Stefania Miretti La Stampa 26/2/2007, 26 febbraio 2007
Dietro una grande donna c’è spesso un piccolo uomo: il figlio. Un giovane maschio fedele e segretamente orgoglioso dei talenti e dei successi materni, purché la cosa - di qualunque cosa si tratti - non si venga a sapere troppo in giro e soprattutto non interferisca con la vita sociale e scolastica
Dietro una grande donna c’è spesso un piccolo uomo: il figlio. Un giovane maschio fedele e segretamente orgoglioso dei talenti e dei successi materni, purché la cosa - di qualunque cosa si tratti - non si venga a sapere troppo in giro e soprattutto non interferisca con la vita sociale e scolastica. Lì, nel gruppo dei pari, l’avere una madre assertiva e competente può facilmente trasformarsi in ragione d’imbarazzo, soprattutto quando gli insegnanti la interpellano per chiedere collaborazione e pareri specifici: tipo parlare di droghe e di sesso se psicologa, studiare sistemi per mettere a norma la palestra se geometra, organizzare laboratori di scrittura creativa se poetessa e così via (per com’è messa l’istruzione pubblica, succede). Super-mamme-risorsa per la scuola, ma per i figli adolescenti una vera sciagura: «Ti prego dì che non puoi occupartene, non farmi fare questa figuraccia!». Ora, nel presente disastro politico, a sforzarsi di vedere comunque anche il lato buono delle cose ci si rallegra per Enrico, il figlio quindicenne di Livia Turco, che ha avuto qualche giorno per rilassarsi. Sua madre sta per combinargliene una veramente pazzesca. Ha in mente di installare, nell’ambito del programma interministeriale «Guadagnare salute», distributori di frutta e verdura nelle scuole, al posto delle macchinette sputa-merendine. Una buonissima idea, intendiamoci: più mele e meno pizzette; ma una «figuraccia» spaziale, mai più finita, per il figlio della ministra, per il quale i dieci minuti d’intervallo si trasformerebbero in un quotidiano percorso sui carboni ardenti. Enrico s’era già dovuto barcamenare quando ci fu la questione cannabis. La ministra sua madre aveva deciso di raddoppiare il limite personale consentito e il mattino dopo nelle scuole non si parlava d’altro; per sovramisura, Livia aveva pure dichiarato che se mai avesse pescato il figlio a farsi una canna gli avrebbe assestato un ceffone. Nessun ragazzino avrebbe voluto essere nei panni di Enrico, quel giorno; lui, tornando a casa, si era limitato a chiedere chiarimenti. Un tesoro. Ma questa volta, di fronte alla minaccia distributori di mele, ha perso la pazienza: «Eh no mamma, se lo fai...». E’ stata la stessa ministra a raccontarlo, restando vaga sul seguito della discussione. Così s’è fatto un rapido sondaggio tra i coetanei di Enrico. E tutti concordano nel ritenere che la frase completa pronunciata dal figlio della Turco non può che essere: «Mamma, se lo fai... SONO FINITO!!!».