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 2007  aprile 14 Sabato calendario

MILANO

Vertici confermati, imprenditori e manager in consiglio: cambia il volto del board di Generali con ingressi di peso. Entrano Francesco Gaetano Caltagirone, Leonardo Del Vecchio di Luxottica, Lorenzo Pellicioli per De Agostini, Paolo Scaroni, numero uno dell’Eni, Kai Uwe-Ricke, ex presidente del consiglio di gestione di Deutsche Telekom, indicato da Unicredito.
Esce invece Piergaetano Marchetti, presidente del patto di Mediobanca (e di Rcs MediaGroup). Ha comunicato la propria indisponibilità al rinnovo della carica spiegandone i motivi: «Un gruppo come le Generali dovrà avere una governance molto attenta, articolata e dedicata, con persone che possano dare molto più del tempo di cui dispongo. In secondo luogo soddisfo chi dice che ci sono troppi giuristi in consiglio e penso ne rimarranno alcuni autorevoli rappresentanti». Infine «sembra che la presenza nel board del Leone del presidente del patto di Mediobanca sia considerata un link o una relazione pericolosa in sede di Antitrust e dintorni, così risolvo anche questo problema».
L’elenco dei candidati, deciso dal comitato nomine di Mediobanca (principale socio di Trieste con il 14%) al quale partecipano il presidente dell’istituto Gabriele Galateri e i vicepresidenti Cesare Geronzi (Capitalia) e Dieter Rampl (Unicredito-Hvb) è stato discusso negli ultimi dettagli ieri pomeriggio fra Galateri e il presidente del Leone Antoine Bernheim. Quindi per la prima volta la lista, per uniformarsi al codice di autodisciplina, è stata resa pubblica 15 giorni prima dell’assemblea che il 28 aprile rinnoverà l’intero consiglio.
Il cast non presenta grandi colpi di scena. Ormai il mercato dava per scontata la riconferma per un triennio del presidente e dei due amministratori delegati, Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot. E anche il principio di rafforzare le competenze di business con l’ingresso di imprenditori, perseguito da Mediobanca, era stato più volte indicato negli scorsi mesi. Un ricambio che rappresenta in fondo anche un po’ la storia della compagnia. L’ingresso del «professori» seguiva la grande guerra finanziaria che ha riguardato il Leone e Piazzetta Cuccia e ha portato nel capitale triestino tre banche, Unicredito, Capitalia e Montepaschi, oggi in uscita. Gli imprenditori sono invece anche il segno delle manovre di posizionamento e degli investimenti sul Leone che hanno avuto luogo nei mesi scorsi e hanno portato nel capitale triestino De Agostini con il 2%, Romain Zaleski (che non è rappresentato) con il 2,28%, e lo stesso Caltagirone, che avrebbe in portafoglio oltre l’1% di Generali.
Per il resto la lista indica qualche cambiamento (fra ingressi, sostituzioni, spostamenti e uscite), che non fa grande rumore. Luigi Bianchi, fin qui per conto di Mps, resta nel board ma come indipendente. Il Montepaschi, fuori dal capitale triestino ma titolare dei diritti di voto, non ha espresso altri nomi: contrariamente a quanto riportato da alcune voci Caltagirone, pur vicepresidente della banca senese, sarebbe entrato per «autocandidatura» e non su indicazione di Rocca Salimbeni. Non vengono riconfermati Gerardo Broggini, Claudio Consolo (che tre anni fa aveva sostituito Paolo Biasi per la Fondazione Cariverona, oggi non più socio del Leone) e Alessandro Ovi, che Unicredito ha sostituito con Kai Uwe-Ricke. Entra poi Claude Tendil, di Generali France. Esce Laurent Dassault, che rappresentava il «nocciolo» dei soci francesi di Mediobanca guidati da Vincent Bolloré. Dassault di recente è uscito dal patto di Piazzetta Cuccia, perciò al suo posto è stato indicato Loic Hennekinne, dal 2002 al 2005 ambasciatore straordinario e plenipotenziario di Francia a Roma e consigliere di Iride, nata dall’unione fra le utility Aem Torino-Amga Genova.