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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

Luttazzi intervista Travaglio

• Mancano due mesi alle elezioni politiche, Daniele Luttazzi ospita a Satyricon, su Raidue, Marco Travaglio per parlare del suo libro L’odore dei soldi, che getta pesanti ombre sulla carriera di Silvio Berlusconi. Mario Landolfi, presidente della Commissione di vigilanza Rai, di An, chiede le dimissioni del presidente Zaccaria e di tutti i vertici della Rai, l’allontanamento di Carlo Freccero, direttore di rete, e la sospensione della trasmissione. Arriva anche una richiesta di risarcimento: Berlusconi chiede venti miliardi di lire per «danni morali». Nel 2005 il tribunale, in primo grado, ha respinto la richiesta di Berlusconi. [Cds 15/3/2001, 20/10/2005]

Benigni da Biagi a tre giorni dal voto

• Nella sua trasmissione Il Fatto Enzo Biagi ospita Roberto Benigni. Show a senso unico del comico toscano a tre giorni dalle elezioni politiche: «Una dichiarazione di voto: “Voglio essere equidistante, Berlusconi non mi piace, Rutelli sì...”. Giudizi taglienti: “Non voglio parlare di politica, sono qui per parlare di Berlusconi”. Battute, una dopo l’altra, bersaglio sempre il leader della Casa delle Libertà: “Gli piace essere protagonista, ai matrimoni vuole essere la sposa, ai funerali il morto”». [Marco Galluzzo, Cds 11/5/2001]

• Durissimi i commenti del centrodestra. Adolfo Urso, portavoce di An: «È l’ennesima porcata a tre giorni dal voto». Elio Vito, portavoce di Forza Italia: «Per fortuna fra tre giorni gli italiani, indignati, potranno votare». Biagi risponde: «Non devo prendere lezioni da nessuno. Ho 81 anni, non mi preoccupo più di niente».

Berlusconi attacca i «linciaggi in diretta»

• Berlusconi chiude la campagna elettorale: due interviste al Tg5 e al Tg1, un ultimo appello al Maurizio Costanzo Show. Dice fra l’altro: «Hanno usato la tivù pubblica per dileggiarci, con linciaggi in diretta: l’altra sera c’è stata quella cosa terribile di Biagi e Benigni». [Cds 12/5/2001]

«Uso criminoso» della Rai: l’editto bulgaro

• È il giorno del cosiddetto editto bulgaro, o editto di Sofia. «Il fatto esplode un po’ per caso, nel clima allegro, quasi da show tv, di una conferenza stampa organizzata al World Trade Center di Sofia, dove Berlusconi è in visita (lampo) ufficiale. Un cronista bulgaro butta lì il tema delle tv, chiedendo al nostro premier se comprerà una rete locale. Lui risponde con i toni ormai tradizionali quando protesta contro “l’occupazione militare” della Rai da parte della sinistra, ma soprattutto pare lanciare una minaccia, anzi un ordine ai nuovi vertici di viale Mazzini: Biagi, Santoro, Luttazzi devono sparire dal video visto che hanno fatto un “uso criminoso” della Rai e visto che “non cambieranno” mai». [Paola Di Caro, Cds 19/4/2002]

Biagi a Berlusconi: non tocca a lei licenziarmi

• Polemiche immediate. Il segretario dei Ds Piero Fassino: «Inaudita e volgare intimidazione»; il presidente ccd Marco Follini: «Non mi riconosco né in Biagi né in Santoro, ma sono affezionato all’idea che in tv ci siano molte opinioni, anche diverse e lontane dalle mie»; Enzo Biagi: «Signor presidente, non tocca a lei licenziarmi». Biagi scrive anche una lettera aperta sul Corriere della Sera. [Leggi]

Santoro apre “Sciuscià” cantando “Bella ciao”

• Su Raidue va in onda come ogni venerdì su Raidue in prima serata Sciuscià. Michele Santoro, che conduce il programma, apre la puntata cantando Bella ciao. «Senza sottofondo musicale, luci basse, parole e contesto da sicuro effetto scenico. Risuona prima un mormorio, le note care ai partigiani. Poi Michele Santoro intona le prime strofe: “Una mattina, mi son svegliato, o bella ciao, o bella ciao, o bella ciao”. Il conduttore prosegue passeggiando al centro dello studio, lentamente, come lentamente risuona quella che appare come una nuova versione, mediaticamente corretta, del “resistere” di borrelliana memoria. Santoro ha cambiato titolo alla trasmissione. La serata di Sciuscià, su Rai 2, è annunciata dall’interrogativo “Fuori chi?”, con esplicita allusione alle parole del premier, a quell’“uso criminoso” della tv pubblica di cui si sarebbero resi protagonisti lui, Enzo Biagi, il comico Daniele Luttazzi: tre persone che per Berlusconi non danno sufficiente garanzia di professionalità e che farebbero meglio a lasciare la Rai». [Marco Galluzzo, Cds 20/4/2002]

Costanzo da Santoro: più libertà in Mediaset

• Puntata di Sciuscià, la trasmissione condotta da Michele Santoro, dedicata al «licenziamento strisciante» di Enzo Biagi. Nonostante il divieto del direttore generale Agostino Saccà di condurre la puntata a staffetta con Maurizio Costanzo, Santoro ospita il giornalista, che sostiene esserci a Mediaset più libertà che alla Rai. Saccà ipotizza «danni d’immagine e patrimoniali» per l’azienda.

• Il centrodestra ha già denunciato 12 puntate di Sciuscià all’Authority per le Comunicazioni, contestando un «disegno editoriale esclusivo, violare il pluralismo politico». [Cds 26/5/2002]

Per la Rai la formula di “Sciuscià” è esaurita

• Michele Santoro in conferenza stampa a Saxa Rubra: «Sciuscià, allo stato attuale, è un programma non confermato (per l’anno prossimo, ndr). Ho scritto una lettera al direttore generale Agostino Saccà, che mi ha risposto senza indugi: per lui, la formula di Sciuscià è esaurita». Sciuscià, dice Santoro, ha avuto una media del 18% di share. [Cds 29/5/2002]

Chiude “Il Fatto” di Biagi

• Ultima puntata, dopo otto anni, de Il Fatto di Enzo Biagi. Una scritta su fondo nero: «Arrivederci, speriamo, in autunno». Il programma è nato il 23 gennaio 1995, sotto la presidenza Rai di Letizia Moratti. In totale le puntate realizzate sono state 845, in onda dal lunedì al venerdì, in coda al Tg1. Trentatré gli speciali realizzati dalla redazione. Dal settembre 2001 a maggio 2002 la media d’ascolto è stata del 21.8% di share pari a circa 6 milioni e 230.000 telespettatori.

• In mattinata conferenza stampa a Milano. Biagi ha fatto gli auguri a chi prenderà il suo posto. «A quasi 82 anni, di cui metà passati alla Rai, ancora non sa che sarà di lui e soprattutto del suo programma. Precisa: “Per me non è un problema cambiare orario, ma non cambio opinione. E non me ne vado. Se non vado bene, mi mandino via”». [Maria Volpe, Cds 1/6/2002]

Ultima puntata di “Sciuscià”

• Su Raidue va in onda l’ultima puntata di Sciuscià.

La Rai boccia il ritorno di Santoro

• Il Consiglio di amministrazione della Rai si divide e boccia il ritorno di Sciuscià, la trasmissione condotta da Michele Santoro, su Raidue. Lo hanno chiesto i consiglieri di minoranza del centrosinistra, Carmine Donzelli e Luigi Zanda. La maggioranza, guidata dal presidente Antonio Baldassarre, ha votato contro e ha poi approvato una mozione in cui si chiede al direttore generale Agostino Saccà di «verificare coi direttori di rete la possibilità di realizzare con Santoro un programma d’informazione con la garanzia del rispetto del pluralismo e dell’imparzialità». Per diversi esponenti dei Ds «eseguito il diktat bulgaro di Berlusconi». [Cds 31/8/2002]

Il giudice del lavoro: Santoro torni in Rai

• Il giudice del lavoro Massimo Pagliarini accoglie il ricorso di Michele Santoro contro la Rai e stabilisce che il giornalista ha diritto a tornare in video e a condurre un programma d’approfondimento. «Lo stesso giudice, però, esclude che sia stato Berlusconi il regista del “siluramento” di Santoro», quello di Sofia «fu un attacco isolato, dice il giudice, che non prova niente». [Aldo Fontanarosa, Rep. 10/12/2002]

Il giudice del lavoro: Santoro in prima o seconda serata

• Michele Santoro deve essere reintegrato in Rai con un programma di approfondimento in prima serata o seconda serata: il Tribunale del Lavoro di Roma stabilisce le modalità con le quali la tv pubblica dovrà dare attuazione all’ordinanza emessa lo scorso dicembre in via di urgenza per la reintegrazione del giornalista. La Rai aveva manifestato l’intenzione di collocare i programmi da affidare a Santoro in fasce di ascolto inconsuete (ad esempio, il sabato pomeriggio). «Il consiglio d’amministrazione della Rai, subito dopo, insiste nel suo “no” al rientro del conduttore: l’ordinanza del giudice del lavoro, è la tesi, sarebbe contraria alla “libertà d’impresa sancita dalla Costituzione”. Contro Santoro votano tutti i consiglieri Rai, con la sola eccezione del presidente di garanzia Annunziata». [Aldo Fontanarosa, Rep. 4/6/2003]

Luttazzi torna in tv, ospite di Baudo

• Daniele Luttazzi torna in tv due anni dopo il contestato Satyricon. Breve show di dieci minuti, ospite del programma di Pippo Baudo Cinquanta, su Raitre. Puntata (registrata) sulla censura. «Attacca sì, ma non punge». [Sandra Cesarale, Cds 11/11/2003] La battuta su Berlusconi: «C’è un aspetto di cui si vanta, la sua megalomania. Due giorni fa è stato ricoverato in ospedale: ha avuto un’ernia all’aureola».

Santoro eletto al Parlamento europeo

• Elezioni per il Parlamento europeo: Michele Santoro, candidato nelle liste dell’Ulivo, con 729.656 preferenze (quinto tra i più votati) ottiene un seggio a Strasburgo. [Rep. 16/6/2004]

Nuova sentenza a favore di Santoro

• Una sentenza del giudice del Tribunale del lavoro di Roma Stefania Billi sancisce il diritto di Michele Santoro di rientrare in Rai nelle «mansioni così come svolte in concreto sino alla stagione 2001-2002». Il giudice condanna inoltre la Rai a pagare al conduttore di Sciuscià 743.682 euro per i mancati guadagni, 643.419 per i danni subìti, più le spese. Viale Mazzini presenta ricorso.

Celentano invita gli epurati, Biagi non va

• «Caro Celentano, non mi piace parlare di me ma ho bisogno di spiegare perché giovedì prossimo non sarò con lei e con i miei compagni di avventura, Michele Santoro e Daniele Luttazzi, a Rockpolitik». Enzo Biagi risponde così, sul Corriere della Sera, all’invito di Celentano a partecipare alla sua nuova trasmissione su Raiuno. [Leggi l’articolo]

Santoro si dimette da parlamentare europeo

•  Michele Santoro annuncia le sue dimissioni «irrevocabili» dal Parlamento europeo per partecipare a Rockpolitik di Celentano.

“Rockpolitik”: Santoro da Celentano

• Ore 21.30, su Raiuno va in onda Rockpolitik, il nuovo programma di Celentano. Pezzo forte della prima puntata resta il tema della libertà d’espressione, anche se mancano due dei tre epurati Rai: dopo Biagi anche Daniele Luttazzi ha declinato l’invito («per gli stessi motivi di Biagi» [vedi il 16 ottobre]). Arriva invece Michele Santoro. Parla di sé, del «principio sacro» della libertà d’espressione, del fatto che vuole tornare in tv. E Celentano ricorda che ha vinto la causa contro la Rai. Il programma fa il pieno di ascolti: 11.649.000 telespettatori pari al 47.19% di share.

Dandini, Guzzanti, Gnocchi sgraditi a Berlusconi

Silvio Berlusconi critica Rockpolitik e stila un nuovo elenco di personaggi della tv pubblica sgraditi (dichiarazioni che andranno nel prossimo libro di Bruno Vespa). La trasmissione di Celentano «è soltanto l’ultimo episodio di una comunicazione che dal 2001 ha sistematicamente attaccato l’operato del governo e il premier. Non c’era bisogno di Celentano per avere ventate di libertà in tv. Basta guardare ogni giorno la Rai per vedere battute contro il presidente del Consiglio da parte di Serena Dandini e Sabina Guzzanti, Gene Gnocchi ed Enrico Bertolino, Dario Vergassola, Corrado Guzzanti e altri che cerco di non tenere a mente». Per Romano Prodi e la sinistra è una nuova lista di proscrizione. [Cds 24/10/2005]

Santoro (biondo) su Raidue con “Annozero”

• Michele Santoro torna in tv con Annozero, in prima serata su Raidue. «(Choc generale per i capelli biondo cenere via via corretti nel corso delle puntate). Buone critiche, a parte Ferrara: “Mi sono addormentato dopo dieci minuti”». [Dell’Arti-Parrini 2008]

• «Michele Chi? ha resistito giusto venti minuti poi ha cominciato col suo tipico chiagne e fotte: quattro anni d’esilio, l’articolo 21 della Costituzione, l’editto bulgaro. Almeno ha avuto il buon gusto di dichiararsi un privilegiato». [Aldo Grasso, Cds 15/9/2006]

Biagi da Fazio: torno in Rai

• Ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, Enzo Biagi annuncia il suo ritorno in Rai.

Biagi su Raitre con “Rt-Rotocalco tv”

• Enzo Biagi torna in tv con Rt-Rotocalco televisivo su Raitre: questa sera alle 21.30 (ospiti Roberto Saviano e l’ex pm Gherardo Colombo) e poi ogni lunedì alle 23.15, per otto puntate. Lo studio è allestito nella casa milanese di Biagi, il titolo del programma è lo stesso di una sua trasmissione del 1962. Ai telespettatori, subito dopo la sigla: «Buonasera, scusate se sono un po’ commosso e magari si vede. C’è stato qualche inconveniente tecnico e l’intervallo è durato cinque anni».

Anche Prodi attacca “Annozero”

• Puntata di Annozero dedicata al caso De Magistris (il ministro della Giustizia Clemente Mastella ne ha chiesto il trasferimento preventivo). Nel mirino soprattutto l’intervento di Marco Travaglio. Mastella parla di «linciaggio mediatico» nei suoi confronti. Il presidente del Consiglio Romano Prodi, da Torino: «Ho letto i resoconti sulla trasmissione e mi sembra che non vi si possa riscontrare nulla della serietà, della professionalità e dell’appropriatezza che dovrebbe avere una trasmissione che riguarda la giustizia». Poi corregge il tiro: «Qualcuno ha scambiato una semplice critica per un attentato alla libertà. Non ho mai pensato di restringere la libertà di Annozero».[Cds 5/10/2007]

Travaglio: Prodi come Berlusconi

• Marco Travaglio sulle critiche di Prodi alla puntata di Annozero dedicata al caso De Magistris: «“Se vogliono cacciarmi, lo facciano pure. Tanto è già accaduto una volta. Stavolta ci sarà un altro nome e cognome sulla decisione. Non hanno più nemmeno bisogno di correre fino in Bulgaria per mandarmi via”. Anche lei, come Santoro, sostiene che Prodi si muove come il Berlusconi del famoso “editto di Sofia”? “Il giudizio di Prodi su Annozero è un diktat di sapore bulgaro emanato da Torino anziché da Sofia...”». [Paolo Conti, Cds 11/10/2007]

Luttazzi di nuovo in tv, su La7

• Daniele Luttazzi torna in tv con Decameron, su La7. «Per chi ama Daniele Luttazzi – la sua acutezza, la sua intelligenza, il suo senso critico – il ritorno in tv è stato una mezza delusione, anzi una delusione totale. Non è suo mestiere impancarsi a tribuno della plebe, non è suo compito fare comizi. E Decameron è stato un lungo sfogo, una scarica di contumelie contro tutto e contro tutti». [Aldo Grasso, Cds 5/11/2007]

Insulti a Ferrara, La7 licenzia Luttazzi

• La7 chiude il programma di satira Decameron di Daniele Luttazzi. Motivo: gli insulti pesantissimi rivolti dal comico, nella puntata di sabato scorso, a Giuliano Ferrara, storico collaboratore della rete.

L’Appello conferma: Santoro da prima serata

• La Corte d’appello di Roma, sezione Lavoro, deposita la motivazione della sentenza con la quale il 23 marzo scorso ha rigettato l’appello della Rai contro Michele Santoro. Il legale di Santoro, Domenico D’Amati: «La Corte ha rilevato che le mansioni del giornalista realizzatore di programmi di approfondimento nell’informazione, destinati al grande pubblico di prima serata, comportano una specifica professionalità, tutelata dalla legge.

Masi: “Annozero” danneggia il servizio pubblico

• Riprende Annozero condotto da Michele Santoro. C’è anche Marco Travaglio, però ancora privo di contratto. Il direttore generale della Rai Mauro Masi: «Occorre una riflessione. Non ho mai visto, in alcun Paese del mondo, programmi apoditticamente contro. Contro la maggioranza, contro l’azienda.... Fare tv contro “a priori” danneggia il servizio pubblico». [Cds 24/9/2009]

Caso Santoro, il governo convoca i vertici Rai

• La trasmissione di Santoro ha in scaletta un’intervista a Patrizia D’Addario, la escort che ha raccontato di aver trascorso una notte con Berlusconi a Palazzo Grazioli. Boom di ascolti: share al 22,87% e quasi 5,6 milioni di telespettatori. Ma anche fortissime polemiche: Claudio Scajola, ministro per lo Sviluppo economico, dice che «è ora di finirla. È l’ennesima puntata di una campagna mediatica basata su pruriti, spazzatura, vergogna, infamia, porcherie. Convocherò i vertici Rai per una verifica sull’obiettività della trasmissione». [Cds 26/9/2009]

Romani: Serena Dandini non fa servizio pubblico

• Paolo Romani, viceministro alle Comunicazioni, contro il programma di Raitre Parla con me: «Mi risulta che Serena Dandini mandi in onda una recita di tre minuti con ragazze non meglio identificate nei bagni, ricostruiti in studio, di palazzo Grazioli. Mi chiedo cosa c’entri questo col servizio pubblico».

“Raiperunanotte” in tv e su internet

• Con i talk show (Annozero, Ballarò, Porta a porta ecc.) sospesi dal Cda Rai durante la campagna elettorale (domenica e lunedì 40 milioni di elettori sono chiamati alle urne per rinnovare 13 consigli regionali e altrettanti governatori e altre amministrazioni locali), Michele Santoro conduce dal Paladozza di Bologna Raiperunanotte. Lo show è anche un esperimento mediatico: lo trasmettono Sky Tg24, Current, Rainews24 (in parte), decine di emittenti locali e siti internet. Sugli ascolti circolano numeri molto diversi. Santoro ha parlato di 13% di share, la Rai lo ha ridimensionato al 6%, il Sole 24 Ore lo colloca tra il 10,6 e l’11,4%.

Masi contro Santoro

• Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, chiede una riunione straordinaria del Consiglio d’amministrazione della Rai per valutare se i comportamenti di Santoro danneggiano o meno «la credibilità dell’azienda». «Obiettivo: la risoluzione del contratto. Ovvero, la cacciata dalla Rai. È la posizione muscolare caldeggiata da Silvio Berlusconi e condivisa, non a caso, dal viceministro delle Comunicazioni Paolo Romani. È anche il modo per mostrare al premier che la Rai non sta con le mani in mano». [Goffredo De Marchis, Rep. 27/3/2010]

Berlusconi telefona in diretta e accusa “Ballarò”

Silvio Berlusconi telefona in diretta al programma Ballarò, condotto da Giovanni Floris. Il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini ha appena sostenuto che il premier ha «sempre incentivato o giustificato l’evasione fiscale». «Menzogne inaccettabili sulla tv pubblica», per il presidente del Consiglio. [Cds 2/6/2010]

Romani: Dandini anche peggio di Santoro

• Paolo Romani, viceministro con delega alle Comunicazioni, alla trasmissione di Radiodue Un giorno da pecora: «Serena Dandini è anche peggio di Santoro. In campagna elettorale, quando non poteva fare il programma con ospiti politici, ha invitato solo giornalisti chiaramente di sinistra facendo, di fatto, campagna elettorale. Per non parlare poi delle sue domande retoriche e preconfezionate. (...) Guardo il Tg3 o anche RaiNews 24. Il Tg3 fa danni per 30 minuti. Rainews24 fa danni per 24 ore».

Masi telefona, lite in diretta con Santoro

• Lite in tv ad Annozero tra il conduttore Michele Santoro e il direttore generale della Rai Mauro Masi. È Masi che telefona in diretta all’inizio della trasmissione: «Mi debbo dissociare e si dissocia l’azienda, nella maniera più chiara, dal tipo di trasmissione che lei sta impostando, che è come quella impostata la settimana scorsa (dedicata al Rubygate, ndr) perché ad avviso mio e dei miei legali viola il codice di autoregolamentazione sulla trasmissione delle vicende giudiziarie in tv». «Non era mai successo prima nella storia delle trasmissioni Rai. Un direttore generale che interviene in diretta mettendo in guardia un conduttore dalla possibile infrazione di regole aziendali». Santoro risponde per le rime: «Se violiamo le regole, allora fermi la trasmissione». Il programma va avanti. Commento di Berlusconi: «Trasmissione vergognosa. Bisognerebbe che gli italiani non pagassero più il canone». [Paolo Conti, Cds 28/1/2011]

Il giudice respinge il ricorso Rai contro Santoro

• La sezione lavoro della Corte d’appello di Roma dichiara inammissibile il ricorso presentato dalla Rai (su iniziativa del direttore generale Mauro Masi) per ottenere la sospensione degli effetti pratici della sentenza del settembre 2009 che obbligava la tv pubblica a riconoscere «il diritto di Michele Santoro di lavorare come realizzatore e conduttore di programmi di approfondimento dell’informazione destinati al pubblico di prima serata». [Cds 8/4/2011]

Berlusconi: “Annozero” trasmissione micidiale

• Dopo la sconfitta elettorale a Milano e Napoli, Berlusconi torna ad attaccare Annozero, «trasmissione micidiale che ha dato una visione distorta della realtà», e promette «un impegno in Parlamento perché ciò non possa più accadere». [Cds 2/6/2011]

Divorzio tra la Rai e Santoro

• È rottura tra la Rai e Michele Santoro. Da oggi il giornalista non è più un dipendente della tv pubblica. Un divorzio consensuale, firmato alle 10 del mattino: «Le parti hanno convenuto di risolvere il rapporto di lavoro, riservandosi di valutare in futuro altre e diverse forme di collaborazioni», dice un comunicato Rai. Fra trattamento di fine rapporto, “scivolo” di 24 mesi, chiusura del contenzioso legale, ferie arretrate, la Rai ha liquidato Santoro con circa due milioni e 300 mila euro. [Paolo Conti, Cds 7/6/2011] Per la prossima stagione si parla di un passaggio di Santoro a La7: Enrico Mentana conferma aprendo il suo tg che le trattative sono «in fase molto avanzata».

Floris, Fazio e gli altri: contratti da firmare

• «Le altre trasmissioni che non piacciono a Berlusconi sono ancora previste nei palinsesti autunnali (da cui Annozero è stata invece cancellata), ma i relativi contratti non sono ancora stati firmati. Anche per Floris, Gabanelli, Fazio, Dandini si parla di trattative in corso con La7». [Giorgio Dell’Arti, Gds 7/6/2011]