Raffaello Masci , La Stampa 7/5/2007., 7 maggio 2007
In Italia uno studente su quattro s’iscrive a corsi di laurea umanistici. Gli studenti di queste facoltà con il vecchio ordinamento nel 90 per cento dei casi si laureavano in ritardo rispetto agli anni previsti
In Italia uno studente su quattro s’iscrive a corsi di laurea umanistici. Gli studenti di queste facoltà con il vecchio ordinamento nel 90 per cento dei casi si laureavano in ritardo rispetto agli anni previsti. La situazione è migliorata, ma anche nelle lauree triennali il 36 per cento degli studenti finisce fuori corso (il 55 per cento a Filosofia, il 50 per cento al Dams, il 40 per cento a Storia). Il ritardo non è dovuto alla presenza di studenti lavoratori, che a Storia (dove ce ne sono di più) sono solo il 15 per cento, a Lettere l’8,7 per cento, a Scienze della comunicazione il 5,2 e al Dams l’8,3 per cento. Il 78,6 per cento degli universitari umanisti dice di voler continuare gli studi dopo la laurea (con un dottorato o una laurea specialistica): la percentuale sale al 92,3 per cento a Lettere. Di conseguenza, arriva molto tardi l’ingresso nel mondo del lavoro: a un anno dalla laurea il 67 per cento dichiara di lavorare, ma si tratta di impieghi già iniziati durante gli studi, in due terzi dei casi sono lavori atipici e quasi sempre poco retribuiti (si va dagli 809 euro mensili dei laureati in Conservazione dei beni culturali ai 928 di quelli in Scienze della comunicazione). Solo questi ultimi, peraltro, a distanza di 5 anni, arrivano alla media retributiva dei laureati italiani di pari anzianità (1.316 euro).