Lucia Annunziata, La Stampa 26/2/2007, 26 febbraio 2007
La rivoluzione delle rotonde Quante rotonde sono state costruite sulle strade italiane negli ultimi anni? Tante, in alcuni casi inutili
La rivoluzione delle rotonde Quante rotonde sono state costruite sulle strade italiane negli ultimi anni? Tante, in alcuni casi inutili. Alcuni amministratori locali hanno anche pensato di infilarle in pieno rettilineo, non perché c’è qualche intersezione con una altra strada di uguale importanza e stesso flusso veicolare: troppo spesso vengono utilizzate solo per rallentare la velocità, una sorta di alternativa ai dossi artificiali, impossibili da installare su strade extraurbane. Soluzione tutt’altro che economica se, come ho letto, il loro costo parte da 200 mila euro, per quelle più semplici. Qualcuno dovrebbe spiegare a chi prende certe decisioni che interrompere il regolare flusso di auto lungo una strada priva di intersezioni degne di nota è altamente controproducente. Si impone una frenata e una successiva ripartenza, si butta dalla finestra l’energia pagata a caro prezzo per portare il veicolo a una certa velocità, salvo poi dover riaccelerare. Sono tutti litri di benzina/gasolio che vengono bruciati inutilmente e contribuiscono a far salire il famoso livello delle polveri sottili, salvo poi dove ricorrere ai blocchi del traffico per porre rimedio ai continui sforamenti dei limiti. Essere costretti a rallentare inquina, non solo per il maggiore consumo. Ogni volta che azioniamo i freni, una piccola parte delle pastiglie si disintegra per l’attrito contro i dischi, polverizzandosi. Basta osservare quanto sono sporchi i cerchioni delle ruote anteriori dietro ai quali alloggiano i freni principali, una sorta di micro-grattugia. Questa polvere, prodotta dalla frenata, da qualche parte deve andare a finire. Molto probabilmente va saturare i rivelatori delle centraline che misurano l’inquinamento cittadino i quali non sono in grado di discernere la provenienza di quelle polveri sottili tanto micidiali. MARIO MOREGGI Chiedo perdono in anticipo se non ho ben colto il significato della sua lettera. tuttavia un argomento interessante. Dal momento che non ne so assolutamente nulla, mi sono documentata e ho trovato che le sue rotonde sono oggetto di un infinito numero di studi (ci sono molti siti che offrono addirittura la lista delle tesi di laurea scritte in merito), tutti concordi su un punto: l’introduzione massiccia della rotonda è una vera e propria rivoluzione nella gestione della sicurezza del traffico. Quelli che lei descrive come frenate e intoppi vengono infatti considerati dagli esperti un modo per spezzare la velocità e aggirare attese e blocchi dei semafori. L’invenzione del sistema è fatta risalire alla prima rotatoria realizzata a New York nel 1904 e al rond-point dell’Etoile di Parigi. Negli Anni Sessanta il sistema viene adottato su ampia scala prima in Inghilterra e poi in Europa. L’Italia si è allineata solo recentemente, e presenta ancora delle discrepanze rispetto alla norma europea.