Lucia Annunziata, La Stampa 26/2/2007, 26 febbraio 2007
«..Se uno più uno fa due, i costituzionalisti saranno le star del prossimo futuro. Si chiamino Bassanini, Ceccanti, o, star delle star, Giovanni Sartori
«..Se uno più uno fa due, i costituzionalisti saranno le star del prossimo futuro. Si chiamino Bassanini, Ceccanti, o, star delle star, Giovanni Sartori. La legge elettorale è la trappola in cui tutti noi, osservatori, o appassionati, fate voi, della politica cadremo nei prossimi mesi. Se non si cambia, si muore: questo è più o meno il motto della politica in queste ore. Dopo che l’autorevole «Sole 24 ore» ha pubblicato uno studio in base al quale è chiaro che se si va al voto con questa legge elettorale non importa chi vince e come vince avrà pochi seggi di vantaggio, tutti si sono convinti che l’ora è scoccata. La legge elettorale va cambiata. Abituatevi dunque a questi nomi: Giovanni Sartori, vecchia stella, molto popolare, del costituzionalismo; Stefano Ceccanti, new entry del costituzionalismo impegnato, e Astrid, sigla romantica dietro cui si dispiega una potentissima lobby guidata da Franco Bassanini, ex ministro del primo governo di centro sinistra, oggi animatore di un gruppo di lavoro tanto sconosciuto al vasto pubblico quanto potente nel circuito dei «conoscenti». Specialità di Astrid: i convegni a porte chiuse, dentro cui si delineano scenari di soluzioni (e dunque di alleanze) future. Proprio ad Astrid sono stati commissionati alcuni mesi fa degli studi sulla riforma istituzionale: uno, in particolare, sui sistemi elettorali comparati in Francia, Spagna, e Germania. Vannino Chiti, lo sherpa del centro sinistra sulle questioni istituzionali lo ha prima chiesto, poi, pare se ne sia dimenticato. Astrid progetta comunque di farci un numero del Mulino: sarà interessante vedere che impatto avrebbe uno qualunque di questi sistemi sull’Italia. Numerosi ministeri Il portavoce unico, secondo quanto indicato dal documento dei 12 punti, cioè Silvio Sircana, che dovrebbe diventare colui che parla per tutto il governo, ieri ha passato la sua domenica coccolando Giulia, tenendola in braccio, e imboccandola. Honni soit qui mal y pense: è la sua seconda nipotina. Anche i portavoce sono nonni. Al «Ceppo» ai Parioli, lo hanno riconosciuto, ma, in rispetto della fanciullina, nessuno gli ha chiesto come si sente a rappresentare numerosi ministeri e qualche capo partito. Se glielo avessero chiesto avrebbe risposto che «la nomina a portavoce unico è stata una vera sorpresa...» (Lucia Annunziata)