Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Prodi parlerà al Senato mercoledì prossimo e giovedì, dopo il dibattito, si voterà la fiducia. Sono in corso svariati tentativi di persuadere alcuni senatori dell’area centrista a passare col governo. Ci sono nello stesso tempo parecchi discorsi fatti a senatori dell’estrema sinistra, discorsi che si propongono di impedire una loro defezione dell’ultimo momento. Prodi si prepara a parlare tenendo conto di tutto questo: dovrà risultare persuasivo, cioè, sia alla parte destra della coalizione che a quella sinistra. Il vantaggio in voti del centro-sinistra sul Polo delle Libertà è infatti così esiguo che potrebbe bastare un solo parlamentare contrario per riaprire la crisi.
• In che consiste la persuasione nei confronti dei senatori del centro-destra?
L’altro giorno l’onorevole Lombardo, che è a capo di un movimento con due senatori, lo ha spiegato. «Sono arrivare tante telefonate e assieme ad esse anche le offerte che in casi di questo tipo vengono formulate. Offerte di poltrone, naturalmente, cos’altro avrebbero potuto offrire?».
• Cioè è un mercato, come quello dei calciatori.
Quando qualcuno cambia schieramento se ne dicono di tutti i colori e bisogna stare attenti a non dare troppo credito alle calunnie. Non le dico come stanno sparlando di Marco Follini, che ha abbandonato definitivamente il centro-destra e ha annunciato che, al 99 per cento (dipende dal discorso di Prodi), voterà la fiducia. Il quotidiano Libero, di Vittorio Feltri, ha insinuato che Follini avrebbe cambiato schieramento per ripagare Prodi del fatto che alla moglie, Elisabetta Spitz, è stato rinnovato lo scorso 2 febbraio il contratto di direttore dell’Agenzia del demanio.
• E non potrebbe essere?
No, perché la signora Spitz, un architetto stimatissimo, sta a quel posto da una vita ed è tra i professionisti più apprezzatti della capitale: l’ha nominata Visco (diessino), l’ha confermata Tremonti (Forza Italia) ed è abbastanza naturale che l’abbia riconfermata anche il nuovo governo. Queste calunnie non devono meravigliare. Ieri Scalfari, su Repubblica, ha negato che i servizi segreti e il Vaticano abbiano ordinato a Cossiga e Andreotti di far cadere Prodi. Però con questo argoment non avevano bisogno di farselo dire, sanno benissimo da soli quello che devono fare...
• Quindi i soldi non c’entrano?
Piano, piano. Poltrone, potere e quindi, alla fine, anche soldi, c’entrano sempre. Prendiamo questo miliardiario italo-argentino che si chiama Pallaro e che adesso è assediato dal centro-sinistra perché si convinca a dare la fiducia (per ora, è sul no). In dicembre ha votato la Finanziaria solo quando Prodi – mentre tagliava i soldi a tutti – s’è rassegnato a dare agli italiani d’Argentina uno stanziamento di 14 milioni. Oppure il senatore De Gregorio. Eletto con Di Pietro, e quindi nel centro-sinistra, ha prima silurato la compagna di schieramento che doveva diventare presidente della commissione Difesa (Lidia Menapace, Rifondazione). Grazie a questo voltafaccia s’è fatto eleggere con i voti della destra al suo posto e poi è passato in una terra di nessuno dove decide di volta in volta e nella quale ha una forza contrattuale notevole. Berlusconi dice che Prodi e Fassino «stanno comprando tutti», ma io non ci credo più di tanto.
• Perché?
Per due ragioni. Berlusconi ha capacità di acquisto per lo meno identiche a quelle del suo avversario. E poi Prodi ha in questo momento la nomea del perdente: tutti prevedono che, se pure prenderà la fiducia, non durerà più di tre mesi. Piuttosto, è da tenere d’occhio il fermento a sinistra, cioè di quelli che potrebbero abbandonare Prodi non subito, ma appunto tra qualche settimana. Restare in un governo più moderato, che per esempio vuole a un tratto costruire la ferrovia dell’alta velocità in Val di Susa contro l’opinione di tanta parte della popolazione locale, potrebbe far perdere molti voti a Rifondazione, Comunisti Italiani e Verdi. La sensazione di un consenso in calo è una brutta consigliera e vale forse più dei tentativi di acquisto sulla parte destra dello schieramento. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 26/2/2007]
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