Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Falcone, sono passati 25 anni
Ieri Mattarella è andato al Csm e ha rievocato la figura di Giovanni Falcone, il grande magistrato ucciso dalla mafia 25 anni fa (23 maggio 1992) con la moglie e i tre uomini della scorta. Il Csm, o Consiglio Superiore della Magistratura, è l’organo di autogoverno dei giudici, presieduto dallo stesso Capo dello Stato e con il potere di indagare le stesse toghe, trasferirle, premiarle. Mattarella ha espresso sostanzialmente due concetti: che la mafia non è invincibile e questa era un’idea forte del pensiero di Falcone; e che le indagini devono basarsi su riscontri certi, quindi, per esempio, dopo aver ascoltato una telefonata, il giudice che creda a quello che ha sentito non può accontentarsi, ma deve cominciare a cercare riscontri. Sono cose che noi stessi abbiamo scritto molte volte. È bene che Mattarella abbia parlato a quelli del Csm: non solo perché quella era la sede ovvia di una celebrazione in ricordo, ma perché Falcone fu tradito da tutti e tra questi traditori c’erano anche quelli del Csm, i quali, ogni volta che si trattava di mettere qualcuno al vertice di una qualche struttura sceglievano sempre il suo avversario del momento. Fu tradito, come ebbe a gridare una volta la Boccassini, proprio dai suoi colleghi.
• Non sarà che dei morti non si può dire che bene? Siamo sicuri del santino in cui abbiamo tutti trasformato questo giudice?
Se avessero avuto anche una minima ragione, Falcone sarebbe ancora vivo tra noi. Il fatto che l’abbiano ucciso, e ucciso in quel modo, è la prova che era uomo di altra pasta.
• Come lo ammazzarono?
Falcone, escluso da tutti, isolato da tutti, s’era rifugiato al ministero di Grazia e Giustizia, a fianco del ministro Martelli. Una collaborazione che faceva gridare questi qui che le ho citato prima, e i loro giornali, compresa in prima fila “l’Unità”, dato che tra l’altro Martelli era socialista e quindi, agli occhi della sinistra, infetto per definizione. Nei fine settimana il giudice tornava a casa, e quel sabato s’imbarcò infatti sul jet di servizio in partenza da Ciampino, che arrivò a Punta Raisi alle 16:45. Lo aspettavano tre Fiat Croma blindate, una marrone, una azzurra e una bianca. Falcone si mise alla guida della Croma bianca, tenuta poi nel mezzo. Erano talmente tranquilli che non azionarono neppure le sirene. Ma al chilometro 5 dell’autostrada, dov’era lo svincolo, Totò Riina aveva fatto piazzare cinquecento chili di tritolo. Il sicario Giovanni Brusca, appostato, quando le tre macchine furono sul punto, premette il telecomando. La prima Croma saltò in aria, mentre la seconda, con Falcone al volante, andò a schiantarsi contro il muro d’asfalto che s’era improvvisamente sollevato. Sul fondo stradale s’era aperta una voragine enorme, nella quale finirono una ventina di macchine. Falcone e la moglie Francesca Morvillo morirono in poche ore. I tre agenti della prima auto, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, furono dilaniati sul colpo. Brusca è uno dei criminali più odiosi del dopoguerra: quattro anni dopo avrebbe sciolto nell’acido il bambino Giuseppe Di Matteo.
• Ora si vorrebbero sapere soprattutto le differenze tra l’Italia di allora e quella di adesso, se in qualche modo siamo migliorati…
Falcone moriva mentre erano in corso le votazioni per la successione di Cossiga al Quirinale. Andreotti stava trattando l’appoggio socialista… Ucciso Falcone, i politici si affrettarono a eleggere Scalfaro. L’Italia di oggi è identica a quella di allora in questo: Falcone era un grande uomo e un grande magistrato, e quindi lo affossarono in fretta, perché tutto può accadere da noi, ma non che altissime responsabilità siano affidate a uomini di valore. Cossiga ha detto: «I primi mafiosi stanno al Csm. Sono loro che hanno ammazzato Giovanni Falcone negandogli la Direzione Nazionale Antimafia e prima sottoponendolo a un interrogatorio. Quel giorno lui uscì dal Csm e venne da me piangendo». Ho detto che la situazione è identica? Ho sbagliato, la situazione è peggiorata, perché un Falcone in giro non c’è più e la magistratura è degradata a una sfilza di finti Falcone che vogliono finire sui giornali o in Parlamento e che credono di costruire inchieste alla Falcone ascoltando le telefonate. Falcone cominciò smascherando i traffici americani dei mafiosi non con le intercettazioni, ma facendosi consegnare da tutte le banche i rendiconti delle movimentazioni di denaro verso gli Stati Uniti. Riscontri, riscontri, riscontri.
• Non è una colpa lasciarsi isolare, non riuscire a far squadra con i colleghi?
Ma i colleghi lo volevano far fuori, altro che squadra. I colleghi avevano da pensare alla carriera e ai loro interessi. La Boccassini gridò a questi colleghi: «Voi avete fatto morire Giovanni, con la vostra indifferenza e le vostre critiche».
• Non c’è qualche speranza? I grillini…
Ammesso che siano capaci di governare, si troveranno comunque contro gli apparati. Avranno bisogno di molto aiuto per farcela, perché l’Italia – fatta eccezione per quelli che sono morti - è sempre la stessa.
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