Corriere della Sera 07/05/2007, pag.23, 7 maggio 2007
Lunghi e folti Ecco i primi baffi del soldato Hitler. Corriere della Sera 7 maggio 2007. Milano. Stretti e squadrati, sono i baffi più tristemente famosi della storia
Lunghi e folti Ecco i primi baffi del soldato Hitler. Corriere della Sera 7 maggio 2007. Milano. Stretti e squadrati, sono i baffi più tristemente famosi della storia. L’icona negativa del secolo breve. Eppure c’è stato un tempo – negli anni del primo conflitto mondiale – in cui sul volto di Adolf Hitler invece degli inconfondibili baffetti «a spazzolino» campeggiava un bel paio di mustacchi, lunghi e folti alla moda prussiana. A spingere il futuro dittatore del Reich verso il taglio che poi fu il suo per sempre non fu una questione di stile ma un ordine dei suoi diretti superiori: il giovane Hitler, infatti, allora soldato semplice nel sedicesimo reggimento di fanteria bavarese, come ogni recluta doveva avere baffi corti per poter indossare senza intralcio la maschera antigas, indispensabile in caso di attacchi chimici da parte degli inglesi ( a sinistra, Hitler nel 1914 e in una foto successiva al taglio). A rivelare la prosaica ragione dello sfoltimento dei baffi è un libro di memorie, finora mai pubblicato, in cui lo scrittore Alexander Moritz Frey, scomparso nel 1957, racconta del suo primo incontro con Hitler, avvenuto nel 1915 quando entrambi militavano nell’esercito. Descrivendo il suo compagno di trincea – «un uomo pallido, che la magrezza faceva sembrare ancora più alto, con gli occhi che brillavano di rabbia e di paura sotto i bombardamenti quotidiani» ”, lo scrittore, allora assistente ufficiale medico, svela anche il perché del taglio dei mustacchi, reso necessario «dalle nuove maschere antigas». Le memorie di Frey – raccolte sotto il titolo Il soldato sconosciuto: ricordi personali di Hitler – erano rimaste per anni dimenticate negli archivi provinciali della città tedesca di Marbach. A riportarle alla luce è stato il biografo di Frey, il giornalista e saggista tedesco Stefan Ernsting: la sua scoperta aiuterà a fare chiarezza sugli anni della vita di Adolf Hitler precedenti alla sua ascesa come leader del partito nazionalsocialista. Oltre che sulla questione dei baffetti, i quali, tra l’altro, non furono più di tanto utili a Hitler quando, nel 1918, rimase temporaneamente cieco dopo un attacco chimico. Eppure indossava correttamente la maschera antigas.