Varie, 26 febbraio 2007
MASTRONARDI
MASTRONARDI Alessandra Napoli 18 febbraio 1986. Attrice • «[...] rivelazione de I Cesaroni, fortunata serie in onda la scorsa stagione su Canale 5 [...] sembra una novella Anna Maria Pierangeli. Detesta ”i ragazzi che se la tirano, come molti pariolini. La troppa libertà, gli spinelli - io sono un caso clinico, mai fumato nemmeno una sigaretta -. E le ragazze che vanno in giro quasi spogliate, due straccetti addosso, ma rigorosamente firmati”. Non le piace nemmeno ”il branco. Non riesco a identificarmi con quelli della mia età che si fanno forza pascolando insieme nei locali”. Ma, dice, esiste anche una meglio gioventù, ”spaventata da un presente che non ci lascia molte speranze, ma seria. Capace di prendere la vita per il verso giusto”. Ossia? ”Crediamo nei valori, ignoriamo i compromessi, cerchiamo di costruirci una strada. E vorremmo che gli adulti ci dessero più fiducia”. Ama il cinema, ”da quando mio padre mi portò a vedere Jurassic Park. Mi piacciono soprattutto Virzì e Muccino”, la musica ”di Lucio Battisti, Tiziano Ferro. E Peppino di Capri e Morandi, perché ci sono cresciuta con le loro canzoni, ascoltate di continuo dai miei genitori”. E con i genitori vive. ”Abbiamo un bellissimo rapporto. Una casa mia? Troppo presto e poi, anche se volessi, non ne avrei la possibilità. Diciamo che sarà il prossimo passo”. Recitare ”è una grande passione. La più grande. Una febbre che mi venne a 12 anni, partecipando alle rappresentazioni della scuola. Iniziai a fare un provino dopo l’altro. I miei? Non erano al settimo cielo, ma visto che studiavo, non mi hanno proibito di girare spot pubblicitari, piccoli ruoli nella fiction. Finché Claudio Bonivento mi scelse per Il grande Torino. Subito dopo è arrivato I Cesaroni, con il ruolo di Eva, che presto reinterpreterò”. E la notorietà. ”Certo, non mi dispiace. Le prime volte che trovavo tre o quattro ragazzi sotto casa - volevano una foto, un autografo - ero pietrificata, non sapevo che fare. Ora mi sono abituata, riesco anche a scambiare due chiacchiere. Ma c’è anche una nota stonata: molti coetanei che prima della serie non mi filavano per niente e che dopo I Cesaroni hanno iniziato a ronzarmi intorno. Io? Mi comporto come loro...prima de I Cesaroni”. Di amiche, ne ha una ”dalla terza elementare. E anche qualche amico”. [...]» (Micaela Urbano, ”Il Messaggero” 25/2/2007).