23 maggio 2017
APPUNTI PER GAZZETTA - IL MASSACRO DI MANCHESTERREPUBBLICA.ITMANCHESTER è una città blindata. La polizia pattuglia diverse zone a caccia di possibili complici e fiancheggiatori del terrorista autore dell’attentato, che la notte di lunedì ha seminato morte tra i giovani che avevano assistito al concerto della popstar statunitense Ariana Grande
APPUNTI PER GAZZETTA - IL MASSACRO DI MANCHESTER
REPUBBLICA.IT
MANCHESTER è una città blindata. La polizia pattuglia diverse zone a caccia di possibili complici e fiancheggiatori del terrorista autore dell’attentato, che la notte di lunedì ha seminato morte tra i giovani che avevano assistito al concerto della popstar statunitense Ariana Grande. Fonti ufficiali Usa rivelano che a farsi saltare in aria è Salman Abedi, 23enne britannico di origini libiche, già noto alle autorità.
Il capo della polizia di Manchester, Ian Hopkins, ha sciolto la riserva sulla dinamica: mentre il pubblico composto soprattutto di teenager lasciava la Manchester Arena, impianto da 21mila posti, l’uomo ha azionato l’ordigno tra la folla: 22 i morti, 59 i feriti, tra questi almeno 12 sono bambini sotto i 16 anni, che sono gravi. Il numero dei morti include lo stesso attentatore. Lo ha confermato la polizia, è "morto sulla scena". "Ha agito da solo - ha spiegato Hopkins - Riteniamo fosse in possesso di un ordigno improvvisato, che ha azionato causando questa atrocità".
Tra le tre persone sotto arresto, c’è anche il fratello di Abedi. La polizia ha fermato un uomo a Whalley Range, nell’area metropolitana di Manchester e una seconda persona a Fallowfield, quartiere a circa quattro chilometri dal centro di Manchester. Qui gli agenti hanno causato un’esplosione controllata. Poche ore prima era stato arrestato un 23enne a sud della città. Prima degli arresti, il capo della polizia Hopkins aveva esortato la stampa a non "fare speculazioni sull’identità dell’attentatore o fare circolare nomi. Questa è un’inchiesta complessa e ampia ancora in corso. Perché resta da capire se l’attentatore avesse complici o fosse parte di una rete".
Secondo quanto riferito dal Telegraph, Salman Abedi è nato a Manchester nel 1994 ed è il terzo di quattro figli di una coppia di rifugiati libici scappati in Gran Bretagna durante il regime di Gheddafi. La madre, Samia Tabbal, 50 anni, e il padre, Ramadan Abedi, agente di sicurezza, sono nati in Libia e, una volta emigrati in Gran Bretagna, hanno vissuto prima a Londra, prima di trasferirsi nell’area di Fallowfield, a sud di Manchester, dove vivevano da almeno 10 anni.
Una figlia della coppia, Jomana, 18 anni, ha frequentato il liceo di Whalley Range, prima di lavorare nella moschea di Didsbury, nel 2013. Nata a Manchester, ha due profili Facebook e nel suo status afferma di essere di Tripoli e di avere molti legami con la Libia. Nel suo profilo appaiono anche esortazioni a indossare il velo islamico. Abedi è cresciuto nell’area di Whalley Range. Secondo notizie non confermate, i genitori e i due figli più grandi sono tornati in Libia.
Lo Stato Islamico ha rivendicato la strage nella tarda mattinata con un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa fiancheggiatrice Amaq, ripreso da SITE. "Uno dei soldati del Califfato - si legge - è riuscito a posizionare ordigni esplosivi in mezzo a un raduno di crociati nella città britannica di Manchester, dove è avvenuta l’esplosione nell’edificio Arena. Per chi venera la Croce e i loro alleati il peggio deve ancora venire. Sia lode al Signore". I siti jihadisti festeggiavano da ore: "Le bombe dell’aviazione britannica sui bambini di Mosul e Racca sono tornate al mittente".
La prima vittima identificata aveva solo 18 anni. Il suo nome, Georgina Bethany Callander, lo riporta l’Independent, assieme a una foto tratta dal profilo Instagram che la ritrae assieme alla sua beniamina Ariana Grande. Era stata scattata nel backstage di un concerto di due anni fa. La più giovane finora identificata aveva appena 8 anni, Saffie Rose Roussos di Leyland, nel Lancashire, riferisce la Bbc. Era nella lista dei dispersi. La Greater Manchester Police ha identificato una terza vittima della strage al concerto. Si chiamava John Atkinson, 26 anni, di Radcliffe in Bury. Nei corpi delle vittime sono stati trovati i bulloni di metallo con cui era stato riempito l’ordigno esploso. Gb, attentato a Manchester: chi sono le vittime Navigazione per la galleria fotografica 1 di 5 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow La Regina Elisabetta II si è rivolta al popolo del Regno Unito per condannare "un atto barbaro" ed esprimere la sua "più profonda solidarietà" a quanti ne sono stati colpiti: "L’intera nazione è scioccata dalla morte e dalle ferite arrecate a così tante persone, adulti e bambini, la notte scorsa a Manchester". Ventidue vite, anche giovanissime, spezzate da una bomba "sporca", imbottita di chiodi e schegge metalliche. Un attacco così crudele da indurre persino l’MI5, il servizio d’intelligence domestico, a esprimere il suo disgusto in una rara nota: "Siamo tutti nauseati - ha scritto il direttore generale Andrew Parker -. Lavoriamo senza sosta in numerose operazioni, attualmente in corso, facendo tutto il nostro possibile per combattere il flagello del terrorismo e tenere al sicuro il Paese".
Dopo aver presieduto la riunione del Cobra, il comitato per le emergenze, la premier britannica Theresa May ha parlato alla nazione da Downing Street, prima di recarsi a Manchester nel pomeriggio. "Molti feriti dell’attentato sono in condizioni disperate e stanno lottando tra la vita e la morte. La polizia conosce l’identità dell’attentatore, ma a questo punto delle indagini non possiamo rivelarla. È stato l’attacco più disgustoso e vigliacco, contro persone innocenti e giovani indifesi, con l’obiettivo di fare più vittime possibile. Resta alto l’allarme ed è ritenuto probabile un altro attentato terrorista. Avremo giorni difficili davanti a noi. Ma a Manchester, assieme al peggio, l’umanità ha mostrato anche il suo meglio. I terroristi non vinceranno mai. I nostri valori prevarranno sempre". Attentato a Manchester, dal boato alla fuga: il videoracconto Condividi Mentre May parlava del timore di un nuovo attacco terroristico, l’allarme a Manchester è scattato ancora: evacuato il centro commerciale Arndale. La polizia non ha precisato la natura della minaccia, limitandosi a far uscire i clienti del centro commerciale. Secondo alcune testimonianze, sarebbe stato udito un "boato". Sky News ha riportato la notizia dell’arresto e di persone in fuga "terrorizzate"(VIDEO). Successivamente il centro commerciale è stato riaperto. La polizia su Twitter ha precisato che l’arresto non è in connessione con l’attacco terroristico.
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha telefonato alla premier britannica May. In seguito, dopo il ministro degli Esteri Angelino Alfano, ha confermato che "al momento non risultano cittadini italiani coinvolti ma l’unità di crisi della Farnesina sta continuando il lavoro di verifica". Al concerto erano presenti però Cristina Serra, moglie dell’allenatore del Manchester City, Pep Guardiola, che aveva accompagnato le figlie, Valentina e Maria. Tutte e tre sono in buone condizioni anche se ancora sotto shock.
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Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha convocato per le 15 al Viminale una riunione straordinaria del Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa). Presenti i vertici delle forze di polizia e dei servizi di intelligence, in contatto dalla scorsa notte con i colleghi britannici. Intanto sui pennoni di Palazzo Chigi una Union Jack sventola a mezz’asta accanto al tricolore e alla bandiera dell’Unione europea.
Gb, attentato Manchester: il momento dell’esplosione Condividi Al mattino, diverse ore dopo l’attentato, in molte famiglie resta l’incertezza e per la sorte dei loro cari. "Olivia campbell manca ancora all’appello" scrive @beingsunny8, con un appello rilanciato in diretta dalla Bbc. C’è anche chi, come @paul91801331, pubblica la foto del fratello, "disperso". Infine c’è chi prova a mettere insieme nomi e circostanze, invitando gli internauti a condividere informazioni. Come @haley_stewartt, che sempre via Twitter pubblica foto e aggiornamenti: sul volto di chi è stato ritrovato c’è scritto "found": come dire, ritorvato, "salvo". Alcuni dei genitori rimasti feriti rifiutano di essere curati prima di conoscere il destino dei figli dei quali non hanno notizie.
Su Twitter rimbalzano anche segnalazioni di messaggi che avrebbero anticipato quanto sarebbe accaduto a Manchester, la cui autenticità è tutta da verificare. In particolare quello a cui dà spazio nel suo profilo dall’editorialista americano Andre Walker.
Il Regno Unito si risveglia così nuovamente nella morsa del terrorismo registrando l’attentato più grave dalle bombe alla metropolitana del 2005 e solo due mesi dopo Westminster. Proprio a Londra, dove il sindaco Sadiq Khan ha confermato l’innalzamento delle misure di sicurezza dopo Manchester, la stazione degli autobus di Victoria, in pieno centro, è stata evacuata e isolata dalla polizia a seguito del ritrovamento di un pacco sospetto, poi rivelatosi non pericoloso.
Andy Burnham è sindaco di Manchester da pochissimi giorni, eletto nelle amministrative di metà maggio. Il 7 luglio di 12 anni fa, quando negli attentati di Londra del post 11 Settembre persero la vita 52 persone, lavorava nella capitale, al Ministero dell’Interno. Nel nuovo giorno di dolore ha voluto ricordare "come si sentiva Londra in quei giorni" per infondere coraggio alla sua Manchester, colpita al cuore da un "atto malvagio" che ha strappato "bambini e giovani alle loro famiglie". "Ricordo vividamente Londra. Manchester si stringerà, non vinceranno. Questa città ha già affrontato difficoltà nel passato e sapremo fare lo stesso. Torneremo alla vita normale il più presto possibile. La città ha già dovuto affrontare momenti difficili nel passato, lo faremo anche stavolta".
Manchester è una città blindata. La presenza dei 400 agenti di polizia schierati d’urgenza si nota dalla stazione ferroviaria di Piccadilly ad altri luoghi sensibili a mano a mano che ci si avvicina alla zona della Manchester Arena, tuttora transennata e in parte inaccessibile. Colpisce la presenza di tiratori scelti in mimetica nera che imbracciano armi automatiche, alcuni a volto coperto
PEZZO DI STANOTTE
MANCHESTER - Sangue e terrore alla fine di un concerto di Ariana Grande, in una Manchester Arena colma di giovani e giovanissimi. Un’esplosione, forse due, o forse un secondo ordigno inesploso. Ventidue i morti confermati, 59 i feriti e panico per le migliaia di persone presenti nel palazzetto. Numerose le persone ancora disperse.
La polizia ha confermato che si tratta di un atto di terrorismo e ha detto che fra le vittime ci sono dei bambini. Secondo quanto riportano alcuni media, potrebbe trattarsi di una bomba "farcita di chiodi", ma gli investigatori sono quasi certi: "L’attacco è stato effettuato da un solo uomo che è morto nell’attentato". L’esplosione sarebbe avvenuta nel foyer del palazzetto, poco dopo le 22.30, subito dopo la fine del concerto.
Le testimonianze sono confuse, e si sono accavallate sui social sin dai primi minuti. Alcune persone hanno parlato di esplosioni, altri di rumore di spari. Altri affermavano che si trattava dello scoppio di un altoparlante, ma ormai è evidente che si è trattato di qualcosa di più grave, un atto deliberato. La folla si è gettata fuori dall’edificio, invadendo le strade e la vicina stazione metro (video).
La polizia ha subito parlato di "un serio incidente" e ha chiesto alla popolazione di tenersi alla larga dalla zona dell’Arena. Sul posto c’è un team di artificieri e un secondo sospetto ordigno è stato trovato nei Cathedral Gardens, un giardino nei pressi dell’Arena: lo hanno fatto brillare, ma non era un pacco esplosivo, solo vestiti abbandonati.
Alcuni media inglesi parlano di una persona fermata e di un sospetto ordigno in una fermata della metropolitana, ma mancano conferme. Manchester, paura all’Arena per presunte esplosioni: la folla fugge impaurita Condividi Molti i mezzi della polizia, decine le ambulanze che sono arrivate sul luogo, mentre un elicottero sorvolava la zona. I servizi di sicurezza hanno fatto sapere che la vicina stazione di Manchester Victoria è stata chiusa, e i treni in transito a Manchester sono stati deviati. Al Wythenshawe Hospital un’infermiera ha chiesto alle persone non gravi in attesa al pronto soccorso di andare in altri ospedali perché "c’è stata un’esplosione e aspettiamo molti feriti".
Una donna presente al concerto, Evie Brewster, ha detto al Mail Online: "Ariana Grande aveva appena terminato la sua ultima canzone e aveva lasciato il palco quando abbiamo sentito una grande esplosione. All’improvviso tutti hanno iniziato a urlare e a correre verso l’uscita". David Richardson era al concerto con sua figlia Emily e racconta al Manchester Evening News: "Le persone stavano iniziando a uscire, mi sono girato a sinistra e ho sentito un’esplosione. Era a 12 metri da noi, vicino a un’uscita. Abbiamo pensato che fossero persone che facevano casino, quando si è sentita un’altra esplosione. A quel punto abbiamo visto fumo, tutti sono scappati".
Paul Britton, reporter del MEN, racconta che molti genitori stanno consolando i loro figli spaventati e in lacrime per strada. Gb, ’esplosioni’ alla Manchester Arena: la lunga fila di ambulanze Condividi Facebook ha attivato per le persone che erano nella zona colpita dall’attentato il suo Safety Check, la funzione per comunicare ai propri amici che non si è rimasti colpiti dall’esplosione.I tassisti della città hanno offerto corse gratis per tutta la notte per chi doveva tornare a casa o cercava parenti o amici coinvolti nell’attentato. La polizia ha anche attivato una linea telefonica di emergenza per le persone che stanno cercando gli spettatori dispersi. Sono infatti decine le persone che hanno perso i contatti con i familiari, comprese quelle ricoverate in ospedale. L’Unita’ di crisi della Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Londra sono in stretto contatto con le autorità inglesi per verificare l’eventuale presenza di italiani e prestare ogni possibile assistenza ai connazionali presenti nel Regno Unito.
Le prime parole della politica inglese, nel pieno della campagna elettorale per il voto dell’8 giugno, arrivano dalla premier, Theresa May che ha parlato di un attentato "orribile" e ha annunciato che sospenderà le attività in vista del voto. Decisione condivisa anche dal leader laburista Jeremy Corbin. Il sindaco di Manchester, Andy Burnham ha dichiarato: "Il mio cuore è con le famiglie che hanno perso i loro cari. La mia ammirazione è per i nostri coraggiosi servizi di soccorso. Una notte terribile per la nostra grande città".
Alle 9 di mattina (ora di Londra) la premier May presiederà il comitato britannico di emergenza per la sicurezza ’Cobra’. Lo ha reso noto Downing Street, confermando che la polizia sta trattando l’incidente come un attentato terroristico. Siti jihadisti festeggiano l’attentato compiuto nella notte a Manchester, anche se ancora nessun gruppo ha rivendicato la strage. Lo riporta Site, il sito che monitora l’attività jihadista della galassia estremista. Secondo Site, sui canali di sostegno all’Isis, circola anche un video che ritrarrebbe il kamikaze, con il volto coperto, presunto autore della strage. A novembre l’Isis aveva diffuso un video con istruzioni dettagliate su come fare una bomba.
Con i suoi 21mila posti, la Manchester Arena - il nome completo è Manchester Evening News Arena - è il secondo palazzetto più grande d’Europa (il primo è ad Anversa). Il concerto di Ariana Grande, idolo dei teenager, era la prima tappa europea del tour mondiale dell’artista. La cantante ha fatto sapere di stare bene ma è "inconsolabile" e "devastata", secondo quanto riferisce il sito Tmz. Il concerto di giovedì alla O2 Arena di Londra è ora in forse: "Non è in condizioni di esibirsi". L’attentato recente più grave in Europa per quanto riguarda il numero di vittime è stato l’assalto alla sala concerti del Bataclan a Parigi nel novembre del 2015. In quell’occasione attorno alla sala e nelle vie limitrofe furono uccise a colpi di arma da fuoco oltre 90 persone. Nell’estate 2005 morino invece in una serie di attacchi suicidi nella metropolitana di Londra 52 persone.
LASTAMPA.IT
Un kamikaze si è fatto saltare in aria a Manchester lunedì sera, al termine del concerto della pop star Ariana Grande, gettando il Regno Unito nel terrore a due settimane dalle elezioni politiche dell’8 giugno. Nell’arena della città inglese, una struttura da oltre 21mila posti, gremita di teenager, sono morte 22 persone, fra cui anche bambini. 120 i feriti: 59 sono stati portati in ospedale, gli altri sono stati curati sul posto. Funzionari dell’intelligence degli Stati Uniti confermano che l’autore dell’attentato suicida è Salman Abedi, 22 anni, britannico di origini libiche che secondo le informazioni degli agenti Usa avrebbe viaggiato da Londra a Manchester in treno. «Si è servito di un ordigno rudimentale ed è morto detonando la bomba».
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La rivendicazione dell’Isis
L’uomo avrebbe agito da solo, ma in mattinata sono state fermate tre persone che sarebbero legate all’attentato. L’Isis lo ha rivendicato, affermando che «uno dei soldati del Califfato è riuscito a posizionare ordigni esplosivi in mezzo a un raggruppamento di crociati nella città britannica di Manchester. Per chi venera la Croce e i loro alleati il peggio deve ancora venire. Sia lode al Signore». Nel comunicato rilanciato dall’agenzia Amaq non si parla quindi di kamikaze e si parla di un bilancio di 30 morti e 70 feriti.
CHE COSA SAPPIAMO SULL’ATTENTATO DI QUESTA NOTTE:
- A compiere l’attacco è stato un kamikaze: Salman Abedi, 23 anni
- Tre gli arrestati, sarebbero collegati all’attacco
- Il bilancio è di 22 morti
- Tra le vittime ci sono bambini, fra cui una di 8 anni
- Altre 59 persone ferite sono state ricoverate in 6 ospedali dell’area
- L’Isis ha rivendicato l’attentato
LE TESTIMONIANZE - “Sembrava un film di guerra”
Chi è l’attentatore
Secondo quanto riferito dal Telegraph, Abedi è nato a Manchester nel 1994 ed è il terzo di quattro figli di una coppia di rifugiati libici scappati in Gran Bretagna durante il regime di Muammar Gheddafi. La madre, Samia Tabbal, 50 anni, e il padre, Ramadan Abedi, agente di sicurezza, sono nati in Libia e, una volta emigrati in Gran Bretagna, hanno vissuto a Londra prima di trasferirsi nell’area di Fallowfield, a sud di Manchester (dove oggi la polizia ha arrestato una persona), dove vivevano da almeno 10 anni. Una figlia della coppia, Jomana, 18 anni, ha frequentato il liceo di Whalley Range, prima di lavorare nella moschea di Didsbury, nel 2013. Nata a Manchester, ha due profili Facebook e nel suo status afferma di essere di Tripoli e di avere molti legami con la Libia. Nel suo profilo appaiono anche esortazioni a indossare il velo islamico. Abedi è cresciuto nell’area di Whalley Range. Secondo notizie non confermate, i genitori e i due figli più grandi sono tornati in Libia.
L’esplosione nel foyer al termine del concerto
La struttura, la più grande arena indoor d’Europa, con una capienza di oltre 21.000 posti, era affollata soprattutto di giovani e giovanissimi. In un primo momento si è parlato di due o più boati, poi è stata confermata una sola deflagrazione, avvenuta alle le 22.33 locali nella zona del foyer, non lontano dalle biglietterie, subito fuori dall’area degli spalti.
Immagini registrate da testimoni oculari hanno mostrato scene di terrore, con urla seguite dal fuggi fuggi generale. Mentre la polizia accorreva in forze e così pure i mezzi di soccorso.
Ariana Grande: “Mi dispiace, non ho parole”
Attraverso un suo portavoce, la pop star americana Ariana Grande, idolo dei teenager per il ruolo di Cat Valentine nelle sit-com di successo di Nickelodeon Victorious e Sam & Cat, ha detto di stare bene e su Twitter ha scritto: «Distrutta. Dal profondo del mio cuore. Mi dispiace davvero tanto. Non ho parole». Il “Dangerous Woman Tour” dovrebbe fare tappa anche in Italia il 15 giugno al Palalottomatica di Roma e due giorni dopo al Pala Alpitour a Torino. È possibile che, dopo l’attentato di ieri a Manchester, i due appuntamenti saltino come tutto il tour, ma al momento i biglietti risultano ancora in vendita. La cantante non ha ancora cancellato nemmeno i due concerti di giovedì e venerdì alla 02 Arena di Londra. Nessun annuncio ufficiale è stato ancora diramato sulla cancellazione o meno del tour.
È il peggior attacco in Regno Unito da 2005
L’attentato alla Manchester Arena è il peggiore nel Regno Unito dal 7 luglio del 2005 quando una serie coordinata di attacchi suicidi, portati a compimento da 4 terroristi islamici britannici uccise 52 persone lasciando in terra 700 feriti.
Misure di sicurezza rafforzate sul sistema di trasporti britannico: treni ferroviari e della metro saranno sottoposti a speciali misure di prevenzione e i pendolari dovranno probabilmente attendersi ritardi, ha fatto sapere un responsabile della polizia di Trasporto britannico. A Manchester continua a rimanere chiusa Victoria Station, la stazione metro più vicina alla zona dove è avvenuta l’esplosione, dove il servizio rimane interrotto o sospeso.
May: “Orribile attacco”. Sospesa la campagna elettorale britannica
«Stiamo lavorando per accertare i dettagli completi di quello che la polizia sta trattando come un orrendo attentato terroristico». Così Theresa May ha commentato la strage alla Manchester Arena. La premier britannica ha anche deciso di sospendere la campagna per le elezioni anticipate in calendario il prossimo 8 giugno in Gran Bretagna, nelle ore scorse ha visitato il Royal Manchester children’s hospital e il Manchester Royal Infirmary per incontrare i ricoverati, dodici bambini sotto i 16 anni nel primo ospedale, nove adulti nel Mri.
La regina non rinvia il party, critiche
La regina Elisabetta ha rispettato un minuto di silenzio per le vittime dell’attentato di Manchester prima dell’inizio del `garden party´, uno degli eventi in cui i reali ricevono a Buckingham Palace migliaia di ospiti. La sovrana è apparsa particolarmente preoccupata in volto, vestita di un giallo brillante, e al suo fianco c’era il principe Filippo. Ma sui social media non sono mancate le critiche alla decisione di non rinviare l’evento mondano dopo la strage nella città inglese.
A Manchester bruciata la porta di una moschea
Una moschea a Oldham, nella cintura urbana di Manchester, è stata attaccata da ignoti che hanno dato fuoco alla porta: lo scrivono alcuni media britannici, fra cui il Daily Mail e il Daily Mirror, che aggiungono che la polizia sta indagando sull’episodio come un probabile crimine di odio: una vendetta per la strage terroristica di stanotte alla Manchester Arena rivendicata dall’Isis. Secondo l’imam della moschea, Mohammad Saddiq «è una possibile ritorsione per quanto accaduto la scorsa notte, anche se non lo possiamo confermare».
GUIDO OLIMPIO SUL CORRIERE
Il targetL’attacco sembra rientrare in una cornice già vista in passato e in altri luoghi. È stato preso di mira un concerto, un grande raduno. Era avvenuto al Bataclan di Parigi, a Orlando (Florida), in Germania la scorsa estate. Un tipo di evento spesso indicato dai militanti come un target ideale.
L’esplosioneLa polizia di Manchester martedì mattina ha dichiarato che l’esplosione è stata causata da un kamikaze. Testimoni riferiscono anche di tracce di chiodi o frammenti di ferro che sarebbero stati aggiunti all’ordigno per aumentarne gli effetti. Sistema usato da sempre dai terroristi per rendere più letale le loro armi anche quando hanno mezzi ridotti o sono costretti a procurarsi il materiale sul mercato «civile»
Alla fine dello showL’azione è avvenuta alla fine dello show e all’esterno dell’Arena, quando gli spettatori stavano per lasciare l’impianto. Possibile che chi ha agito abbia deciso quel momento per una ragione d’opportunità oppure perché pensava che l’attenzione della folla (e della sicurezza) fosse minore. Era avvenuta la stessa cosa in occasione dell’attentato di Nizza, con il camion lanciato sulla Promenade dopo i fuochi d’artificio del 14 luglio.
Vengono protetti aeroporti e locali dove si svolgono spettacoli, stessa cosa per gli stadi. C’è un filtro di sicurezza che deve garantire protezione. Ecco che i criminali prendono di mira l’area «periferica» dove sanno che la vigilanza è minore: dunque parcheggi di uno scalo, stazione dei taxi, viali d’accesso. A Manchester, il terrorista ha agito all’ingresso.
La propaganda jihadista
La propaganda jihadista in queste ultime settimane ha tenuto il volume alto. Esponenti dell’Isis hanno rinnovato gli appelli a colpire, ma la stessa cosa ha fatto il figlio di Osama bin Laden, Hamza, con un audio sul web. Il messaggio è stato «generale», nel senso che i seguaci della Jihad sono stati invitati ad agire in base alle loro possibilità, con gesti organizzati da un nucleo ma anche da un singolo individuo. Il segnale è stato chiaro: cercate il martirio nelle città occidentali.
(Afp)La situazione internazionale
Il momento internazionale è particolare. Il presidente americano Donald Trump ha appena rilanciato un patto con i sauditi ed ha esortato ad un fronte comune contro l’estremismo. La tappa a Riad sarà seguita da appuntamenti importanti: l’incontro con il Papa, il summit G7 a Taormina, la riunione della Nato. Probabilmente non c’è alcun collegamento diretto ma è chiaro che l’eccidio - proprio per la concomitanza - avrà un impatto maggiore.
La rivendicazioneLo Stato Islamico questa volta ha rivendicato con rapidità. Nel messaggio si precisa che «un soldato del Califfato» ha piazzato l’ordigno in mezzo «ai crociati». Nessun riferimento ad un’azione suicida e non c’è il nome di battaglia del mujahed. Sulla base del testo, abbastanza ridotto, si potrebbe ipotizzare che il movimento abbia diretto e ordinato l’azione. Di solito quando l’attacco è solo ispirato i jihadisti usano la frase «il soldato del Califfo ha agito in risposta all’appello...», ma questa citazione manca. Gli estremisti poi definendo l’obiettivo un «raduno crociato» confermano che per loro non esiste differenza tra civili e militari. Inoltre, come la loro stessa rivista Rumiyah ha spiegato, per loro è lecito uccidere anche dei minori (qui i nomi delle vittime identificate). Ovviamente l’assunzione di responsabilità andrà verificata, un post sul web non è sufficiente. E questo anche alla luce delle discrepanze sulla dinamica.
(Getty Images)CHI SONO LE VITTIME
Georgina Bethany Callander
Diciotto anni e una grande passione per Ariana Grande : «Non vedo l’ora di vederti» aveva scritto su Twitter il giorno prima del concerto commentando una foto della star. Scorrendo il suo profilo Instagram, si scopre anche una sua foto insieme alla cantante, scattata poco più di due anni fa. Georgina Callander è una delle vittime dell’attentato al concerto di Manchester della cantante statunitense, la prima di cui sia stato diffuso il nome e - raccontano gli amici al The Times - è stata la prima ad essere stata trasportata in ospedale dove è spirata con la madre al suo fianco. La conferma della sua morte arriva anche dalla scuola dove studiava, il Runshaw College che parla di enorme tristezza e vicinanza alla famiglia. «Riposa in pace Gina. Ti ho voluto tanto bene» scrive un’amica su Twitter: è proprio dai social che arriva la conferma della sua scomparsa; «Eri una giovane dolcissima» scrive un altro utente che racconta di aver conosciuto soltanto di recente Georgina. «Eri un cuore gentile e di buon cuore» commenta un’altra amica: «Mi mancherai per sempre».
Saffie Rose RoussosAveva soltanto otto anni Saffie Rose, la più piccola delle vittime dell’attacco terroristico a Manchester. Era al concerto con la mamma Lisa e la sorella ventenne Ashlee (entrambe ricoverate in altri ospedali per ferite di vario genere). A confermare la sua morte è stato il preside della scuola elementare che frequentava: «La notizia della morte di Saffie è stato uno choc tremendo per tutti noi. Saffie era una bambina molto bella in tutto: era amata da tutti, aveva uno stile creativo e senza pretese. La ricorderemo sempre con amore».
Ventotto anni, originario di Bury, John Atkinson è la terza vittima identificata dell’attacco al termine del concerto di Ariana Grande. Gli amici lo ricordano sui social media parlando di un giovane «eccezionale» e hanno creato una pagina di raccolta fondi per aiutare la famiglia con il funerale. «john ha perso la vita in modo tragico nell’attacco di Manchester - si legge - Cerchiamo di aiutare la sua famiglia in un momento così tragico».