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 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

Nasce il Giro d’Italia

• Con un annuncio sulla Gazzetta dello Sport viene formalizzata l’intenzione di organizzare un Giro d’Italia riservato ai ciclisti: percorso di 3.000 chilometri (ancora da disegnare), vengono promesse 25.000 lire di premi. «Diverrà una delle prove più ambite e maggiori del ciclismo internazionale», si legge sulla prima pagina del giornale.

Via al Giro d’Italia

• Alle 2.53 di notte parte a Milano la prima tappa del primo Giro d’Italia. «Solo le 2.53. I piedi premono, i garretti scattano, il piccolo esercito di ciclisti si stacca. La folla scoppia in un lungo ululato di ammirazione, di entusiasmo, di augurio, di gioia. Un lampo, una luce bianchissima, abbagliante, che tutto avvolge e illumina come pieno meriggio. La schiera ciclistica sembra per un istante lunghissima, infinita, enorme». [La Gazzetta dello Sport 14/5/1909]

• Arrivo a Bologna, vince Dario Beni, che percorre 397 km in 14 ore, 6 minuti, 15 secondi (media 28,090 km/h). Alla vista degli atleti la folla, che si era radunata fin da mezzogiorno, perde il controllo e invade la pista, confondendo così l’ordine d’arrivo.

A Luigi Ganna il Giro d’Italia

• A Milano, al termine dell’ottava e ultima tappa, Luigi Ganna vince il primo Giro d’Italia (2.448 km in 89h48’14”, media 27,260 km/h), precedendo in classifica (a punti) Carlo Galetti. Partenza da Torino, a Borgomanero, quando mancano 75 km al traguardo, Ganna, già in testa alla classifica, fora. Ne approfittano Galetti, Rossignoli, Oriani, Canepari, Beni a Azzini, che prendono un vantaggio di 4 minuti. A Casorate Sempione i fuggitivi trovano però chiuso il passaggio a livello e prima di riuscire a forzare il blocco devono attendere il rinforzo costituito da un primo gruppo di inseguitori. Ganna, che ha notevolmente ridotto il distacco, completa l’inseguimento a Musocco. Anche l’ultima tappa, come la prima, è vinta da Beni, che in una volata selvaggia all’Arena di Milano (Rossignoli è travolto da un cavallo dei Lancieri di Novara) precede Galetti e Ganna. Dopo il traguardo Galletti chiede la squalifica di Ganna perché, durante l’ultima tappa, ha ricevuto dal compagno Danesi un berretto al di fuori del posto di rifornimento. La giuria riconosce l’irregolarità ma non la reputa determinante.

• Il vincitore viene festeggiato in serata al Teatro dal Verme. Ai giornalisti che gli chiedono come si senta, risponde: «Me brüsa el cü». Se la corsa fosse stata a tempo, avrebbe vinto Giovanni Rossignoli (3° a punti) con 23’34” di vantaggio su Galetti (2°) e 36’54” su Ganna. Dei 127 corridori partiti il 13 maggio, ne sono arrivati 49.
 

Carlo Galetti vince il Giro d’Italia

• A Milano si chiude il secondo Giro d’Italia: vince Carlo Galetti (2.987 km in 114h24’00”, media 26,113 km/h), che nella classifica a punti precede Eberardo Pavesi. Terzo Luigi Ganna, vincitore dell’edizione 1909 che si consola aggiudicandosi l’ultima tappa, partita da Torino. La corsa era iniziata nella stessa Milano il 18 maggio, le altre nove tappe hanno avuto per traguardo Udine, Bologna, Teramo, Napoli, Roma, Firenze, Genova, Mondovì, Torino. Partiti in 101, sono arrivati in 20, ci fosse stata la classifica a tempo non sarebbe cambiato nulla: 1° Galetti, 2° Pavesi (a 1 ora e 20’), 3° Ganna (a 2 ore e 46’). Il vincitore, considerato un “succhiaruote”, non riscuote grandi simpatie.

Bis di Carlo Galetti al Giro d’Italia

• Nel cinquantenario dell’Unità d’Italia, il Giro si conclude per la prima volta a Roma: come nel 1910, vince Carlo Galetti (3.530 km in 32h24’00”, media 26,216 km/h), che nella classifica a punti precede Giovanni Rossignoli e Giovanni Gerbi. La corsa, 12 tappe, è partita dalla stessa capitale il 15 maggio, la lotta per il primato è stata incertissima fino alla penultima tappa, quando un problema al modernissimo cambio ha messo fuori gioco il francese Petit Breton. Partiti in 86, sono arrivati in 24, ci fosse stata una classifica a tempo avrebbe vinto Rossignoli (con 34 minuti di vantaggio su Galetti).

All’Atala il quarto Giro d’Italia

• Il Giro d’Italia, in questa edizione a squadre, è vinto dall’Atala, che schiera i vincitori delle prime due edizioni, Carlo Galetti e Luigi Ganna (ritirato dopo la 4ª tappa) più Giovanni Micheletto ed Eberardo Pavesi. Poiché la 3ª tappa, disputata il 23 maggio da Bologna a Pescara, è stata annullata per un errore di percorso, ne è stata disputata una aggiuntiva sul percorso del Giro di Lombardia (Milano-Bergamo), vinta da Vincenzo Borgarello. Partiti in 54, arrivano in 26.  

Carlo Oriani vince il Giro d’Italia

• A Milano si chiude la quinta edizione del Giro d’Italia: dopo la parentesi a squadre dell’edizione 1912, vince Carlo Oriani (2.932 km in 111h 08’57”, media 26,379 km/h), che nella classifica a punti precede Eberardo Pavesi. La corsa, nove tappe, ha preso il via il 6 maggio a Milano con 99 partenti, due terzi (65) sono stati costretti al ritiro prima dell’epilogo.

A Calzolari il Giro

• Alfonso Calzolari (3.162 km in 135h17’56”, media 23,374 km/h) è il vincitore della sesta edizione del Giro d’Italia: per la prima volta vale la classifica a tempo, il secondo, Pierino Albini, è staccato di un’ora 55 minuti e 26 secondi. Corsa con otto durissime tappe, degli 81 partenti ben 73 si sono ritirati prima dell’epilogo. Giuseppe Azzini, leader della classifica generale dopo la tappa arrivata l’1 giugno a Bari, è andato in crisi sul Macerone ed è scomparso per essere ritrovato il giorno dopo in un granaio di Barisciano. Poiché sulla Salita delle Svolte Calzolari si è attaccato a un’auto, l’Unione Velocipedistica Italiana ne ha chiesto la squalifica per dare la vittoria ad Albini. La Gazzetta, organizzatrice della corsa, ha giudicato sufficiente la penalizzazione di tre ore (che non cambia la classifica finale).

Giro d’Italia: ha “rivinto” Alfonzo Calzolari

• Una sentenza del Tribunale dà ragione alla “Gazzetta dello Sport”, organizzatrice del Giro d’Italia che ha assegnato ad Alfonso Calzolari la vittoria dell’edizione 1914. Sconfitta l’Unione Velocipedistica Italiana, che voleva togliere dalla classifica Calzolari, reo di essersi attaccato a un auto durante la Salita delle Svolte, facendo salire al primo posto Pierino Albini.

Il Giro d’Italia è di Costante Girardengo

• Costante Girardengo, trionfatore in 7 tappe su 10, è il vincitore della prima edizione del Giro d’Italia dopo la pausa di quattro anni (1915-1918) dovuta alla guerra: 2.984 km percorsi in 112 ore, 51 minuti, 29” (media 26,440 km/h) in classifica generale precede di quasi 52 minuti Gaetano Belloni. Via il 21 maggio da Milano, la Gazzetta ha voluto che le prime due tappe terminassero a Trento e Trieste, attraversando le strade della guerra e le terre redente. Il belga Marcel Buysse, terzo, è il primo straniero a salire sul podio.

A Belloni il Giro d’Italia

• Gaetano Belloni è il vincitore dell’ottava edizione del Giro d’Italia: 8 tappe, 2.632 km percorsi in 102h 47 minuti 33 secondi (media 25,639 km/h), in classifica generale precede di 32’24” Angelo Gremo, terzo il francese Jean Alavoine. Partenza sempre da Milano il 23 maggio, durante la prima tappa (arrivo a Torino) c’è stato uno sconfinamento in Svizzera, primo tratto percorso all’estero nella storia della corsa. Girardengo, caduto sul Monte Ceneri e attaccato dalla Bianchi di Belloni, è stato costretto al ritiro durante la Lucca-Roma: nella stessa tappa (3ª), Giovanni Gerbi è stato squalificato per essersi attaccato a un sidecar, ma le proteste di un centinaio di tifosi scatenati hanno costretto gli organizzatori a riammetterlo. Partiti in 49, sono arrivati solo in 10, nell’ultima tappa tutti classificati con lo stesso tempo perché all’arrivo la folla festante ha invaso l’ippodromo Trotter impedendo la volata.

Giovanni Brunero vince il Giro d’Italia

• A Milano Giovanni Brunero vince la nona edizione del Giro d’Italia (3.107 km in 120 ore 24 minuti 39 secondi), precedendo di appena un minuto Gaetano Belloni. Costante Girardengo ha vinto le prime quattro tappe, ma è stato vittima dello scontro con un collega nella Chieti-Napoli: tornato in sella, ha cercato di resistere all’attacco degli uomini di Belloni, ma sul Macerone si è arreso e per la rabbia ha distrutto la bicicletta. La corsa è stata decisa il 6 giugno, quando Giovanni Brunero si è aggiudicato la Roma-Livorno balzando in testa alla classifica. Partiti in 69, sono arrivati in 27.

Giro, bis di Giovanni Brunero

• Bissando il successo dell’edizione del 1921, Giovanni Brunero diventa il secondo ciclista ad aver vinto due edizioni del Giro (Carlo Galetti, però, ne ha vinto pure uno a squadre). Col senno di poi, la corsa è stata decisa subito alla prima tappa, Milano-Padova: vittoria di Brunero con 17’ minuti di vantaggio, la giuria l’ha squalificato per aver sostituito irregolarmente una ruota che aveva distrutto sul Piano delle Fugazze. Restato in corsa sub-judice, Brunero è stato riammesso dall’Unione Velocipedistica Italiana che si è limitata a penalizzarlo di 25’. Il provvedimento ha fatto infuriare Maino e Bianchi, che capitanate da Girardengo e Belloni si sono ritirate. Partiti in 75, quattro partecipanti su cinque non sono arrivati a Milano per la fine della corsa.

Costante Girardengo vince il Giro d’Italia

• A quattro anni dal primo successo, Costante Girardengo vince il suo secondo Giro d’Italia (3.202 km in 122 ore, 58 minuti, 17 secondi, media 25,895 km/h) conquistando anche 8 tappe su 10. Stavolta il Macerone gli ha dato la vittoria: 6ª tappa, da Napoli a Chieti, ha resistito agli attacchi di Brunero e conquistato il primato in classifica (scavalcando Bartolomeo Aymo), conservato fino alla fine con appena 37 secondi di vantaggio (su Brunero). Clamoroso quel che è successo alla 3ª tappa, Genova-Firenze: vittoria di Girardengo, i tifosi del fiorentino Linari hanno costretto  la giuria ad assegnare la vittoria a parimerito (poi, una volta ripartita la carovana, è stato confermato l’ordine d’arrivo originale).

A Giuseppe Enrici il Giro “bisex”

• Nonostante un’infezione al piede che gli impedisce di camminare, Giuseppe Enrici è il vincitore della 12ª edizione del Giro d’Italia, che si conclude come al solito a Milano (3.613 km in 143 ore 43 minuti 37 secondi, 25,138 km/h di media, 58’21” di vantaggi su Federico Gay). Poiché un contenzioso sugli ingaggi ha portato al forfait delle squadre organizzate, alla corsa hanno partecipato solo corridori “isolati”. Fra i 90 partenti, c’era Alfonsina Strada, prima donna ammessa alla corsa: 33 anni, è arrivata ultima solo in due tappe, alla quart’ultima è andata fuori tempo massimo ma ha proseguito fino alla fine fuori classifica (sono arrivati in 30).

Alfredo Binda vince il Giro d’Italia

• Alfredo Binda vince il Giro d’Italia (3.520 km in 137 ore 31 minuti 13 secondi, media 25,600 km/h) precedendo Costante Girardengo (4’58”) e Giovanni Brunero (7’22”). Partenza e arrivo come al solito a Milano, hanno concluso la corsa in 39 su 126. Decisiva la Roma-Napoli (5ª tappa), secondo gli esperti Binda nelle prime tappe ha sofferto perché vivendo in Francia doveva abituarsi alle strade non asfaltate.

Giovanni Brunero fa tris al Giro d’Italia

• A Milano Giovanni Brunero diventa il primo ciclista ad aver vinto tre edizioni del Giro d’Italia (3.429 km in 137 ore, 55 minuti, 59 secondi, media 25,113 km/h). Il duello tra Girardengo (in testa fino alla sesta tappa) e Binda, attesisissimo dai tifosi, è saltato perché il primo comincia a sentire gli anni, il secondo è caduto il primo giorno lungo la discesa della Serra, ha perso mezz’ora, e si è “accontentato” di vincere sei tappe e di far da gregario a Brunero (entrambi sono della Legnano). Domenico Piemontesi, leader in classifica nelle prime tre tappe, in crisi sui Monti Cimini si è buttato in un fosso per lo sconforto.

Secondo Giro d’Italia di Alfredo Binda

• A due anni dal primo successo, Alfredo Binda conquista il suo secondo Giro d’Italia (3.758 km in 144 ore, 15 minuti, 35 secondi): in testa alla classifica dalla prima all’ultima tappa, ne ha vinte 12 su 15. Al secondo posto si è piazzato Giovanni Brunero, staccato di 27’24”. Novità di quest’edizione: 1) per la prima volta non c’è sempre stato un giorno di riposo tra una tappa e l’altra, 2) era previsto un abbuono per il vincitore di ogni frazione. Partiti in 258, sono arrivati in 79.

I corridori alla tomba della madre di Mussolini

Prima di partire per la terza tappa del Giro, i corridori sono costretti a passare per Predappio per un omaggio al cimitero, alla tomba della madre di Benito Mussolini. Il Duce ha messo in palio 20 mila lire, da dividere tra i primi quattro classificati. 

Alfredo Binda fa tris al Giro d’Italia

• Alfredo Binda vince il suo terzo Giro d’Italia, il secondo consecutivo, ed eguaglia il record di Brunero. Il campione di Cittiglio si è aggiudicato anche 6 delle 12 tappe, una l’ha lasciata al fratello Albino (la 9ª, Roma-Pistoia), le altre 5 sono andate a Domenico Piemontesi. Al termine di ogni frazione c’è stato nuovamente un giorno di riposo, per la prima volta sono state usate borracce in alluminio con due scomparti, uno per l’acqua, l’altro per il tè.

Tragedia al Giro d’Italia

• Durante la seconda tappa del Giro d’Italia, da Napoli a Foggia, un ragazzo attraversa imprudentemente la strada e, travolto da Gaetano Belloni, muore. Disperato, il vincitore del Giro 1920 si ritira.

Poker di Alfredo Binda

• Primo corridore della storia, Alfredo Binda si aggiudica il suo quarto Giro d’Italia (e 8 tappe, consecutive, dalla 2ª alla 9ª): troppo superiore agli avversari, al termine dell’ultima tappa è fischiato dai tifosi e scappa a piangere nel furgone della Legnano. Per la seconda volta in 17 edizioni, non si è partiti da Milano (che comunque ospita l’arrivo all’Arena) ma da Roma.

Luigi Marchisio vince il Giro d’Italia

• Luigi Marchisio vince davanti a Luigi Giacobbe il Giro d’Italia, un successo impoverito dall’assenza di Alfredo Binda, dominatore delle tre precedenti edizioni: per risolvere il problema del suo dominio, gli organizzatori hanno pensato di penalizzarlo di 10 minuti, oppure di zavorrargli la bici, infine hanno escogitato una formula ad inviti e l’hanno escluso, compensandolo però con 22.500 lire, il premio previsto per il vincitore. Corsa partita da Messina, prime tre tappe in Sicilia, colpito da un lapillo nei pressi dell’Etna Marchisio ha corso metà Giro con un occhio bendato.

A Learco Guerra la prima maglia rosa

Dopo una vittoriosa volata su Binda, Learco Greco conquista la prima tappa del Giro nella sua Mantova. È il primo corridore a indossare la maglia rosa, che renderà il leader della corsa riconoscibile alla folla, pubblicizzando contemporaneamente La Gazzetta dello Sport.

A Francesco Camusso il primo Giro rosa

• Francesco Camusso vince la 19ª edizione del Giro d’Italia (3.012 km in 102h 40’ 46”, media 29,332 km/h) davanti a Luigi Giacobbe e Luigi Marchisio. Introdotta la maglia rosa che indica il leader della classifica generale, il primo ad indossarla è stato Learco Guerra, che fiaccato da problemi intestinali l’ha ceduta ad Alfredo Binda. Il vincitore delle edizioni del ’25, ’27, ’28, ’29, tornato in corsa dopo l’esclusione del ’30, è stato costretto al ritiro da una caduta nei pressi dell’ippodromo Villa Glori (Roma). Passata sulle spalle di Mara e Marchisio, la maglia rosa è tornata su quelle di Guerra, che l’ha persa per una caduta nella Montecatini-Genova. Marchisio, nuovamente leader per un giorno, ha ceduto la maglia rosa a Giacobbe, Camusso è balzato in testa alla penultima tappa arrivando primo a Torino grazie a una strepitosa performance nella discesa del Sestriere.

Antonio Pesenti vince il primo Giro in diretta

• Antonio Pesenti vince la ventesima edizione del Giro d’Italia precedendo il belga Jeff Demuysere, primo straniero ad arrivare tanto in alto. La corsa è stata decisa il 24 maggio nella Lanciano-Foggia (7ª tappa) quando Pesenti, gregario di Binda, ha strappato la maglia rosa al tedesco Hermann Buse, vittima di problemi intestinali. Tra gli altri protagonisti si è distinto Learco Guerra, vincitore di sei tappe. Per la prima volta, l’arrivo dell’ultima tappa (all’Arena di Milano) è stato commentato in diretta radio dall’Eiar.

Giro, cinquina di Alfredo Binda

• A quattro anni dal suo ultimo successo, Alfredo Binda vince il suo quinto Giro d’Italia, precedendo di 12’34” il belga Jeff Demuysere. Tra le novità di questa edizione, l’istituzione del Gran Premio della Montagna, la prima tappa a cronometro (Bologna-Ferrara, vinta il 22 maggio da Alfredo Binda), i primi carri pubblicitari. Guerra, maglia rosa dopo la prima tappa, è stato preso da una crisi di fame nella seconda ed ha evitato il ritiro mangiando di nascosto una scatola di biscotti con tutta la carta. Spopola la canzone Chi sarà la maglia rosa? (di Borea e Pincioni, incisioni “La voce del padrone”, canta Daniele Serra).

Learco Guerra vince il Giro, gli azzurri i Mondiali

• A Milano si chiude la 22ª edizione del Giro d’Italia: mentre Giuseppe Olmo, vincitore dell’ultima tappa, entra all’Arena, la radio annuncia il decisivo gol di Schiavio nella finale del campionato del mondo di calcio con la Cecoslovacchia, facendo esplodere di gioia il pubblico. La corsa rosa è vinta da Learco Guerra, che ha costruito il suo successo dominando le cronometro Livorno-Pisa (23 maggio, 4ª tappa) e Bologna-Ferrara (6 giugno, 14ª). Binda si è dovuto ritirare per un’altra caduta nei pressi dell’ippodromo Villa Glori (Roma), stavolta è stato anche investito da una moto.

Il Giro a Vasco Bergamaschi

• Vasco Bergamaschi vince con 3’07” di vantaggio su Giuseppe Martano la 23ª edizione del Giro d’Italia. Due le novità di questa edizione: 1) sono stati cancellati gli abbuoni per le vittorie di tappa, 2) sono state introdotte le semitappe. Girardengo, tornato alle corse a 42 anni, si è ritirato dopo quattro frazioni, la squadra francese Helyett-Hutchinson è stata mandata a casa per “disdicevole turismo”. La classifica degli scalatori è andata al giovane Gino Bartali, 7° in classifica generale, vincitore della 7ª tappa (24 maggio, Porto Civitanova-L’Aquila).

Il Giro rende omaggio a Gabriella d’Annunzio

La diciannovesima tappa del Giro d’Italia si conclude a Gardone Riviera, in omaggio a Gabriele d’Annunzio, che saluta i corridori con ventuno cannonate (a salve) esplose dal Vittoriale. «Tutte le vittorie sportive debbono essere salutate col fuoco!», urla il poeta. La tappa è vinta Giuseppe Olmo, capitano della Bianchi.

Gino Bartali vince il Giro d’Italia

• Con 2’36” di vantaggio su Giuseppe Olmo, vincitore di 10 tappe compresa l’ultima a Milano (grazie alla squalifica di Raffaele Di Paco), Gino Bartali vince la 24ª edizione del Giro d’Italia. Girardengo (43 anni), si è ritirato per una caduta alla 3ª tappa; Guerra s’è arreso per la frattura di un braccio frutto di una caduta causata nei pressi di Forlì da un calesse trainato da un cavallo imbizzarrito; Bartali ha costruito il successo sul Macerone (27 maggio, 9ª tappa, Campobasso-l’Aquila). Il 5 giugno a Gardone Riviera, arrivo della 19ª tappa (primo Bartali), il gruppo è stato accolto dal saluto di Gabriele D’Annunzio.

Bis di Gino Bartali al Giro d’Italia

• Arrivo al Vigorelli di Milano, per il secondo anno consecutivo il Giro d’Italia è vinto da Gino Bartali, che stacca di 8’18” Giovanni Valetti. Ha deciso la crono Rieti-Terminillo del 16 maggio (9ª tappa), per la prima volta sono state affrontate le Dolomiti (passi Rolle e Costalunga). Il vecchio Guerra ha vinto a Napoli (17 maggio, 11ª tappa) e poi s’è ritirato per problemi intestinali. Olmo, campione d’Italia, sentendosi poco in forma s’è rifiutato di indossare la maglia tricolore (non la voleva disonorare).

Giro a Giovanni Valetti

• Assente Gino Bartali, che ha come principale obiettivo il Giro di Francia, e molti dei big che lo dovranno aiutare Oltralpe (è opinione comune che non si possano affrontare al meglio le due corse), Giovanni Valetti vince un Giro d’Italia che la Gazzetta dello Sport ha ribattezzato “la corsa della gioventù”.

Bis rosa di Giovanni Valetti

• Giovanni Valetti vince per il secondo anno consecutivo il Giro d’Italia: Gino Bartali, di ritorno dopo il successo al Tour del 1938, gli aveva strappato la maglia rosa alla 17ª e terzultima tappa (Cortina-Trento, 15 maggio), ma il giorno dopo era stato appiedato da una foratura sul Tonale e complice una caduta era arrivato a Sondrio con 7 minuti di ritardo. Bartali ci ha provato anche all’ultima tappa attaccando sul Ghisallo: ripreso dal gruppo a Inverigo, si è dovuto accontentare del successo parziale, secondo in classifica con un distacco di 2’59”.

A Fausto Coppi il Giro d’Italia

• Fausto Coppi, 21 anni ancora da compiere, vince a Milano la 28ª edizione del Giro d’Italia. Iniziata la corsa come gregario di Bartali, capitano della Legnano che causa l’investimento di un cane nella discesa della Scoffera ha corso quasi tutta la corsa con un femore incrinato, Coppi ha conquistato la maglia rosa grazie a un’impresa sull’Abetone nell’11ª tappa (Firenze-Modena, 29 maggio). Bartali, nono nella classifica finale, si è consolato con i successi nelle due tappe dolomitiche (a Ortisei il 5 giugno, a Verona l’8).

Il Giro arriva a Trieste: scontri e feriti

Il Giro d’Italia fa tappa a Trieste. Ma prima una sassaiola ferisce Egidio Marangoni e Salvatore Crippa, poi tutti i ciclisti sono costretti a fermarsi a Pieris, a una quarantina di chilometri dall’arrivo, poiché la strada è disseminata di chiodi e ingombra degli oggetti più disparati (persino un baule). Vari gruppi di contestatori, guidati da Franc Stoka del Fronte di liberazione sloveno, innalzano cartelli con la scritta “Il Giro in Italia e non nella terra di Tito” e impediscono la prosecuzione della corsa. Li contrastano, al grido di “I-ta-lia, I-ta-lia”, tifosi che incitano gli atleti a proseguire. Nel parapiglia si alzano le mani e un colpo di pistola ferisce un agente. La giuria dichiara la tappa conclusa e assegna la vittoria a Giordano Cottur.

Terzo Giro d’Italia per Gino Bartali

• A Milano Gino Bartali vince il suo terzo Giro d’Italia, il primo dalla fine della guerra: 47” di vantaggio su Fausto Coppi, ha conquistato la maglia rosa il 2 luglio, al termine della 15ª tappa, Udine-Auronzo, vinta proprio dal rivale. La precedente tappa del 30 giugno, con arrivo a Trieste, era stata annullata: a Pieris attivisti slavi avevano fermato i ciclisti con un lancio di pietre e con un blocco stradale, scatenando un conflitto a fuoco con la polizia. Alcuni corridori, arrivati a Trieste con mezzi di fortuna, avevano sfilato tra la folla in tripudio.

Bis di Fausto Coppi

•  A sette anni dal suo primo successo, Fausto Coppi vince il suo secondo Giro d’Italia, con 1’43” di vantaggio su Gino Bartali, che ha tenuto la maglia rosa fino alla 16ª tappa: decidono, il 12 giugno, le Dolomiti, col campionissimo che s’invola su Falzarego, Pordoi e Costalunga e stacca di 4’24” Bartali, Magni e Martini.

Fiorenzo Magni vince il Giro d’Italia

• Fiorenzo Magni vince con appena 11 secondi di vantaggio su Ezio Cecchi il 31° Giro d’Italia: ha conquistato la maglia rosa alla 17ª tappa (Cortina-Trento, 4 giugno), vinta da Fausto Coppi, che si è ritirato giudicando insufficienti i 2 minuti di penalità inflitti al rivale per le spinte ricevute sul Pordoi.

Tris di Fausto Coppi al Giro d’Italia

• Fausto Coppi vince il suo terzo Giro d’Italia dopo quelli del ’40 e del ’47:  ha deciso la terz’ultima tappa, Cuneo-Pinerolo, quando l’Airone ha scalato in solitario Maddalena, Vars, Izoard, Monginevro, Sestriere, chiudendo con 11’52” di vantaggio su Bartali (secondo nella classifica finale) e 20’ sul gruppo. Il Giro era partito da Palermo il 21 maggio, per movimentare le tappe sono stati istituiti i traguardi volanti, Fiorenzo Magni, vincitore nel ’48, non ha preso il via.

Hugo Koblet, primo successo straniero al Giro

• Per celebrare l’Anno Santo, il 33° Giro d’Italia finisce a Roma: per la prima volta vince uno straniero, lo svizzero Hugo Koblet, che precede di 5’12” Gino Bartali. Ha deciso, il 1° giugno, l’attacco sul Pian delle Fugazze (8ª tappa, Brescia-Vicenza), che ha strappato la maglia rosa ad Alfredo Martini (alla fine terzo). Coppi, autore nel 1949 della doppietta Giro-Tour, è caduto il 2 giugno a Primolano, si è fratturato il bacino ed è stato costretto al ritiro.

Bis di Fiorenzo Magni al Giro d’Italia

• Il Giro d’Italia, che dopo la parentesi romana torna alla tradizionale conclusione di Milano, è vinto da Fiorenzo Magni, che bissa il successo del 1948 pur senza conquistare neanche una tappa. Al secondo posto, con grande sorpresa, si è classificato il velocista belga Rik Van Steenbergen, al terzo lo svizzero Ferdy Kübler, vincitore del Tour de France 1950. Coppi ha vinto la crono Perugia-Terni (25 maggio) e la tappa dolomitica con arrivo a Bolzano (8 giugno, causa neve non è stato possibile passare da Falzarego, Pordoi e Rolle), finendo al quarto posto. Bartali, secondo a Foggia dietro il compagno di squadra Giovanni Corrieri (28 maggio), ha finito la corsa al 10° posto. Per la prima volta la Rai ha organizzato un servizio radio che con una lunghezza d’onda di cento metri collega mezzi stampa e ammiraglie (“Radiocorsa”).

Orfeo Ponsin muore al Giro d’Italia

• Una caduta durante la Siena-Roma, quarta tappa del Giro d’Italia, costa la vita al ciclista Orfeo Ponsin, finito contro un albero nella discesa della Merluzza.

Poker rosa di Fausto Coppi

• La 35ª edizione del Giro d’Italia si chiude a Milano col quarto successo di Fausto Coppi: dominatore nelle cronometro Roma-Rocca di Papa (22 maggio) e Erba-Como (1 giugno), ha conquistato la maglia rosa al termine della 10ª tappa (Riccione-Venezia, 27 maggio), strappandola a Giancarlo Astrua, il giorno dopo s’è scatenato sulle Dolomiti staccando di 5’20” Bartali (alla fine 5°) e Magni (2°).

Giro, Fausto Coppi eguaglia Alfredo Binda

• Si chiude a Milano il Giro d’Italia: vince Fausto Coppi, che col quinto successo eguaglia il record di Alfredo Binda. Maglia rosa indosso ad Hugo Koblet dalla cronometro Grosseto-Follonica (8ª tappa, 18 maggio 1953), il campionissimo ha tentato l’attacco nella terzultima tappa (Auronzo-Bolzano), è arrivato primo al traguardo ma non è riuscito a staccare il rivale e alla radio ha confidato: «Questa volta è finita, credo non vi sia più nulla da fare». Quando ormai tutto sembrava deciso, il giorno dopo il campionissimo ha invece trovato la forza per conquistare la maglia rosa (Bolzano-Bormio). Bartali, alla soglia dei 39 anni, ha finito al quarto posto, Magni al nono. Per la prima volta, la corsa è stata seguita da una “Giroclinica” (ambulanza più auto al seguito dei ciclisti).

Secondo successo svizzero al Giro d’Italia

• Carlo Clerici è il secondo straniero (secondo svizzero) a vincere il Giro d’Italia: gregario di Koblet (alla fine secondo), ha accumulato 20 minuti di vantaggio con una fuga di 224 chilometri nella Napoli-L’Aquila (27 maggio) e li ha difesi fino alla fine. In realta Clerici è un “mezzo straniero” (mezzo svizzero): babbo italiano e mamma svizzera, ha corso il Giro del ’53 da italiano per una squadra italiana (Welter), ma avendo aiutato l’amico Koblet è stato licenziato ed ha deciso di cambiare patria. Problemi intestinali causati da una mangiata di ostriche, Coppi aveva già perso 11 minuti alla seconda tappa Palermo-Taormina (22 maggio). Magni ha finito al sesto posto, Bartali, 39 anni e 11 mesi, al 13°.

Tris rosa di Fiorenzo Magni

• Con appena 13” secondi di vantaggio su Fausto Coppi, Fiorenzo Magni vince il suo terzo Giro d’Italia. Fino a due tappe dalla fine era in testa Gastone Nencini, maglia rosa dalla cronometro Cervia-Ravenna (29 maggio, 15ª tappa), cui è stata fatale una foratura nella Trento-San Pellegrino che ha scatenato l’attacco in discesa dei due grandi vecchi (Bartali non corre più).

Il Giro d’Italia è di Charly Gaul

• Charly Gaul vince il 39° Giro d’Italia. Fino a tre tappe dalla fine era in maglia rosa Pasquale Fornara, cui è stata fatale la 20ª tappa (Merano-Trento, 8 giugno): dopo 9 ore in montagna, i corridori sono arrivati al Bondone stremati da neve e vento gelido, lo scalatore lussemburghese è balzato in testa nonostante fosse partito con 16’ di distacco dal primo in classifica. Nella classifica finale è secondo l’eroico Fiorenzo Magni, staccato di 3’27”: una spalla rotta in una caduta, ha corso la cronoscalata di San Luca (2 giugno) guidando con in bocca un tubolare legato al manubrio. Fausto Coppi, vittima di una caduta, si è ritirato dopo la 6ª tappa (23 maggio, Mantova-Rimini).   

Gastone Nencini vince il Giro d’Italia

• Si conclude la 40ª edizione del Giro d’Italia: passati alla storia Bartali, Coppi e Magni, vince Gastone Nencini. Fino a quattro tappe dalla fine era in maglia rosa Charly Gaul, avviato al bis, cui questa volta l’arrivo al Bondone (6 giugno) è stato fatale: fermatosi fra gli uliveti della Gardesana per fare pipì, non è più riuscito a recuperare. Al secondo posto è finito il francese Louison Bobet, vincitore dei Tour del 1953, 1954, 1955.

Il Giro va a Ercole Baldini

Ercole Baldini vince il 41° Giro d’Italia: scatenato nella crono di Viareggio (27 maggio), il “Direttissimo della Romagna” ha conquistato la maglia rosa alla 15ª tappa grazie alle Dolomiti (2 giugno, Cesena-Verona Boscochiesanuova) e l’ha difesa fino a Milano, chiudendo con un vantaggio di 4’17” sul belga Jean Branckart. Per la prima volta è stato usato il “Chronocinegines”, strumento Longines che riproducendo l’immagine all’arrivo di ciascun corridore permette di definire i tempi in centesimi di secondo (indispensabile per analizzare gli arrivi in volata).

Bis rosa di Charly Gaul

• A tre anni dal successo del 1956, Charly Gaul vince il suo secondo Giro d’Italia. Nessun italiano indossa la maglia rosa durante l’intera corsa, alla fine il primo in classifica è Diego Ronchini, 3° a 6’16”. Reduce dal successo del Tour de France ’58, lo scalatore lussemburghese è balzato in testa alla classifica alla penultima tappa (6 giugno, Aosta-Courmayeur) attaccando sul Piccolo San Bernardo e staccando di quasi dieci minuti il francese Jacques Anquetil, che s’è dovuto accontentare del secondo posto. 

Tragedia al Giro, morti due bimbi

• La cronobrianza Seregno-Lecco, 16ª tappa del Giro d’Italia, è vinta dal francese Jacques Anquetil, che strappa la maglia rosa al belga Jos Hoevenaers. La corsa è segnata da una tragedia: poco dopo le 15, lungo la nuova Valassina, nei pressi di Cascina San Salvatore, Fortunato Colombo, 6 anni, e Giovanni Lomazzi, 8, sfuggiti ai genitori per vedere da vicino il passaggio dei corridori (è appena transitato Ercole Baldini), sono travolti e uccisi dall’auto su cui viaggia Vincenzo Torriani, organizzatore della corsa e direttore amministrativo della Gazzetta dello Sport. L’autista Giorgio Mai, vittima di una violenta crisi di nervi, prende a rotolarsi per la strada e deve essere portato via, la madre di una delle vittime collassa. Dopo pochi minuti la folla riprende ad acclamare i corridori come se nulla fosse successo. 

Jacques Anquetil vince il Giro

• Jacques Anquetil, secondo nel 1959, vince la 43ª edizione del Giro d’Italia, precedendo di appena 28” Gastone Nencini e di 3’51” secondi Charly Gaul. È la prima volta che gli stranieri vincono due edizioni consecutive del Giro.

Arnaldo Pambianco riporta in Italia la maglia rosa

• Dopo due edizioni dominate dagli stranieri, il Giro d’Italia è vinto da Arnaldo Pambianco: la corsa è stata decisa il 3 giugno dalla Ancona-Firenze, quando il corridore della Fides ha strappato la maglia rosa al francese Jacques Anquetil, vincitore dell’edizione 1960 alla fine secondo. In occasione del centenario dell’unità d’Italia, la corsa ha toccato tutti i luoghi simbolo, dalle capitali alle località storiche (Quarto, Milazzo, Teano, Vittorio Veneto) ed è per la prima volta sbarcata in Sardegna (23 maggio)

Franco Balmamion vince il Giro d’Italia

• Franco Balmamion vince la 45ª edizione del Giro d’Italia precedendo di 3’57” Imerio Massignan e di 5’02” Nino Defilippis. Decisiva la 17ª tappa (5 giugno, Lecco-Casale Monferrato), in cui il vincitore si è infilato nella fuga giusta e ha strappato la maglia rosa a Graziano Battistini, che l’aveva conquistata il 2 giugno nella “Cavalcata dei Monti Pallidi” (Belluno-Passo Rolle, il gelo ha causato 56 ritiri). 

Bis rosa di Franco Balmamion

• Per il secondo anno consecutivo Franco Balmamion vince il Giro d’Italia, centrando un bis riuscito per l’ultima volta a Fausto Coppi (1952-53). Cosa mai successa prima, si è imposto in due edizioni della corsa senza vincere neanche una tappa. Ha deciso il 7 giugno la Belluno-Moena, quando Balmamion è riuscito a staccare la maglia rosa Vittorio Adorni, alla fine secondo. Per la prima volta la Rai ha trasmesso ogni giorno in diretta gli ultimi 10 chilometri, straordinario successo per il Processo alla tappa di Sergio Zavoli.

Secondo Giro di Jacques Anquetil

• Il francese Jacques Anquetil, già vincitore nel 1960, si aggiudica la 47ª edizione del Giro d’Italia. Conquistata la maglia rosa nella cronometro che omaggiava Giuseppe Verdi (Parma-Busseto, 20 maggio), l’ha difesa fino alla fine. Secondo è Italo Zilioli, staccato di 1’22”. Già vincitore degli ultimi tre Tour de France, Anquetil può adesso tentare l’accoppiata riuscita solo a Coppi (1949, 1952).

Vittorio Adorni vince il Giro d’Italia

• Il Giro d’Italia, partito per la prima volta all’estero, se tale si può considerare San Marino, finisce per la prima volta a Firenze (era dal 1950 che non terminava fuori da Milano): vince Vittorio Adorni, con 11’26” su Italo Zilioli e 12’57” sul suo giovane gregario Felice Gimondi (entrambi corrono per la Salvarani). La maglia rosa ha trovato il suo ultimo padrone nella cronometro Catania-Taormina (27 maggio, 13ª tappa), poi non c’è più stata storia.

Il Giro è di Gianni Motta

• Partito per il secondo anno consecutivo dall’estero (dopo San Marino, Montecarlo) il 49° Giro d’Italia è vinto da Gianni Motta con 3’57” su Italo Zilioli e 4’40” su Jacques Anquetil. La svolta alla 15ª tappa, quando al termine della Arona-Brescia la maglia rosa è passata dalla spalle di Vittorio Adorni, vincitore della passata edizione, a quelle del suo ultimo titolare. Felice Gimondi, attesissimo dopo il successo al Tour del 1965, vittima di una foratura ha perso 3 minuti già alla terza tappa e non s’è più ripreso.

Gimondi vince il Giro d’Italia

• Conclusione tornata nella consueta sede di Milano dopo le escursioni a Firenze e Trieste, il 50° Giro d’Italia è vinto da Felice Gimondi, che s’impone con 3’36” di vantaggio su Franco Balmamion. La definitiva conquista della maglia rosa è avvenuta alla terz’ultima tappa, Trento-Tirana: Jacques Anquetil, neoleader della classifica, ha goduto della cancellazione dello Stelvio, ha chiuso in discesa il distacco accusato sul Tonale, ma s’è dovuto arrendere sull’Aprica. La tappa delle Tre Cime di Lavaredo, vinta l’8 giugno da Gimondi davanti al belga Eddy Merckx (al suo primo Giro) e Gianni Motta, è stata annullata per le troppe spinte ricevute dai corridori.

Antidoping, scandalo al Giro

• A Roma, dopo la conclusione della 19ª tappa del Giro d’Italia, il belga Victor Van Schil, gregario della maglia rosa Eddy Merckx, è sorpreso dai colleghi Bitossi e Grassi mentre cerca di versare una misteriosa sostanza nel contenitore dell’urina per l’antidoping. Gli viene ordinato di riempire un nuovo campione. Finora nessun corridore è mai stato trovato positivo all’antidoping.

Eddy Merckx vince il Giro d’Italia

• Per la prima volta il Giro d’Italia finisce a Napoli: vince Eddy Merckx, campione del mondo in carica, con 5’01” di vantaggio su Vittorio Adorni e 9’05” su Felice Gimondi. Il belga ha conquistato la maglia rosa alla 12ª tappa (1 giugno), con arrivo alle Tre Cime di Lavaredo (Gimondi, staccato di 6’19”, s’è messo a piangere). 

Giro, scoppia lo scandalo doping

• L’organizzazione del Giro d’Italia rivela che nove corridori sono risultati positivi al test antidoping (stimolanti): Raymond Delisle (Francia), Gianni Motta e Pierre Abt (Svizzera) sono stati beccati nel test dopo la seconda tappa (l’italiano ne era stato il vincitore e aveva conquistato la maglia rosa); Franco Bodrero è stato beccato dopo la 4ª (ha poi vinto la 21ª, con arrivo al Block Haus); Franco Balmamion dopo la 13ª; Victor Van Schil (Belgio) e Joaquin Galera (Spagna) dopo la 19ª; Felice Gimondi e Mariano Diaz (Spagna) dopo la 21ª. Mario Di Toro, che non si è presentato al test dell’ultima tappa, viene considerato al pari degli altri nove, tutti passibili di una squalifica di un mese e tutti cancellati dagli ordini d’arrivo della corsa.

Doping, condannati Gianni Motta e Felice Gimondi

• La Commissione disciplinare di appello dell’Unione ciclismo italiano professionistica conferma la condanna per doping inflitta a Bodrero, Gimondi, Motta e Van Schil, positivi all’ultimo Giro d’Italia. Franco Balmamion, positivo per un farmaco non proibito all’epoca dei fatti, viene assolto. Gli altri quattro positivi, Delisle, Abt, Galera e Diaz, non hanno presentato appello.

Doping, Felice Gimondi dà la colpa alla federazione

• Dopo la conferma della squalifica per la positività all’ultimo Giro d’Italia (stimolanti), Felice Gimondi rivela: «Ad Imola ho preso un prodotto consigliatomi da uno dei vicepresidente della federazione ciclistica: mi ha assicurato che non era compreso nella lista proibita».

Revocata la squalifica a Felice Gimondi

• Il comitato esecutivo dell’Ucip cancella la squalifica comminata a Felice Gimondi per la positività al doping (stimolanti) dopo la 21ª tappa dell’ultimo Giro d’Italia. Motivo: «Non sono state superate le perplessità di ordine scientifico alle quali si faceva riferimento nella predetta deliberazione».

Eddy Merckx cacciato dal Giro

• Eddy Merckx, fin qui dominatore del Giro d’Italia, risulta positivo ad un controllo antidoping effettuato la sera prima a Savona (fencamfamina) e viene cacciato dal Giro d’Italia prima della partenza della 17ª tappa (Celle Ligure-Pavia). La maglia rosa passa sulle spalle di Felice Gimondi, che in classifica era staccato dal belga di 1’41”.

Bis di Felice Gimondi al Giro

Felice Gimondi vince il suo secondo Giro d’Italia, secondo è Claudio Michelotto, staccato di 3’35”.

Bis di Eddy Merckx al Giro d’Italia

• Il Giro d’Italia si conclude a Bolzano con la vittoria di Eddy Merckx, squalificato per doping mentre si avviava a vincere l’edizione del 1969. Secondo è Felice Gimondi, staccato di 3’14”.

Il Giro a Gosta Pettersson

• Assente Eddy Merckx, che nel 1970 è diventato il terzo ciclista della storia (dopo Coppi e Anquetil) a centrare l’accoppiata Giro-Tour, la corsa rosa è vinta dallo svedese Gosta Petterson, al via insieme a due fratelli minori. Gimondi, grande favorito, è crollato già alla seconda tappa su un attacco di Dancelli, ha perso 8’40” e si è dovuto accontentare di due vittorie di tappa (San Vincenzo e Falcade) e del settimo posto. Motta, in maglia rosa dopo la seconda tappa, è stato penalizzato di 10’ per la positività all’antidoping.

Tris rosa di Eddy Merckx

• Eddy Merckx vince a Milano il suo terzo Giro d’Italia. Al secondo, terzo e quarto posto ci sono tre spagnoli, José Manuel Fuente, Francisco Galdos e Vicente Lopes, il primo italiano è Vladimiro Panizza, quinto: mai si era dovuti scendere tanto in basso per trovare il primo tra i nostri connazionali.

Poker di Eddy Merckx al Giro

• Per il secondo anno consecutivo, e per la quarta volta in totale, Eddy Merckx vince il Giro d’Italia, che conclude a Trieste la sua 56ª edizione. Il Belga ha tenuto la maglia rosa dalla prima all’ultima tappa, secondo è Felice Gimondi, staccato di 7’42”, terzo Giovanni Battaglin ( 10’20”). Il prologo della corsa si è svolto a Verviers (Belgio), la prima tappa è arrivata a Colonia (Germania), la seconda in Lussemburgo, la terza a Strasburgo (Francia), la quarta è partita da Ginevra (Svizzera).

Eddy Merckx fa cinquina per 12”

• Dopo Alfredo Binda e Fausto Coppi, Eddy Merckx è il terzo ciclista (il primo non italiano) a vincere cinque edizioni del Giro d’Italia. Stavolta però ha faticato più del solito: attaccato dal ventenne Gianbattista Baronchelli nella terz’ultima tappa, quella con arrivo alle Tre Cime di Lavaredo, ha conservato la maglia rosa per soli 12” (lo scarto più piccolo della storia). Per celebrare l’Anno Santo la corsa è partita da Roma (16 maggio).

Il Giro è di Fausto Bertoglio

• A 22 anni dall’ultimo successo di Coppi, un altro Fausto vince il Giro d’Italia: si tratta di Bertoglio, che dopo l’epilogo allo Stelvio precede di 41” lo spagnolo Francisco Galdos, terzo è Felice Gimondi (6’18”), Merckx non ha preso il via.

Tragedia al Giro d’Italia

• La 59ª edizione del Giro d’Italia parte con una tragedia: lo spagnolo Juan Manuel Santisteban cade in curva ad Aci Sant’Antonio (Catania) e si schianta contro un guard-rail. Un testimone oculare racconta: «Spaventoso: ci avrà messo trenta secondi a morire, non di più».

Tris rosa per Felice Gimondi

• A poco più di tre mesi dal 34° compleanno, e a 7 anni dal suo ultimo successo, Felice Gimondi vince il suo terzo Giro d’Italia: nella cronometro Arcore-Circuito Brianza, prima metà dell’ultima tappa, strappa la maglia rosa al belga Johan De Muynck, che precede nella classifica finale di appena 19”. Bertoglio, vincitore della passata edizione, finisce terzo, Merckx, all’ultima partecipazione, ottavo.

Il Giro è di Michel Pollentier

• Il belga Michel Pollentier si aggiudica il 60° Giro d’Italia: era partito come gregario del campione del mondo Freddy Maertens, 7 vittorie nei primi 9 giorni, costretto al ritiro dopo una caduta nella volata del Mugello (28 maggio). Francesco Moser, in maglia rosa dalla 5ª tappa, si è dovuto arrendere alla 17ª, con arrivo a Cortina, e ha finito al secondo posto, davanti al grande rivale Gianbattista Baronchelli.

Johan De Muynck vince il Giro

• Merckx non c’è più, ma il Giro d’Italia continua a parlare belga: dopo Pollentier è la volta di Johan De Muynck, già secondo nell’edizione del 1976, che approfitta della rivalità tra Baronchelli e Moser (secondo e terzo). Gimondi, 11°, ha corso il suo ultimo Giro.

A Saronni il Giro di Francesco Moser

• Imponendosi anche nell’ultima cronometro con arrivo a Milano, Giuseppe Saronni, 22 anni ancora da compiere, vince un Giro d’Italia che era stato disegnato con poche salite per far vincere Francesco Moser, secondo dopo aver vestito la maglia rosa fino alla 7ª tappa.

Bernard Hinault vince il Giro d’Italia

• Il francese Bernard Hinault, vincitore del Tour 1978 e 1979 che punta all’accoppiata già riuscita a Coppi, Anquetil e Merckx, si aggiudica la 63ª edizione del Giro d’Italia. Vladimiro Panizza, in maglia rosa fino alla terz’ultima tappa, è secondo con un distacco di 5’43”, al terzo posto c’è Giovanni Battaglin (6’03”), mentre Beppe Saronni (7°) si consola con 7 vittorie di tappa. Francesco Moser, reduce dal tris alla Parigi-Roubaix, ha indossato la maglia rosa fino alla quarta tappa.

Bis di Bernard Hinault al Giro d’Italia

• Bernard Hinault, che causa problemi a un ginocchio nel 1980 ha fallito l’accoppiata col Tour, vince la 65ª edizione del Giro d’Italia: iniziale duello con Moser (cinque giorni in maglia rosa), alla 17ª tappa il francese ha strappato la maglia rosa a Silvano Contini, che finisce terzo a 2’47”. Come nel 1981, il secondo posto va allo svedese Tommy Prim (2’35”). Saronni, tre vittorie di tappa, si è imposto il 5 giugno nella mitica Cuneo-Pinerolo. 

Bis rosa di Beppe Saronni

• A quattro anni dal primo successo, Beppe Saronni, campione del mondo in carica, vince il suo secondo Giro d’Italia: in maglia rosa dalla 7ª tappa (19 maggio), quando l’ha strappata a Silvano Contini, il maggior rischio gli è venuto dal fornitore di cerchioni di Roberto Visentini (alla fine secondo in classifica) che alla vigilia della cronometro finale ha offerto soldi a due camerieri perché gli mettessero nella minestra del lassativo (piano sventato dalla polizia). Per la prima volta dal 1977 Francesco Moser non vince neanche una tappa e, a pochi giorni dal 32° compleanno, pare sul viale del tramonto.

Finalmente il Giro è di Francesco Moser

Francesco Moser, reduce dal record dell’ora stabilito a gennaio a Città del Messico e dalla vittoria alla Milano-Sanremo, vince il Giro d’Italia. Decide l’ultima tappa, una cronometro da Soave a Verona: in maglia rosa c’è il francese Laurent Fignon, vincitore dell’ultimo Tour de France, che non riesce però a difendere il vantaggio di 1’31”. 

Tris di Bernard Hinault al Giro

• Bernard Hinault, che nel 1982 è diventato il quarto ciclista a centrare l’accoppiata col Tour (dopo Coppi, Anquetil, Merckx) si aggiudica il suo terzo Giro d’Italia (su tre partecipazioni): secondo è Francesco Moser, cui questa volta non riesce la rimonta nella cronometro finale (vince la tappa ed è secondo a 1’08”).

Caduta al Giro, in coma Emilio Ravasio

• La 69ª edizione del Giro d’Italia parte con una tragedia: Emilio Ravasio, 24 anni, cade a una decina di chilometri da Sciacca, dove si conclude la seconda semitappa. Apparentemente illeso, si rialza e arriva con 7 minuti di ritardo. Dopo qualche ora lamenta un persistente mal di testa. Spedito all’ospedale per accertamenti, perde improvvisamente conoscenza e quando giunge al Policlinico di Palermo è ormai in coma. Sottoposto alla Tac, nella sua scatola cranica viene rilevato un grosso grumo di sangue che viene asportato con un intervento chirurgico. 

Giro d’Italia, muore Emilio Ravasio

• A Palermo muore Emilio Ravasio, vittima di una caduta il 12 maggio, durante la prima tappa del Giro d’Italia (gli sono fatali complicazioni broncopolmonari). Roberto Visentini, terzo a Foppolo (16ª tappa), strappa a Beppe Saronni la maglia rosa.

Roberto Visentini vince il Giro

• Roberto Visentini si aggiudica la 69ª edizione del Giro d’Italia, che termina con una kermesse a Merano. Al secondo posto Beppe Saronni, staccato di 1’02”, terzo Francesco Moser (2’14”).

Il Giro è di Stephen Roche

• La 70ª edizione del Giro d’Italia è vinta dall’irlandese Stephen Roche, che alla 15ª tappa (6 giugno) ha strappato la maglia rosa a Roberto Visentini, suo capitano (Carrera) e vincitore dell’edizione del 1986 (infuriato per il tradimento, ha perso la testa ed ha finito col ritirarsi). Per trovare il primo italiano in classifica bisogna scendere fino al 5° posto, dove si c’è Flavio Giupponi (eguagliato il record negativo del 1972).

L’americano Andrew Hampsten vince il Giro

• Lo statunitense Andrew Hampsten vince il Giro d’Italia: ha conquistato la maglia rosa il 5 giugno, strappandola a Franco Chioccioli nella tappa del Gavia (14ª), che la neve ha reso un calvario. Come nel 1987, Flavio Giupponi, 4°, è il primo italiano nella classifica finale.

Rivincita di Laurent Fignon al Giro

• A cinque anni dalla beffa di Verona (sorpasso in extremis di Moser), il francese Laurent Fignon, vincitore delle ultime due Milano-Sanremo, si aggiudica il Giro d’Italia: ha conquistato la maglia rosa alla 13ª tappa (3 giugno), strappandola all’olandese Erik Breukink. Al secondo posto Flavio Giupponi, che per il terzo anno consecutivo è il primo italiano in classifica generale, sull’ultimo gradino del podio lo statunitense Andrew Hampsten, vincitore dell’edizione ’88.

Il Giro d’Italia è di Gianni Bugno

Gianni Bugno vince la 73ª edizione del Giro d’Italia: galvanizzato dal successo alla Milano-Sanremo, conquista la maglia rosa alla prima tappa e non la molla più, impresa riuscita solo ad Eddy Merckx nel 1973 (nelle edizioni 1919 e 1927, dominate da Girardengo e Binda, la maglia rosa ancora non esisteva).

Franco Chioccioli vince il Giro d’Italia

• A Milano si chiude la 74ª edizione del Giro d’Italia, che ha per vincitore Franco Chioccioli: conquistata la maglia rosa alla 2ª tappa (27 maggio), l’ha ceduta al francese Eric Boyer solo per la 4ª, l’ha riconquistata a Scanno e non l’ha più mollata. Secondo è Claudio Chiappucci, terzo Massimiliano Lelli. Gianni Bugno, che sembrava destinato al bis dopo il dominio nell’edizione 1990, con la vittoria nella crono di Langhirano (5 giugno) ha mancato la maglia rosa per un solo secondo, poi è andato in crisi ed ha chiuso al quarto posto.

Miguel Indurain, primo spagnolo del Giro d’Italia

• Miguel Indurain, vincitore del Tour 1991, è il primo spagnolo ad aggiudicarsi il Giro d’Italia. Conquistata la maglia rosa alla terza tappa (Uliveto Terme-Arezzo, 26 maggio), non l’ha più mollata nonostante gli attacchi di Claudio Chiappucci (alla fine secondo ad oltre 5 minuti) e Franco Chioccioli (terzo ad oltre 7).

Bis rosa di Miguel Indurain

• Miguel Indurain, che nel 1992 è diventato il sesto ciclista a centrare l’accoppiata col Tour (dopo Coppi, Anquetil, Merckx, Hinault, Roche), vince per il secondo anno consecutivo il Giro d’Italia. Stavolta la definitiva conquista della maglia rosa è arrivata solo alla 14ª tappa (6 giugno), quando sul traguardo di Corvara ha lasciato il successo a Claudio Chiappucci (alla fine terzo dietro il lettone Piotr Ugrumov). Per la prima volta la diretta della corsa non è stata trasmessa dalla Rai ma da Italia1 (telecronista Davide De Zan al posto del padre Adriano).

Il Giro è di Eugenio Berzin

• Miguel Indurain, che nel 1993 ha centrato per la seconda volta consecutiva l’accoppiata col Tour (impresa mai riuscita prima) manca il tris e finisce al terzo posto: la 77ª edizione del Giro è vinta dal russo Eugenio Berzin davanti a Marco Pantani, giovane scalatore romagnolo che ha trionfato alla 14ª e 15ª tappa (il 4 giugno a Merano, il 5 all’Aprica).

Tony Rominger vince il Giro d’Italia

• Lo svizzero Tony Rominger, vincitore delle ultime tre edizioni della Vuelta di Spagna, si aggiudica la 78ª edizione del Giro d’Italia: conquistata la maglia rosa alla seconda tappa (14 maggio, cronometro Foligno-Assisi), non l’ha più mollata. Il russo Eugenio Berzin, vincitore dell’edizione 1994, è secondo a oltre 4 minuti, Claudio Chiappucci, primo degli italiani, è quarto. Pantani, che nel 1994 è finito sul podio sia al Giro che al Tour, non ha preso il via a causa di una caduta che ne ha compromesso la preparazione.

Il Giro d’Italia è di Pavel Tonkov

• Per la seconda volta negli ultimi tre anni, il Giro d’Italia è vinto da un ciclista russo: dopo Eugenio Berzin, tocca a Pavel Tonkov: in maglia rosa dalla 13ª tappa (Loano-Pratonevoso, 31 maggio), quando l’ha strappata a Davide Rebellin, al termine della terz’ultima (7 giugno, Marostica-Passo Pordoi) l’ha ceduta allo spagnolo Abraham Olano, ma il giorno dopo l’ha riconquistata all’Aprica (vittoria di Ivan Gotti). Enrico Zaina, vincitore della tappa del Pordoi, è il primo degli italiani, secondo a 2’43”. Per il quinto anno consecutivo il Giro è vinto da uno straniero, fatto successo in precedenza solo una volta (1970-1974, ma allora c’era l’imbattibile Merckx). Con la carriera di Marco Pantani in forse dopo la terribile caduta alla Milano-Torino (18 ottobre 1995), si teme di dover aspettare ancora a lungo.

Ivan Gotti riporta il Giro in Italia

• Dopo cinque anni di dominio straniero, un italiano torna a vincere il Giro d’Italia: si tratta di Ivan Gotti, che alla 14ª tappa (31 maggio, Racconigi-Breuil Cervinia) ha strappato la maglia rosa al russo Pavel Tonkov, vincitore dell’edizione 1996 (alla fine secondo). Marco Pantani, terzo nella tappa del Terminillo, è stato ancora una volta vittima della sfortuna: caduto nella discesa del Chiunzi per colpa di un gatto (24 maggio, Mondragone-Cava dei Tirreni), ha perso oltre 26 minuti ed è stato costretto al ritiro. L’Uci ha fissato al 50% il limite dell’ematocritco: Chiappucci, che al Giro di Romandia aveva il 50,8%, è stato tolto dalla griglia di partenza.

Marco Pantani vince il Giro d’Italia

• Dopo anni di sfortuna, Marco Pantani, tornato sul podio nell’ultima edizione del Tour de France, vince finalmente il Giro d’Italia: conquistata la maglia rosa alla 17ª tappa (2 giugno, Asiago-Selva Val Gardena), ha piegato Tonkov con uno spettacolare duello nella 19ª (4 giugno, Cavalese-Monte Campione).

Marco Pantani cacciato dal Giro d’Italia

• Marco Pantani, che nel 1998 è diventato il settimo corridore della storia a centrare l’accoppiata col Tour (secondo italiano dopo Coppi), viene escluso da un Giro che sin qui ha stradominato: prima della partenza della penultima tappa, Madonna di Campiglio-Aprica, con i tifosi che già pregustano la sua ennesima impresa sul Mortirolo, gli viene comunicato che avendo l’ematocrito al 52% (due punti sopra il massimo) la politica del “Io non rischio la salute” gli impedisce di prendere il via. La tappa è vinta da Ivan Gotti, che di fatto si aggiudica con un giorno d’anticipo il suo secondo Giro d’Italia, precedendo sul podio Paolo Savoldelli e Gilberto Simoni.

Il Giro a Stefano Garzelli

• Stefano Garzelli vince l’83ª edizione del Giro d’Italia: per gregario nientepopodimenoche Marco Pantani, improvvisamente tornato alle corse dopo le disavventure del 1999, nella 19ª tappa (2 giugno, Saluzzo-Briançon) ha accorciato il distacco dalla maglia rosa Francesco Casagrande (il Pirata ha finito la tappa al secondo posto facendo gridare alla “resurrezione”), nella 20ª (crono Briançon-Sestriere) l’ha scavalcata. Cronoprologo a Roma il 13 maggio, in occasione del Giubileo papa Giovanni Paolo II ha accolto il Giro nella Sala Clementina in Vaticano.

Gilberto Simoni vince il Giro d’Italia

• Dopo i terzi posti del 1999 e 2000, Gilberto Simoni vince il Giro d’Italia: la conquista della maglia rosa è avvenuta alla 13ª tappa (1 giugno, Montebelluna-Passo Pordoi), il secondo posto in classifica è andato allo spagnolo Abraham Olano (campione del mondo 1995).

Paolo Savoldelli vince il Giro

• L’85ª edizione del Giro d’Italia si chiude a Milano con la vittoria di Paolo Savoldelli: partenza da Groningen (Olanda), dopo che Chiesini è stato arrestato in corsa, Romano si è costituito, Zakirov e Sgambelluri sono risultati positivi alla Nesp, la maglia rosa Stefano Garzelli è stata trovata positiva al Probenecid (un diuretico, test del 13 maggio a Liegi) ed esclusa dalla corsa; Simoni, primo a Campitello Matese, è saltato per tracce di cocaina; Casagrande è stato espulso per aver buttato in terra Garcia; Pantani si è ritirato sulle Dolomiti. Da segnalare le 6 vittorie di tappa di Mario Cipollini, che sale a quota 40, solo una meno del record di Alfredo Binda.

Notte choc al Giro d’Italia

• A Sanremo, dove il Giro d’Italia ha concluso la sua 17ª tappa, gli uomini della Guardia di Finanza (Padova, provvedimento del pm Paola Cameran) e dei Nas dei Carabinieri (Firenze, pm Luigi Bocciolini) scatenano una maxi perquisizione negli alberghi in cui sono alloggiate le 20 squadre che partecipano alla corsa. Finiscono sotto sequestro siringhe, flebo, farmaci ecc. Mario Cipollini, scosso, dichiara: «Fosse per me, avrei fatto le valige e sarei andato via. Se questi soldi e questi mezzi li avessero usati per fare un blitz nelle discoteche, per trovare ecstasy e droga, avrebbero salvato più vite umane». Marco Pantani, fuori classifica dalla tappa del Pordoi e a un passo dal ritiro causa disturbi respiratori, non esclude lo sciopero dei ciclisti: «Non so cosa faranno gli altri, ma penso che da domani si scriveranno pagine nuove di ciclismo».

Mario Cipollini batte il record di Binda: 42 tappe

• Per il secondo giorno consecutivo, Mario Cipollini vince la volata del Giro d’Italia: come ad Arezzo, a Montecatini precede McEwen e Petacchi. Si tratta della sua 42ª vittoria di tappa, una più del record di Alfredo Binda, che resisteva dal 28 maggio 1933. Più che festeggiare, il velocista toscano se la prende con gli organizzatori del Tour, che hanno appena ufficializzato l’esclusione della sua squadra (Domina) dalla prossima edizione: «Mi viene da vomitare un sacco di offese su Leblanc e sulla società che organizza il Tour. È la dimostrazione che certi signori non pensano al ciclismo pedalato. Perché si parla di squadre quando sono i singoli corridori a fare il bene e il male di questo sport? È giusto che per il terzo anno consecutivo mi sbattano la porta in faccia? Devo restare calmo e diplomatico, altrimenti rischio di non poter più mettere piede in Francia nemmeno come turista».

Bis di Gilberto Simoni al Giro d’Italia

• Gilberto Simoni vince per la seconda volta il Giro d’Italia: strappata la maglia rosa a Stefano Garzelli nella 10ª tappa (20 maggio, Montecatini-Faenza), da allora non ha fatto altro che incrementare il vantaggio sul rivale, arrivando a Milano con oltre 7 minuti. Nell’edizione che ha visto il record di Cipollini, 42 vittorie di tappa, va segnalato l’exploit di un altro velocista, Alessandro Petacchi, sei volte primo al traguardo. Marco Pantani, di nuovo protagonista nella salita della Cascata del Toce (tre volte all’attacco, non è riuscito a piegare Simoni), chiude al 13° posto.

Il Giro d’Italia è di Damiano Cunego

• Damiano Cunego vince il Giro d’Italia precedendo di 2’02” l’ucraino Sergej Gontchar e di 2’05” Gilberto Simoni, suo capitano (Saeco) cui alla 7ª tappa (15 maggio, Frosinone-Montevergine) aveva strappato tra molte polemiche la maglia rosa. L’ultima tappa, a Milano, è vinta in volata da Alessandro Petacchi, che porta a 9 i suoi successi in questa edizione (meglio ha fatto solo Binda nel 1927: 12). Marco Pantani non c’è più: è morto il 14 febbraio in una stanza d’albergo di Rimini, vittima di un arresto cardiaco causato dall’eccesso di stupefacenti.

Bis di Paolo Savoldelli al Giro

• Dopo il successo del 2002, Paolo Savoldelli vince il suo secondo Giro d’Italia: Ivan Basso, grande favorito dopo il 3° posto al Tour del 2004 (dove ha impressionato pure l’imbattibile Lance Armstrong), ha conquistato la maglia rosa all’11ª tappa, vinta proprio da Savoldelli il 19 maggio a Zoldo Alto, ma l’ha persa due giorni dopo ad Ortisei causa problemi di digestione. Al secondo posto finisce Gilberto Simoni.

Ivan Basso escluso dal Tour de France

• A 24 ore dal cronoprologo di Strasburgo, Ivan Basso è escluso dal Tour de France: l’articolo 28 del regolamento della Grande Boucle prevede l’allontanamento di corridori o squadre «la cui presenza porti danno all’immagine o alla reputazione del ciclismo», il vincitore dell’ultimo Giro d’Italia figurerebbe tra i 58 ciclisti citati nel rapporto della Guardia Civil sull’Operacion Puerto, la più grande inchiesta antidoping mai realizzata in Spagna.

Danilo Di Luca vince il Giro d’Italia

• Danilo di Luca si aggiudica la 90ª edizione del Giro d’Italia. Originario di Spoltore (Pescara), è il vincitore nato più a sud nella storia della competizione. Per festeggiare i duecento anni dalla nascita di Giuseppe Garibaldi, la corsa è partita da Caprera. Da segnalare le cinque vittorie di tappa di Alessandro Petacchi (raggiunto Saronni a quota 24, occupa il sesto posto della classifica di tutti i tempi, preceduto solo da Cipollini, Binda, Guerra, Girandengo e Merckx, un gradino sopra Francesco Moser).

Cancellato il Petacchi del Giro 2007

• Il Tas infligge ad Alessandro Petacchi un anno di squalifica per la positività al salbutamolo al Giro del 2007: cancellate le sue 5 vittorie di tappe (il suo totale scende da 24 a 19).

Il Giro d’Italia ad Alberto Contador

• Dopo il Tour de France 2007, lo spagnolo Alberto Contador vince il Giro d’Italia: conquistata la maglia sulla Marmolada (15ª tappa, 25 maggio), l’ha difesa dall’attacco di Riccardo Riccò, staccato di soli 4” dopo l’arrivo al Monte Pora (30 maggio, 19ª tappa) e di 1’57” nella classifica finale.

Il Giro a Denis Menchov

• Il russo Denis Menchov, nel 2005 e 2007 vincitore della Vuelta di Spagna, si aggiudica la 92ª edizione del Giro d’Italia: caduto all’ultimo chilometro della cronometro finale corsa sotto la pioggia a Roma (era dall’89 che mancava un epilogo non milanese), conserva un vantaggio di 41” su Danilo Di Luca e 1’59” su Franco Pellizotti. Ivan Basso, tornato alle corse dopo una squalifica di 24 mesi, finisce al quinto posto. 

Bis di Ivan Basso al Giro

• Ivan Basso vince il suo secondo Giro d’Italia: lo spagnolo David Arroyo in testa alla classifica grazie al vantaggio accumulato nella fuga bidone dell’11ª tappa (Lucera-L’Aquila), il vincitore dell’edizione 2006 ha conquistato la maglia rosa solo a due giorni dalla fine, il 28 maggio nell’arrivo all’Aprica (primo Michele Scarponi). Al terzo posto nella classifica finale il suo giovane compagno di squadra Vincenzo Nibali, che ha vinto la 14ª tappa (Ferrara-Asolo, 22 maggio) e vestito per tre giorni la maglia rosa.

Tragedia al Giro, muore Wouter Weylandt

• Il ciclista belga Wouter Weylandt, 26 anni, muore per le conseguenze di una caduta nella discesa del Bocco durante la terza tappa del Giro d’Italia (Reggio Emilia-Rapallo), fatale l’impatto contro una spalletta. Weylandt non doveva nemmeno correre, era stata convocato all’ultimo istante per sostituire l’infortunato Daniele Bennati.

Bis di Contador al Giro

• A tre anni dal primo successo, Alberto Contador conquista il suo secondo Giro d’Italia: la vittoria dello spagnolo, che ha dominato la corsa, è in parte offuscata dalla vicenda di doping che l’ha visto protagonista al Tour 2010 (positività al clenbuterolo, la federazione iberica l’ha assolto ma Uci e Wada hanno fatto appello al Tas, il tribunale sportivo internazionale). Al secondo e terzo posto si piazzano Michele Scarponi e Vincenzo Nibali, entrambi staccati di oltre 6 minuti, nessun altro italiano entra nella top ten.

Squalificato Contador, il Giro 2011 è di Scarponi

  • Positivo all’antidoping il 21 luglio 2010 dopo una tappa del Tour de France (ftalati, sostanze plastiche presenti nelle sacche per le trasfusioni), Alberto Contador subisce una squalifica di 18 mesi che cancella tra l’altro la sua vittoria al Giro 2011. Il primo posto nella corsa rosa va così a Michele Scarponi (nel 2006 invischiato a sua volta nella cosidetta “Operaciòn Puerto”, 18 mesi di squalifica), che commenta: «Con la mia squadra prendo atto delle decisioni degli organi preposti a valutare il caso Contador. Umanamente sono molto colpito dalla vicenda ma per quanto riguarda l’aspetto professionale, questa sentenza non cambia il valore dei risultati ottenuti finora né gli obiettivi per il futuro».

Il Giro al canadese Hesjedal, male gli italiani

• Ryder Hesjedal è il primo canadese a vincere il Giro d’Italia: settimo nella cronometro di Milano (vinta da Marco Pinotti), strappa in exetremis la maglia rosa allo spagnolo Joaquim Rodriguez, che chiude staccato di soli 16 secondi (alla partenza aveva un vantaggio di 31”). Terzo posto che va al belga Thomas de Gendt, per la prima volta dal 1995 sul podio non ci sono italiani: Michele Scarponi, vincitore (a tavolino) dell’edizione 2011, è quarto a 2’05”; Ivan Basso (primo nel 2006 e 2010) è quinto a 3’44”; Damiano Cunego (primo nel 2004) è sesto a 4’40”.

Il Giro torna nelle mani di un italiano: Vincenzo Nibali

Dopo un percorso di complessivi 3.341 chilometri in 21 tappe, il messinese Vincenzo Nibali dell’Astana Pro Team conquista la novantaseiesima edizione del Giro d’Italia. La tappa finale con arrivo a Brescia è vinta da Mark Cavendish. In classifica generale Nibali precede di 4’43” Rigoberto Urán (Sky) e di 5’52” Cadel Evans (Bmc Racing).

Il colombiano Quintana è il trionfatore del 97esimo Giro

Nairo Quintana, colombiano della Movistar Team, conquista la novantasettesima edizione del Giro d’Italia, precedendo in classifica generale il connazionale Rigoberto Urán (Omega Pharma, a 2’58”) e l’italiano Fabio Aru (Astana a 4’04’). La corsa, partita a Trieste il 9 maggio 2015 e conclusasi oggi a Trieste, ha visto 21 tappe per un totale di 3.465,4 chilometri. A tagliare per il primo il traguardo dell’ultima tappa è il russo Luka Mezgec.  

98esimo Giro d’Italia, il trionfo in solitaria di Contador

Lo spagnolo Alberto Contador (Tikoff-Saxo) vince per la seconda volta il Giro d’Italia, seguito dall’italiano Fabio Aru (Astana a 1’53’’) e Mikel Landa, anche lui spagnolo (Astana a 3’05").  La corsa, partita da Sanremo il 9 maggio 2015 è finita oggi, dopo 3.481,8 chilometri, a Milano. L’ultima tappa è stata vinta dal belga Ilijo Keisse  dopo uno sprint a due con l’australiano Luke Durbridge (Orica Greenedge).