Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Grandi discussioni, a partire da ieri pomeriggio, sui risultati delle elezioni amministrative...
• Ha vinto Berlusconi? Ha vinto Prodi?
Scusi, si votava a Monza, ad Agrigento, all’Aquila. Che c’entrano Prodi e Berlusconi? Va bene che tutti, a cominciare dal centro-destra, l’hanno buttata in politica... Ma il voto serviva a scegliere i sindaci, mica il presidente del Consiglio. Quindi, mettiamo da parte Prodi e Berlusconi e guardiamo i risultati. Che sono questi: Agrigento e L’Aquila, che erano governate dal centro-destra, sono passate al centro-sinistra; Verona, Alessandria, Monza e Gorizia, che erano governate dal centro-sinistra, sono passate al centro-destra. Il resto è rimasto come prima. Diciamo, alla grossa, che qui vincono gli amministratori del centro-destra. Poi: Piacenza, che era del centro-sinistra, e Parma, che era del centro-destra, andranno al ballottaggio il prossimo 10 giugno. Questo per ora è un pareggio. Poi c’è il caso di Taranto, dove ci sarà il ballottaggio dopo un anno e mezzo di commissariamento e questo è un buon risultato per il centro-sinistra. Infine c’è il caso di Agrigento, dove sembra che abbia vinto il centro-sinistra e invece ha vinto il centro-destra. A livello provinciale, è successo poco o niente: quello che era di sinistra è rimasto a sinistra e quello che era di destra è rimasto a destra. Però con questi due fatti: nelle quattro città dove si è confermato – Vicenza, Como, Vercelli, Varese – il centro-destra ha conquistato maggioranze bulgare, cioè non lontane dal 70 per cento. A Genova, che è storicamente una piazza di sinistra, il candidato del centro-sinistra dovrà andare al ballottaggio, che è per quello schieramento un brutto colpo. Perciò, a livello provinciale, hanno certamente vinto gli amministratori di centro-destra. Tirando le somme, il centro-destra è andato parecchio meglio del centro-sinistra.
• Mi spieghi il caso di Agrigento.
Ad Agrigento è stato eletto Mario Zambuto, che è uno dell’Udc: indispettito perché i suoi (cioè il centro-destra) non lo volevano candidare, è passato col centro-sinistra ed è stato eletto. Solo che dovrà affrontare un consiglio comunale composto per il 70 per cento da uomini di destra. Perciò si tratta di un politico di centro-destra che dovrà fare una giunta di centro-destra. In questa situazione che sia stato eletto dal centro-sinistra alla fine è un dettaglio.
• E’ vero che ha votato poca gente?
E’ vero, c’è stato un calo. Due punti e mezzo in meno alle comunali e sette punti in meno alle provinciali. Il calo alle provinciali ha subito fatto dire che la Provincia è un’istituzione inutile che costa troppo, cosa abbastanza indiscutibile (non viene abolita perché, mettendo a disposizione parecchie poltrone, aiuta il gioco degli equilibri che ogni partito fa al suo interno per accontentare questi e quelli). In generale, l’astensione confermerebbe la disaffezione attuale per la politica. A Genova sembra che a non votare siano stati soprattutto gli elettori del centro-sinistra e in particolare quelli della sinistra radicale, cioè Rifondazione, Verdi e Pdci. Da questa astensione verrebbe quindi un muto rimprovero al governo per esser troppo moderato. L’ala sinistra del governo prende forza da questo voto, perché i buoni risultati dell’Unione, per esempio all’Aquila o a Taranto, vanno attribuiti soprattutto a candidati di quest’area. Al contrario il Partito democratico, cioè l’insieme di Ds e Margherita, non ha brillato, ed è forse il vero sconfitto di questa consultazione. Ma è presto per fare queste considerazioni, alle quali serve un’analisi pacata del voto disaggregato, cioè lista per lista. Dati che non saranno disponibili prima di stasera o domani.
• Quindi niente spallata di Berlusconi a Prodi?
Direi di no. Prodi deve guardarsi soprattutto dai suoi alleati: se, studiando i numeri di questo voto, qualcuno di loro avrà la sensazione che è meglio scendere dall’autobus per non perdere altri voti, potrebbero essere guai per il governo. Berlusconi e gli altri della destra avranno invece da vedersela con la Lega. La netta affermazione del centro-destra al Nord si deve – per lo meno in termini di percentuali di voto – proprio a Bossi e ai suoi. un risultato che nessuno aveva pronosticato, ma che è logic la Lega, come nel 1992 (Tangentopoli), sa ancora dare rappresentanza politica alla rabbia e alla delusione ed è capace di dare a molti italiani, come è evidente, una speranza. un risultato molto importante e che può rendere ancora meno idilliaco il clima tra i partiti del centro-destra.[Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 28/5/2007]
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