Ferdinando Camon, La Stampa 19/4/2007, pagina 39., 19 aprile 2007
Il Veneto se ne va in pezzi. La Stampa, giovedì 19 aprile Dopo Cortina, che vuol passare all’Alto Adige, ecco adesso l’Altipiano di Asiago che vuol lasciare il Veneto per il Trentino, e Treviso per il Friuli-Venezia Giulia: il movimento secessionista diventa una frana
Il Veneto se ne va in pezzi. La Stampa, giovedì 19 aprile Dopo Cortina, che vuol passare all’Alto Adige, ecco adesso l’Altipiano di Asiago che vuol lasciare il Veneto per il Trentino, e Treviso per il Friuli-Venezia Giulia: il movimento secessionista diventa una frana. Il presidente della provincia di Bolzano si dice pronto ad accogliere Cortina, «che rientrerebbe così nella sua patria (Heimat)». La patria, dunque, non è l’Italia. In Alto Adige lo si sperimenta ogni giorno. A Brunico, provincia di Bolzano, passeggiavo ieri con la nipotina di sette anni. La piccola vede per terra un sacchetto con degli avanzi, lo raccoglie e lo mette in una pattumiera. Passa una ragazza altoatesina in bicicletta e la sgrida: «Non usarla tu, quella è mia!». Un rimprovero del genere è inimmaginabile a Zagabria o Barcellona. Ma quelle sono città straniere. A Brunico ci si sente «tedeschi» Questa, in provincia di Bolzano, è una città ostile. Come tutte le città nemiche, è ingiusta. Perché in realtà il cassonetto che quella ragazza, che si sente tedesca, proibisce a noi, che siamo veneti, è più nostro che suo. Se si fa 100 quel che gli altoatesini mettono insieme con la raccolta fiscale, quel che poi si trovano a disposizione, con le risorse girate dallo Stato, si aggira sul 130. Per il Veneto succede il contrario: se dà allo Stato 100, quel che poi riceve, sotto forma di servizi e risorse, si aggira sul 60-70. I giornali veneti sono ossessionati da queste cifre. In realtà le cose sono più complicate, perché ogni regione a statuto speciale deve far fronte a servizi che nelle regioni normali sono forniti dallo Stato: la scuola, la Sanità... Ma lo sbilanciamento a favore delle regioni speciali resta. In Alto Adige doveva servire a rendere gli altoatesini entusiasti di essere in Italia. Non è così. Eppure, se passiamo il confine ed entriamo in Austria, la prima impressione, fortissima, è quella di un calo verticale della ricchezza. In Italia tutto è fiorito, verniciato, nuovo. In Austria molto è scrostato, vecchio, disadorno. il Tirolo che dovrebbe chiedere di essere annesso all’Alto-Adige, non viceversa. Per un 30 per cento in più L’Altipiano di Asiago è in provincia di Vicenza, e Vicenza è «l’Atene del Veneto», la capitale culturale. Pochi scrittori sono veneti come i vicentini, forse nessuno. Trasferirli nel Trentino vuol dire snaturarli, non si spiegano più. Sull’Altipiano c’è l’Ortigara, il più alto concentrato di trincee della Grande Guerra: di qua noi, di là i nemici. I giovani di Asiago eran di qua, a combattere dal basso in alto, salendo per i costoni verso le trincee fortificate. Gli otto comuni dell’Altipiano, Asiago, Enego, Gallio, Conco, Lusiana, Roana, Foza e Rotzo, sono creazioni dei veneti: rappresentano le «vacanze in casa», i soldi spesi lì è come se restassero in famiglia. Come per Cortina: è la «capitale estiva» del Veneto, d’estate i veneti non dicono «andiamo in vacanza», ma «andiamo a Cortina». Treviso non somiglia a Udine, ma è sorella gemella di Padova-Vicenza-Verona: stessi pregi, stessi difetti. Senza Cortina, Asiago, Treviso, la regione Veneto è inconcepibile: morirebbe. E questa morte sarebbe un suicidio. Perché se il problema è quel 30 per cento che la Regione si sente sottratto, e che vuol riavere, il primo atto per riaverlo è darsi lo statuto regionale: se ha lo statuto può rivolgersi allo Stato e discutere i poteri. Una Regione che vuol ottenere dallo Stato senza avere uno statuto, è come un cliente che vuol riscuotere in banca senza avere i documenti. La causa di questa valanga di secessioni dalla regione sta nella regione. Ferdinando Camon