Varie, 14 aprile 2007
GAZZETTA
per GIORGIO 15 APRILE. Con una lettera pubblicata venerdì sul Corriere della Sera Romano Prodi ha annunciato che il cosidetto ”Tesoretto” verrà destinato per due terzi «agli italiani sofferenti» (disoccupati, pensionati ecc.) e per un terzo al rilancio dell’economia (opere pubbliche, ricerca e innovazione ecc.)
1 Io cos’è questo ”tesoretto” mica l’ho capito?
Il governo pensava di incassare dalle tasse una certa quantità di miliardi di euro, invece ne ha incassati un po’ di più. La Banca centrale europea, e in generale tutti gli organismi economici internazionali, avrebbero voluto che tutti quei soldi fossero destinati a diminuire il nostro debito pubblico, l’enorme fardello che ci obbliga, come sistema, a competere sullo scenario mondiale con una zavorra in più, tra le altre. Una linea rigorista appoggiata da Confindustria che anche la Banca d’Italia aveva suggerito nei giorni scorsi. Parti della maggioranza, in particolare la Margherita, spingevano per una riduzione dell’Ici. Qualche economista aveva suggerito di usare i soldi per risanare la scuola, o per incentivare la ricerca, piuttosto che disperderli inutilmente in troppe cose. Prodi, che a ”tesoretto” preferisce ”ricompensa”, ha deciso di darlo, sono parole sue, a quelli che non arrivano alla fine del mese e non riescono a costruire un futuro per i propri figli. I maligni hanno subito insinuato che in questo modo pensa di raccattare voti in vista delle prossime elezioni amministrative.
2 Ma di quanti soldi stiamo parlando?
A saperlo! Luca Cordero di Montezemolo, il presidente di Confindustria, ha addirittura detto che prima di tutto bisognerebbe capire se ”sto tesoretto esiste davvero, perché tra gli imprenditori sono molti gli scettici sulla sua consistenza. Il presidente del Consiglio si guarda bene dal chiarire le cose e fa il misterioso. Secondo il ministero dell’Economia, ed in base alle audizioni che sull’argomento hanno tenuto in Parlamento sia Tommaso Padoa-Schioppa sia Vincenzo Visco, nel 2007 si dovrebbe registrare un aumento delle entrate tributarie pari a 9-10 miliardi di euro. Di questi, 7 miliardi e mezzo sono destinati alla riduzione del deficit e ad impedire una manovra economica di pari ammontare con la finanziaria del 2008. Il resto, 2 miliardi e mezzo, dovrebbe rappresentare il tesoretto. Parliamo dello 0,16% del pil, un po’ poco per intervenire significativamente sul malessere sociale. Comunque si parla di un generico bonus, dell’aumento di detrazioni e assegni familiari, dell’aumento delle pensioni più basse o dei sussidi di disoccupazione (portarli dal 50 al 60% dell’ultimo stipendio, come si sente dire, assorbirebbe l’intera cifra).
3 Alla fine quanti sono i soldi che finiranno nelle tasche dei poveri?
Un terzo di 2,5 miliardi, se vogliamo tenerci su questa stima, fa poco più di un miliardo e 600 milioni. Secondo i dati del Dipartimento fiscale del ministero dell’Economia (gli ultimi disponibili riguardano i redditi 2003), quasi il 48% dei contribuenti dichiara redditi fino a 12.500 euro all’anno. Si tratta più o meno di 19 milioni e mezzo di persone. Mettiamo che si proceda con un minore prelievo fiscale dalle buste paga, fanno 82 euro a testa l’anno. Se, invece, la fascia di reddito beneficiata salisse a 15.490 euro, i contribuenti interessati sarebbero 24 milioni, per un bonus di 66 euro all’anno.
4 A me mica convince l’idea che i poveri si misurino dalla dichiarazione dei redditi?
Ha ragione, nessun Paese è pieno di finti poveri come l’Italia. Il leader della Uil, Luigi Angeletti, la pensa come lei e ha subito detto senza tanti giri di parole che i benefici fiscali dovrebbero andare solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, non ai lavoratori autonomi, che in base a questo discorso vanno considerati tutti evasori fiscali.
5 Non è che il prossimo anno, finito il tesoretto, ci toccherà di pagare più tasse?
Guardi, anch’io ho la stessa paura. Il rischio di introdurre sgravi o obblighi di spesa permanenti di fronte a entrate temporanee c’è. Soprattutto perché non è ancora chiaro come il tesoretto si sia accumulato. Per ora, conviene essere prudenti e considerarlo un fatto occasionale. Del resto chi lavora al Tesoro ha già chiaro che una parte è bell’e che spesa. Il rinnovo dei contratti del pubblico impiego costerà un miliardo più del previsto. notizia di venerdì la decisione del governo di farsi carico di gran parte del ticket da dieci euro imposto alle Regioni per le prestazioni specialistiche. E sono almeno 350 milioni di euro. E benché le entrate fiscali vadano bene, il dati sul fabbisogno di febbraio segnano un aumento della spesa nei primi due mesi dell’anno di altri 450 milioni. Insomma: lo Stato incassa di più, ma spende anche di più.