Varie, 19 aprile 2007
ROTTWEILER PER GIORGIO/GAZZETTA
Il Rottweiler è tra le più anziane razze di cani (come la maggior parte dei molossoidi ha come progenitore il Mastino tibetano). La sua origine risale al tempo dei romani. Si trattava allora di un cane da guardia e da pastore. Esso scortava le legioni romane quando attraversavano le Alpi, proteggendo gli uomini e accompagnando il bestiame. Quando le legioni si installarono nella regione di Rottweil, questi cani si trovarono in contatto con i cani indigeni e si produssero incroci fra le due varietà. Le principali funzioni del Rottweiler erano rimaste la guardia e la custodia dei grandi greggi così come la difesa del padrone e dei suoi beni. La vecchia città imperiale di Rottweiler finì per dare il alla razza il suo nome: cane da macellaio nero di Rottweiler. I macellai tenevano l’allevamento di questi cani unicamente in funzione del loro prestazioni come cani da utilità. Si sviluppò così negli anni una razza tuttofare eccezionale di cane da guardia e da pastore utilizzata anche come animale da tiro.Fino all’inizio del XX secolo la polizia ebbe bisogno di cani di servizio: si testò anche il Rottweiler e si verificò che era perfettamente adatto alle missioni di un cane di polizia. Fu ufficialmente riconosciuto come tale nel 1910.
«Non credo nei raptus da parte delle bestie. Allora mi chiedo: erano cani da guardia? Perché io li abolirei tutti, educare gli animali all’aggressività può essere una strada senza ritorno. Erano addestrati per la difesa personale? In questo caso sarebbe ancora peggio. E ancora: conoscevano bene la bambina oppure no? Chissà: può essere scattata una forma di gelosia. O forse hanno individuato quella povera creatura come una preda... Dico solo che due animali così sono troppi: formano un minibranco in cui gli istinti predatori possono essere enfatizzati. come per le bande di teppisti: il gruppo, nel suo complesso, si rivela peggiore dei singoli componenti. L’aggressività delle razze, e la loro distinzione sulla base della presunta pericolosità, la considero una sciocchezza. Non esistono razze aggressive ma esemplari aggressivi all’interno delle varie razze: esemplari che andrebbero individuati per tempo dagli allevatori. Pensi ai cani usati nei combattimenti clandestini. Appartengono a razze che la selezione dell’uomo ha trasformato in macchine da guerra, è vero. Ma pochi hanno idea delle carognate che fanno a quelle bestie per spingerle a lottare fra di loro». (L’etologo Giorgio Celli)
•LUGLIO 2005
A Piacenza un bimbo di 5 anni è azzannato da uno Staffordshire terrier: riporta gravi lesioni
•FEBBRAIO 2006
A Popoli (Pescara) una bambina di 6 anni viene aggredita da un rottweiler: le vengono applicati al volto 20 punti di sutura
•NOVEMBRE 2006
A Udine un bimbo di 3 anni viene ferito gravemente da un rottweiler
•FEBBRAIO 2007
Nel parco di una villa di Belgirate, sul Lago Maggiore, una bimba cingalese di 11 anni viene aggredita da un cane di razza corsa che la ferisce gravemente alla testa e al volto
•MARZO 2007
A Genova due rottweiler aggrediscono una bambina di 7 anni, la piccola viene ricoverata all’ospedale e dimessa dopo 20 giorni
Paolo Albasini, veterinario della Asl di Milano e specialista in «Etologia e benessere degli animali d’affezione», dice che servirebbe un ”patentino” per i padroni di cani: «La percentuale dei cani educati, che riconosce il padrone come capo e quindi si fa gestire, è bassissima. un problema culturale: nessuno pensa di dover imparare il mestiere di padrone [...] Chi intende prendere un cane, deve imparare a conoscerlo, a capirne le logiche, le esigenze, i segnali. Deve formarsi, leggere o rivolgersi ai comportamentalisti. Dove si trovano? Ci sono associazioni come l’Aiseab o l’Asetra o la Sisca».
«La legge attualmente in vigore sulle norme da osservare da parte dei proprietari di cani considerati aggressivi, è l’ordinanza dell’ex ministro della Salute, Francesco Storace, entrata in vigore nel gennaio 2006. Il testo indica 17 razze pericolose (tra le altre, american bulldog, dogo argentino, pitbull, cane da pastore dell’Anatolia e dell’Asia centrale, fila brazileiro, perro da canapo majoero, rottweiler) e obbliga i proprietari a stipulare una polizza di responsabilità civile oltre che a far circolare i loro cani in posti pubblici esclusivamente con guinzaglio o museruola». (la Repubblica 24/9/2006).
«Ormai tutti protestano contro tutto e contro tutti, e dunque non stupiscono più di tanto due deputate che si mettono la museruola nell’aula di Montecitorio per protestare contro il regolamento sui pitbull e i rottweiler. Alle due deputate - Donatella Poretti e Grazia Francescato - non piace l’idea che i proprietari di questi cani siano obbligati a tenerli al guinzaglio e con la museruola, quando li portano in un locale pubblico o su un autobus. In questa elementare norma di sanissimo buonsenso, che la ministra Livia Turco ha il merito di aver ripristinato, l’onorevole Poretti vede nientemeno che ”una misura razzista”, perché i cani sono tutti uguali e solo l’uomo li può far diventare pericolosi: ”Questo può succedere per un barboncino come per un pitbull”. Ho provato a cercare su Google notizie di ragazze sbranate da un barboncino: non ne ho trovate. Bambini decapitati da un bassotto? Zero. Donne sgozzate da uno spitz nano? Neanche una. In compenso ho trovato una lista lunga sei pagine di vittime - non tutte sopravvissute, purtroppo - dei pitbull e dei rottweiler». (Sebastiano Messina, la Repubblica 17/1/2007).
«Il numero di rapine è continuato ad aumentare negli ultimi trentacinque anni. Mentre in altri Paesi, come gli Stati Uniti, è diminuito. Uno dei motivi è che da noi cè un uso del contante molto maggiore: le rapine rendono ancora in media 500 euro a colpo». (Il sociologo Marzio Barbagli)
«Con un grosso rottweiler al guinzaglio, quando a fine giornata chiude la saracinesca del negozio, va a casa più tranquilla. Una commerciante del Vomero (Napoli) ha aggiunto alla polizia privata anche questa soluzione per sentirsi protetta. [...]» (la Repubblica 3/9/2006).
«Il titolare di un distributore di benzina in viale Regione Siciliana (Palermo) ha messo al guinzaglio due rottweiler dall’aria cattiva davanti al gabbiotto. [...]» (la Repubblica 22/11/2006).
Dati anagrafe canina: «[...] Dopo una decisa flessione, in particolare il rottweiler è tornato tra i primi, nonostante la legge sulle razze pericolose che impone la denuncia ai proprietari. Legge, lo confermano le presenze nei canili sanitari, che ha incrementato sensibilmente l’abbandono di pitbull, dogo, bullmastiff e in generale di tutti gli esemplari di razze divenute popolari in cronaca. [...] a Milano, girano indisturbati almeno otto esemplari di leonberger (dalla città di Leonberg, in Germania), una leonina creatura di nome e di fatto, che fu tra l’altro di compagnia a Giuseppe Garibaldi. Oltre 80 centimetri per 90 chili, folta criniera al collo, sono amanti dei bambini, che non mangiano ma accudiscono. Più efficaci delle baby-sitter nel difendere la casa, restano un’elegante scelta di lusso per chi può permettersi di sfamarli [...]» (la Repubblica 14/2/2007).