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 2007  aprile 19 Giovedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino
Il Leader del Patto dei Liberaldemocratici (Patto Segni-Scognamiglio) è Mariotto Segni
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Leader dell’ Italia di Mezzo è Marco Follini

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Mikhail Fradkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Tony Blair
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Jacques Chirac
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Dominique de Villepin
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Ahmed Necdet Sezer
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Ieri, durante la pausa pranzo, cioè più o meno intorno alle 13.30, sono scoppiate alcune bombole di gas nel magazzino della De Longhi, in via Seitz alla periferia di Treviso: si è sviluppato un grande incendio che ha distrutto trentamila metri quadri dell’azienda, vale a dire l’80 per cento dello stabilimento. Scena impressionante: una nuvola di fumo, nera ed enorme, s’è alzata in cielo e s’è poi inclinata verso il suolo dando all’insieme una dimensione apocalittica. Arrivavano intanto la polizia, i carabinieri e i vigili del fuoco. In alto volteggiavano due elicotteri, le case venivano fatte evacuare, le ambulanze a sirene spiegate portavano in ospedale i feriti (si saprà poi che non sono più di cinque) e una parola cominciava a circolare tra la popolazione, e poi su Internet, e quindi nei notiziari tv: diossina...

• Diossina? Quella di Seveso?
Sì, quella di Seveso. Ma a partire dalle cinque del pomeriggio l’allarme e la paura si sono smorzati: nel fumo non ci sono cianuri, la diossina è presente in quantità minima, idem per l’acido cloridrico e gli Ipa...

• Prego?
Gli Ipa, cioè gli idrocarburi policiclici aromatici, tre parole che sembrerebbero persino gradevoli se non fosse che rappresentano composti di benzene. Insomma, sostanze tossiche.

• E allora come si fa a star tranquilli?
Perché il rischio di avvelenamento dipende dalla concentrazione, cioè da quanto veleno c’è per ogni parte d’aria o di fumo considerata. E da questo punto di vista tutti siamo stati tranquillizzati: la diossina c’è ma è minima, basteranno precauzioni minime per non correre rischi. Per esempio, non raccogliere, per qualche giorno a partire da oggi, la verdura o la frutta cresciuta in prossimità dell’incendio. Non uscire all’aperto, oggi e forse anche domani. Eccetera. I vigili del fuoco hanno impedito che il fumo scendesse troppo verso terra e hanno spruzzato liquido ritardante. Il vento ha poi fortunatamente portato la nube verso nord, lontano dai centri abitati.

• La De Longhi non è quella che aveva lo spot con l’indiano?
Sì, esattamente. Poveracci, il guaio per loro ha l’aria di essere davvero grosso. Non gli è rimasto in piedi che qualche ufficio. A Treviso fabbricavano prodotti di condizionamento e riscaldamento e la pre-serie di vari elettrodomestici, alcune linee di forni a micro-onde, l’alta gamma dei ferri da stiro, le macchinette da caffè. Al 70 per cento è roba di plastica, per questo si è pensato subito alla diossina. Ieri il titolo ha perso il 5,69 per cento.

• Non è un’esagerazione? Saranno pure assicurati, no? Li aiuteranno a ricostruire, no?
La Borsa non sapeva ancora che il pericolo della diossina era irrilevante. A Seveso, a parte tutto il resto, ci fu il problema degli indennizzi, salatissimi. L’Icmesa dovette tirare fuori 224 miliardi di lire per due chili di veleni sparsi nell’aria dalla fabbrica di Meda. Allora fu sgombrato tutta l’area compresa in un raggio di un chilometro e mezzo, le persone contaminate furono 300 mila, 200 bambini furono colpiti dalla cloracne... No, i due casi non sono minimamente paragonabili. Ma la Borsa, ieri a metà pomeriggio, non lo sapeva ancora. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 18/4/2007] (leggi)

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