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 2007  aprile 19 Giovedì calendario

Libro in gocce: Bruno Tosi, La Divina in cucina. Il ricettario segreto di Maria Callas. Ricette. Maria Callas adorava i manicaretti succulenti

Libro in gocce: Bruno Tosi, La Divina in cucina. Il ricettario segreto di Maria Callas. Ricette. Maria Callas adorava i manicaretti succulenti. Ma siccome era perennemente a dieta si limitava ad assaggiare i piatti che i grandi chef preparavano per lei piluccando nei piatti degli altri commensali. Comunque si appuntava tutte le ricette che le piacevano e che le capitava di assaggiare presso i ristoranti o le signore che la ospitavano. Se le faceva dettare, mentre lei scriveva su minuscoli fogli di carta che poi consegnava a Elena Pozzan, sua guardarobiera e cuoca personale. Raccoglieva inoltre le ricette pubblicate dai settimanali femminili o dai quotidiani. Suocera. Nella biblioteca aveva parecchi libri di cucina, in tutte le lingue. I primi le erano stati donati dalla suocera Giuseppina, madre del marito Giovanni Battista Meneghini. Costui era infatti una buona forchetta e la di lui mamma voleva che Maria fosse una brava cuoca. Lesso. Dalla suocera, Maria Callas imparò a cucinare i piatti tipici della tradizione veronese: il lesso con la pearà, l’anatra fredda con polenta calda, il baccalà alla veronese. Dieta. La Callas si mise a dieta quando arrivò a pesare 108 chili: in un anno ne perse 40, ottenendo un girovita di 59 centimetri. Glielo aveva ordinato Luchino Visconti per poterla trasformare nella smunta Violetta della Traviata. Felino. Scrive il marito Meneghini: "Il peso ingombrante dava fastidio a Maria e la sua volontà di dimagrire (dal 1953) era straordinaria. Io sono sempre stato un buongustaio, anche se non un mangione. In casa mi piaceva avere piatti gustosi. Maria, invece, era sempre ligia alla dieta più severa. Non mangiava mai farinacei. Prendeva solo carne ai ferri e verdura cruda, senza alcun condimento, né olio né sale, come una capra. Niente liquori, pochissimo vino. Andava pazza per la carne al sangue: filetti, bistecche alla fiorentina. Si attaccava all’osso strappando i pezzetti di carne come un felino. Solo per queste bistecche qualche volta si lasciava vincere dalla gola. Quando cantava alla Scala andavamo a mangiare al Biffi-Scala alle 7 di sera. Mangiava filetti di otto etti e chi la vedeva si meravigliava pensando a come avrebbe potuto cantare con quella roba sullo stomaco". Metabolismo. Secondo Pia Meneghini, cognata di Maria Callas, il forte dimagrimento della cantante fu in gran parte provocato dall’assunzione, alla fine del 1953, di estratto secco tiroideo e ormoni. Ciò accelerò in breve tempo il metabolismo. Quasi sicuramente il trattamento le danneggiò la voce. Occhi. "Non posso dire che cosa mangiava la Callas, forse si mangiva Onassis con gli occhi" (Arrigo Cipriani dell’Harry’s Bar, a Venezia). Salame. La cuoca della Callas racconta che quando la cantante aveva ospiti cucinava per loro: in particolare le piaceva offrire del salame, che affettava di persona e che assaggiava sempre, usando le dita anziché la forchetta. "Così quando arrivano e mi fanno il baciamano, sentiranno il profumino del salame". Onassis. Il 3 settembre 1957 all’hotel Danieli di Venezia si diede un grande ricevimento ”per incontrare Madame Meneghini Callas”. Erano presenti i più grandi nomi del jet set internazionale. La Callas, come d’abitudine, anche quella volta conservò il menù, scritto in francese: consommé gelé en tasse, scampi flamingo, riz oriental, poulette en cocotte Sourmanoff, legumes de saison, soufflé glacé a l’Aurum, fraises de bois, friandises, café. Come bevande il vino veronese Soave Bolla, poi Möet & Chandon Brut Imperial 1949, whisky e Grand Prix Finsec. Quella sera conobbe Aristotele Onassis. Casanova. Onassis a bordo del panfilo Christina custodiva la prima edizione francese delle Mémoires de ma vie di Giacomo Casanova. Riteneva di assomigliare in qualche modo al seduttore veneziano perché come lui era un avventuriero e instancabile amatore. Di Casanova, Onassis apprezzava anche la passione per la cucina. Il libertino infatti raccontava le sue conquiste accompagnandole con descrizioni di piatti gustosi e afrodisiaci. Così Onassis proponeva ai suoi ospiti (e dunque anche alla Callas) le ricette tratte dalle memorie di Casanova, tra cui la crema di formaggio ai tartufi bianchi e le ostriche in pastella. Creare. "Cucinare bene è come creare. Chi ama la cucina ama anche inventare" (Maria Callas).