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 2007  maggio 07 Lunedì calendario

Cécilia, il mistero della first-lady. La Repubblica 7 maggio 2007. L´aspettavano. Ci sarà? Parlerà? Non si è fatta vedere

Cécilia, il mistero della first-lady. La Repubblica 7 maggio 2007. L´aspettavano. Ci sarà? Parlerà? Non si è fatta vedere. La sola incertezza di una vittoria annunciata era legata a lei, Cécilia. La signora Sarkozy, ultimamente defilata, al centro di mille pettegolezzi e voci fantasiose. Anche ieri, nel momento della vittoria, la sua assenza è sembrata l´unico retrogusto amaro di un sogno diventato realtà. Si è fatta vedere brevemente, a tarda sera, in place de la Concorde, tesa e silenziosa. Un´apparizione fugace. Prima, alle fatidiche ore venti, all´annuncio dei risultati, Nicolas Sarkozy aveva accanto soltanto le figlie di lei, Judith e Jeanne - Marie. «Niente di strano. Soltanto il desiderio di stare in disparte» commentava un collaboratore del nuovo presidente. Al quartier generale del candidato hanno smesso di farsi domande. Su Internet sono state diffuse molte ipotesi sul perché la futura première dame de France sia improvvisamente scomparsa dalla scena pubblica e Jean-Marie Le Pen ha parlato del «mistero Cécilia» in un comizio, mentre Libération ha rilanciato: »Come mai nessuno osa chiedere a Sarkozy cosa succede nella sua famiglia?» La domanda appare legittima. Perché Cecilia è la donna che ha sorretto Sarkozy quando i rotocalchi parlavano di suo marito come di un eterno secondo. L´unico essere umano dal quale il leader della destra accetta rimproveri e consigli. Lei che gli ha organizzato centinaia di comizi, ha tenuto per anni la sua agenda. Accanto a lui nelle foto con il suo metro e settantotto, i folti capelli castani, gli occhi azzurri da gatta. Cécilia Maria Sara Isabel Ciganer-Albeniz non è mai stata una moglie-soprammobile. Nata cinquant´anni fa nella periferia chic di Boulogne - Billancourt, da madre spagnola e padre russo, si sposa a vent´anni con il presentatore tv Jacques Martin. Ma a officiare il matrimonio c´è il sindaco di Neuilly, Nicolas Sarkozy. «Fu un colpo di fulmine» racconterà lei. E´ durato fino al 2005, quando Cecilia se n´è andata, per seguire il pubblicitario Richard Attias. Tra finti ritorni e nuove partenze, è stata via per quasi un anno. «Sono stufa di quest´uomo arido, finto e calcolatore» aveva confessato Cécilia alla giornalista Valerie Domain nel libro mai uscito Entre le coeur et la raison. Le venticinquemila copie già stampate furono frettolosamente ritirate dall´editore dopo un colloquio al ministero dell´Interno. Un incidente simile capitò ad Alain Genestar, il direttore di Paris Match licenziato per aver osato mettere in prima pagina la foto di Cécilia con l´amante. Nel 2006 Cécilia è rientrata in casa, e ha subito scelto da sola la sede del quartier generale del marito, un atelier di moda vicino al canal Saint Martin. «Ci siamo ritrovati per sempre» ha scritto Sarkozy nel suo libro Temoignage. A Parigi gli credono in pochi. Cécilia e il piccolo Louis, dieci anni, sono sempre stati i due gioielli da ostentare. Questa volta la famiglia, o meglio Cécilia, sono diventati l´unico punto debole della corazzata Sarko. «Sono semplicemente uscita dal quadro» è stato il lapidario commento che lei ha affidato a una giornalista di Le Point. Ma le domande continuano. Le Monde si è limitato a notare che i due non hanno passato insieme le vacanze di Pasqua. «Cela me rase» fu l´unica battuta di Cécilia su un suo eventuale ruolo da first lady. «Mi fa ribrezzo». E poi: «Non sono politicamente corretta. Mi piace andare in giro in jeans e infradito» aveva confessato nel 2005. Concludendo: «Tra dieci anni mi vedo a fare jogging a Central Park». Dubbi, domande. E lei che nel quadro di un trionfo atteso per una vita intera non c´è, si mette in disparte. Qualche giorno fa, Sarkozy ha perso la calma che si è imposto in questi mesi. Per lei, naturalmente. «Il ruolo di Cecilia se sarò eletto?» Rispose con voce alterata: «Aspetto il giorno dopo il voto per dirlo». Quel giorno è arrivato. Anais Ginori