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 2007  aprile 14 Sabato calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino
Il Leader del Patto dei Liberaldemocratici (Patto Segni-Scognamiglio) è Mariotto Segni
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Leader dell’ Italia di Mezzo è Marco Follini

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Mikhail Fradkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Tony Blair
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Jacques Chirac
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Dominique de Villepin
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Ahmed Necdet Sezer
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Ieri nella Chinatown milanese la tensione era ancora molto alta. Nelle vetrine dei negozi sono apparsi cartelli contro la giunta comunale e in particolare contro il vicesindaco De Corato, accusato di voler pedonalizzare l’area intorno a via Paolo Sarpi e di voler disperdere in vari quartieri della città la popolazione cinese. Il responsabile della sezione milanese Italia-Cina, Roberto Borgonovi, ha a sua volta criticato la giunta Moratti, sostenendo che se si vogliono trasferire i grossisti cinesi da un’altra parte bisogna, prima di procedere, individuare insieme, appunto, questa altra parte. Il quotidiano Europe Chine News, in vendita in tutte le edicole della zona, allegava ieri mattina un volantino con la scritta: «Siamo milanesi anche noi».

• Sono milanesi anche loro?
«Un po’ il problema è questo. Loro sono una comunità molto chiusa, che riempie di cadaveri i container in viaggio verso la Cina, pur di garantire ai cari la sepoltura in patria (dal primo gennaio del 2000 risultano morti in Italia solo 30 cinesi: si può leggere una descrizione impressionante di questo fenomeno in Gomorra di Roberto Saviano). Noi, da parte nostra, non ci siamo praticamente posti il problema dell’integrazione. Ho letto che tutti imputano la distanza tra le nostre comunità cinesi e il contesto italiano soprattutto al loro carattere speciale, chiuso e attaccatissimo alla tradizione. Io dico che c’entriamo anche noi.

• Quanti sono alla fine ’sti cinesi d’Italia?
Ci sono vari studi, non tutti concordi. Ieri, a ridosso degli incidenti, ne sono stati diffusi due. Nel primo, realizzato dal Gruppo di coordinamento della Società italiana di Statistica, si valutano in 128 mila. Sono la comunità asiatica più numerosa, seguiti da filippini (90.000) e indiani (62.000), ma solo la quinta in assoluto dopo albanesi, romeni, marocchini e ucraini. Secondo un altro rapporto, preparato dal Cnr, i cinesi sono invece 168.750. Questo studio calcola anche i clandestini e dice che ogni cinese resta in Italia in media quattro anni. Questo è un altro problema, come vede, realtivamente all’integrazione: vengono solo per far qualche soldo, si mettono al servizio di padroni o padroncini sempre cinesi, tirano la carretta come matti e poi se ne tornano a casa. Di tutte le comunità presenti sul nostro territorio, quella cinese è la più equilibrata dal punto di vista della composizione per sess 54,4% di maschi, 46,6% di femmine. Età media di 33,5 anni. Il 47,7% dei maschi e il 37,6% delle femmine non sono sposati. Conservano le loro tradizioni molto gelosamente. Si sono grandemente indignati con noi quando, due anni fa, abbiamo avuto quella morìa di vecchi provocata dal gran caldo. Per loro i vecchi sono sacri, andando in vacanza non li lascerebbero mai a casa a soffocare come siamo soliti fare noi italiani.

• E la criminalità?
Esiste naturalmente. Droga, prostituzione, pizzo. Qualcuno, pensando a come lavora la mafia cinese, ha citato la Chicago di Al Capone. tutto vero e, in un certo senso, è tutto normale. Dove girano soldi, c’è malavita, non è questione di Cina o Albania. Per combattere la loro mala, la cosa migliore è ingaggiare vigili urbani cinesi e poliziotti cinesi. Cioè integrare.

• Scusi, ma alla fine, questi cinesi che ce li teniamo a fare? Fanno comunità a parte, fanno lavorare solo i cinesi, non vogliono essere disturbati o multati...
Beh, la spinta all’economia che viene dalle imprese cinesi è notevole: dal 2000 sono cresciute di quattromila unità all’anno, occupando interi quartieri delle città italiane. Solo a Roma si calcola che delle cinquemila attività commerciali della zona intorno all’Esquilino poco meno di 4500 siano ormai in mano ai cinesi, che si specializzano nel settore alimentare e dell’abbigliamento, seguendo una predisposizione che li caratterizza in tutto il mondo.

• Ma le pare giusto che si sia addirittura messo di mezzo il governo di Pechino?
E’ inevitabile ed è una mancata conseguenza della nostra non-politica dell’integrazione. Noi non possiamo assolutamente irritare la loro madrepatria. Il governo e la stampa di Pechino si sono subito mostrati attentissimi a quel che è successo a Milano, il console ha protestato vivacemente ed il ripetersi di situazioni spiacevoli come quella dell’altroieri potrebbe innescare ritorsioni contro le nostre imprese, che certo non possono correre il rischio di essere penalizzate su quello che nei prossimi decenni sarà con tutta probabilità il mercato più importante del mondo.[Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 14/4/2007] (leggi)

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