York Times La Repubblica 7 maggio 2007. Washington

La sociologia dei rifiuti dentro una pallina. New York Times La Repubblica 7 maggio 2007. Washington. Christopher Goodwin non raccatta rifiuti, se ne prende cura. Molte volte, lo si può vedere inginocchiato su qualche marciapiede polveroso, ad osservare una ricevuta bancaria sbiadita, il lembo di uno straccio, i frammenti di una lettera strappata. Le strade pulite non lo interessano. Il quartiere lo annoia. ”E’ oscenamente pulito”, dice con aria delusa. I rifiuti hanno un significato per Goodwin, 37 anni, uno scarmigliato studente fuoricorso della scuola d’arte. A quanto pare, dicono qualcosa anche ai suoi clienti, che lasciano monetine da un quarto di dollaro in un paio di distributori per gomme americane che Goodwin ha sistemato in giro per la città e da cui escono palline di plastica contenenti rifiuti scelti personalmente dall’artista. Tom Jennings ha calcolato di aver comprato, lo scorso anno, circa 50 capsule di Goodwin, che l’artista ha chiamato Trashballs. ”C’è un elemento di azzardo”, dice Jennings, 42 anni, che si occupa di gestione di dati. Ha trovato cimeli più diversi, un’istantanea sgualcita risalente agli anni Settanta, una moneta danese ed un francobollo del 1981 con il timbro di Gibuti. Le Trashball sono nate alla fine del 2005 come una sorta di originale installazione preparata per un bar cittadino e da allora hanno conquistato un numero sorprendente di appassionati. Ne sono state vendute oltre 3.000. Il successo non ha cambiato Goodwin. Pur avendo annunciato sul suo blog che le Trashball saranno spedite anche all’estero, non ha intenzione di alzarne il prezzo, 25 centesimi. (Goodwin spende 4 centesimi per ogni pallina). Né pensa di lasciare la sua occupazione di autista per un autotrasporto di roba vecchia. Anche se qualche ammiratore considera le Trashball l’espressione di una critica dello spreco americano, Goodwin le considera una forma di archeologia, un modo per intuire chi sono le persone da ciò che gettano. Sul suo blog, guyclinch.blogspot.com, è possibile vedere alcuni rifiuti particolarmente curiosi, come un paio di denti del giudizio ingialliti ritrovati nel Maryland, oppure oggetti troppo grandi per essere chiusi nelle capsule di plastica. ”Mi interessa riuscire a ricostruire la storia della vita di qualcuno basandomi su ciò che gettano”, dice. ”La cosa più importante per me è la storia segreta degli oggetti”, come la poesia scarabocchiata sul retro di foglietto con un messaggio telefonico. O come un telegramma dove si annuncia in modo asciutto la nascita di un maschietto, 4 chili e 200grammi. Oppure come la pagina del diario di una ragazza che passa dalla descrizione di una partita di softball e ai regali di Pasqua ad una serie di frasi crude: ”Oggi mamma è stata cattiva. Me ne ha date tante e sono triste. Mi fa male dappertutto. Papà è in California”. Anche se alcune Trashball rappresentano una cronaca o un’istantanea nella vita di persone sconosciute, molte contengono semplicemente rifiuti. ”I rifiuti di un uomo valgono i rifiuti di un altro”, mette in guardia Goodwin con una scritta apposta sui distributori di Trashball ”E tuttavia potreste trovare qualcosa di interessante”. Ariel Sabar