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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

Fausto Coppi

Castellania (Alessandria) 15 settembre 1919 - Tortona (Alessandria) 2 gennaio 1960. Ciclista. Vinse tra l’altro cinque Giri d’Italia (1940, 1947, 1949, 1952, 1953), due Tour de France (1949, 1952), un campionato del mondo (1953), tre Milano-Sanremo (1946, 1948, 1949), cinque Giri di Lombardia (1946, 1947, 1948, 1949, 1954), una Parigi-Roubaix (1950), una Freccia Vallone (1950), quattro campionati italiani (1942, 1947, 1949, 1955).

Castellania (Alessandria) 15 settembre 1919 - Tortona (Alessandria) 2 gennaio 1960. Ciclista. Vinse tra l’altro cinque Giri d’Italia (1940, 1947, 1949, 1952, 1953), due Tour de France (1949, 1952), un campionato del mondo (1953), tre Milano-Sanremo (1946, 1948, 1949), cinque Giri di Lombardia (1946, 1947, 1948, 1949, 1954), una Parigi-Roubaix (1950), una Freccia Vallone (1950), quattro campionati italiani (1942, 1947, 1949, 1955).

La prima maglia rosa, festeggiata per un solo giorno

• Figlio di Domenico, che aveva un campo di sei ettari e faceva il sensale dei vini nei dintorni di Castellania, e Angiolina, che si occupava dei figli (cinque con Livio, Serse, Dina e Maria), Fausto Coppi cominciò a consegnare in bicicletta i prodotti di una salumeria. Datosi alle corse, ottenne la prima vittoria nella Castelletto d’Orba-Alessandria, ricevendo in premio un orologio a pendola. Scoperto da Biagio Cavanna, già massaggiatore di Costante Girardengo, fu ingaggiato da Eberardo Pavesi, direttore sportivo della Legnano: 700 lire al mese per far da gregario a Gino Bartali. Complice una caduta costata al capitano un femore incrinato, il 9 giugno 1940 Coppi vinse a neanche 21 anni il suo primo Giro d’Italia: il giorno dopo Benito Mussolini dichiarò guerra a Francia e Gran Bretagna.

La mitica Cuneo-Pinerolo

• Il 7 novembre 1942, al velodromo Vigorelli di Milano, Coppi stabilì il record dell’ora: 45,871 km. Finita la guerra (combattuta in Africa, dove fu pure fatto prigioniero), ripartì vincendo la Milano-Sanremo del 1946. Battuto da Bartali al Giro dello stesso anno, nel 1947 conquistò la sua seconda vittoria nella corsa rosa. Persa l’edizione del 1948 (andata a Fiorenzo Magni), nel 1949 Coppi compì una delle più grandi imprese della sua carriera: «10 giugno 1949, diciassettesima e penultima tappa. Cuneo-Pinerolo, 254 chilometri con cinque colli da scalare e precipitare: Maddalena, Vars, Izoard, Monginevro e Sestriere. La maglia rosa è sulle spalle di Adolfo Leoni, un velocista. Dietro di lui Coppi. A Coppi basta controllare la corsa, perché Leoni, su quelle pendenze, non può aggrapparsi neppure alla speranza (...) Va su con il suo passo, un passo che nessuno riesce a tenere, che nessuno riesce neanche a immaginare (...) all’arrivo Coppi precede Bartali di 11 minuti e 52 secondi». [Gds 2009]

La prima doppietta Giro-Tour

• Dopo il Giro, nel 1949 Coppi conquistò anche il Tour: «È il primo al mondo a realizzare quell’impresa che i fisiologi consideravano quasi proibita, la vittoria al Giro e al Tour nella stessa estate. È leggenda, la crisi di Saint Malo a causa d’una caduta, la voglia di tornare a casa, il pesante ritardo in classifica, la lenta risalita, il regalo a Bartali arrivando a Briançon nel giorno del suo compleanno. Coppi in giallo ad Aosta, in giallo a Parigi con 10’ su Ginettaccio». [Conti 2002] Vinte Parigi-Roubaix e Freccia-Vallone, nel 1950 Coppi cadde al Giro fratturandosi il bacino. Ripresosi dopo che qualcuno l’aveva dato per finito, cadde all’arrivo della Milano-Torino (nel Motovelodromo di corso Casale) fratturandosi la clavicola. Tornato in sella, corse il Tour del ’51 distrutto dalla morte del fratello Serse (29 giugno 1951, caduta al Giro del Piemonte), incapace di contrastare lo svizzero Hugo Koblet.

Coppi: Il bis al Tour, la maglia iridata, la Dama Bianca

• Nel 1952 Coppi rinacque centrando per la seconda volta l’accoppiata Giro-Tour: forte di una superiorità che finì col far diminuire l’interesse per le corse, fu in quell’edizione della gara a tappe francese che avvenne lo scambio di borraccia più famoso della storia (vedi Gino Bartali). Centrato il quinto successo al Giro, nel 1953 ottenne finalmente la vittoria al campionato del Mondo, disputato in quell’edizione a Lugano. Sposato con Bruna, una figlia (Maria), da lì in poi Coppi fece discutere soprattutto per la sua storia d’amore con Giulia Occhini, passata alla storia come “la Dama Bianca” (dal giorno in cui si presentò avvolta in un montgomery di quel colore). Conosciuta all’ospedale di Trento nel 1951 su insistenza del di lei marito Enrico Locatelli, medico, grande tifoso del “campionissimo”, la donna aveva due figli. Prime foto in coppia al Tour del 1953 (cui Coppi non partecipò), vivevano insieme quando lei, la notte fra il 25 e il 26 agosto 1954, fu arrestata dai carabinieri in flagrante adulterio.

Il lento tramonto e la morte per malaria

• Nel marzo del 1955 il tribunale di Alessandria condannò Coppi a due mesi di detenzione con la condizionale, la Occhini a tre mesi. Nel maggio del 1955 nacque il figlio Faustino: «Il tramonto di Fausto Coppi fu così lento da sembrare eterno. Dove le forze lo tradivano, lo soccorreva la classe. Dove il fiato e i muscoli non arrivavano, lo spingevano l’orgoglio e l’anima. Il suo corpo era di una principesca fragilità: come cadeva, si spezzava. Così un semplice piazzamento si trasformava in un miracolo. Coppi decise che il 1960, a 40 anni, sarebbe stata la sua ultima stagione da professionista. Avrebbe corso nella San Pellegrino, con Bartali direttore tecnico». [Gds 1950] La morte lo colse improvvisamente il 2 gennaio 1960: al ritorno da una tournée in Africa, i medici non diagnosticarono in tempo la malaria.