San Brizio (Spoleto) 18 marzo 1947 – Milano 28 maggio 1980. Giornalista. Inviato speciale del Corriere della Sera, fu assassinato dalla “Brigata 28 maggio” per mano di Marco Barbone nei pressi della sua abitazione a Milano il 28 maggio 1980.
La giovinezza di Walter Tobagi • Il
18 marzo 1947 nasce a San Brizio, piccola frazione a sette chilometri da Spoleto, Walter Tobagi, figlio di Luisa Fiorelli e del ferroviere Ulderico. Nel 1955, quando ha 8 anni, la famiglia si trasferisce a Bresso (Milano). Walter frequenta il liceo Parini di Milano dove diventa redattore e poi capo redattore del giornaletto studentesco La Zanzara. Si iscrive all’Università Statale laureandosi in Storia e filosofia con una tesi sui sindacati nel dopoguerra.
Walter Tobagi giornalista
• Nel 1968 è praticante alla redazione milanese dell’Avanti!. L’anno dopo passa al quotidiano cattolico l’Avvenire, diretto da Leonardo Valente. Si occupa di tutto, ma sempre più il suo interesse è per i temi sociali e la politica. Lunghi servizi sulla condizione di lavoro dei siderurgici e dei lavoratori della Fiat Mirafiori, sull’organizzazione del lavoro, sull’unità sindacale. Poi le prime vicende del terrorismo che impegneranno quasi del tutto il lavoro di Tobagi.
• Leonardo Valente: «Walter preparava gli articoli con la stessa diligenza con cui al liceo faceva le versioni di latino e greco e all’università si dedicava alle ricerche storiche: una montagna di appunti, decine e decine di telefonate di controllo, consultazione di leggi, regolamenti, enciclopedie. Insomma svolgeva una mole di lavoro enorme per un pezzo di due cartelle. Ma quando finalmente si metteva alla macchina da scrivere si poteva esser certi che dal rullo sarebbero uscite due cartelle di oro colato».
Walter Tobagi inviato del Corriere della Sera
• Nel 1972 arriva al Corriere della Sera ed esprime pienamente le sue potenzialità di inviato sul fronte del terrorismo e di cronista politico e sindacale. Continua il suo metodo rigoroso: analizzare i fatti, voler capire, non lasciarsi trascinare dalle ipotesi fantasiose e dalla facile emotività.
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Giampaolo Pansa: «Tobagi sul tema del terrorismo non ha mai strillato. Però, pur nello sforzo di capire le retrovie e di non confondere i capi con i gregari era un avversario rigoroso. Il terrorismo era tutto il contrario della sua cristianità e del suo socialismo. Aveva capito che si trattava del tarlo più pericoloso per questo paese. E aveva capito che i terroristi giocavano per il re di Prussia. Tobagi sapeva che il terrorismo poteva annientare la nostra democrazia. Dunque, egli aveva capito più degli altri: era divenuto un obiettivo, soprattutto perché era stato capace di mettere la mano nella nuvola nera».
Presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti
• Nel 1978 Walter Tobagi diventa presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti, l’organismo sindacale della categoria, e consigliere della Federazione nazionale della stampa.
Tobagi e il caso Isman
• Il 27 maggio 1980 Walter Tobagi presiede l’incontro al Circolo della stampa di Milano sul “caso Isman”: un giornalista del Messaggero incarcerato dopo la pubblicazione di un documento sul terrorismo. Tobagi parla a lungo della libertà di stampa e delle sue responsabilità. Il giornalista deve rivelare, per quanto possibile, le fonti delle sue informazioni per non prestarsi a giochi oscuri di potere. Poi un triste presagio: «Evitiamo che si avveri, come vuole il terrorismo, l’imbarbarimento del Paese, che interrompa il civile dibattito. Noi giornalisti tutte le volte ripetiamo lo stesso appello, poi le cose vanno avanti come prima e stiamo a vedere a chi toccherà la prossima volta» (Walter Tobagi). [Leggi tutto l’intervento di Walter Tobagi al Circolo della Stampa di Milano del 27/5/1980]
Le Brigata 28 marzo uccide Walter Tobagi Milano - Un commando di terroristi uccide Walter Tobagi, 32 anni, giornalista del Corriere della Sera che da alcuni anni si occupa dell’analisi del fenomeno eversivo. Poco più di un mese fa è uscito sul Corriere un suo articolo, “Non sono samurai invincibili” [
leggilo qui], che prefigura la possibile sconfitta del terrorismo. Agguato vicino all’abitazione della vittima, cinque i colpi di pistola: l’ultimo sparato con freddezza, alla testa, quando il giornalista è già accasciato, ucciso dal secondo che l’ha raggiunto al cuore. A premere il grilletto alla fine è stato Marco Barbone, capo del commando. Non sono Brigate rosse ma una nuova formazione appena costituita dallo stesso Barbone, la Brigata 28 marzo, che nel nome si richiama all’uccisione dei brigatisti nel covo di via Fracchia, a Genova.
È morto Walter Tobagi, inviato del Corriere
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Walter Tobagi, 33 anni, inviato del Corriere della Sera, alle 11.15 è stato colpito da cinque proiettili in via Andrea Salaino a Milano. Lo hanno raggiunto sotto l’orecchio sinistro, alla schiena, alla spalla e alle gambe. Lascia la moglie Maristella Oliviero e due figli piccoli, Luca (7 anni) e Benedetta (3 anni). Questa mattina era uscito di casa a piedi per ritirare la sua vecchia Mini Morris parcheggiata nel garage di via Valparaso, poco distante dalla sua abitazione in via Solari 12. Lo hanno colpito alle spalle mentre camminava sul marciapiede vicino all’ingresso della trattoria «Dai Gemelli». [Lucrezia Dell’Arti, Sette 25/5/2012] [
Leggi tutto l’articolo di Lucrezia Dell’Arti]
• «Cade senza un grido tra il gradino del marciapiede e una fila di auto». [Sta.Se. 28/5/1980]
[1980 Br - leggi anche tutta la cronologia]
Marco Barbone, lo sparatore
• I testimoni hanno visto un uomo alto poco più di un metro e settanta, molto giovane, berretta blu da sciatore calata sulla fronte. Era appostato dietro una delle siepi che delimitano l’area esterna della trattoria. È Marco Barbone, 22 anni, figlio di un dirigente Rcs. Fa parte della “Brigata 28 marzo”, un gruppo rivoluzionario che vuole accreditarsi presso le Br. [Lucrezia Dell’Arti, Sette 25/5/2012]
• Barbone ha sparato con una pistola avvolta in un sacchetto di plastica per non disperdere i bossoli e rendere più difficile l’identificazione dell’arma. Era insieme a tre complici. Uno faceva il palo per bloccare un’eventuale fuga, gli altri lo aspettavano a bordo di una Peugeot metallizzata che è partita a grande velocità subito dopo l’omicidio. A bordo tutto il commando. Dopo aver sbattuto contro una 127 arancione la macchina ha continuato in direzione Lorenteggio facendo perdere le proprie tracce. [Sta. 29/5/1980; Rino De Marco, Sta. sera 30/5/1980]
Tobagi in una pozza di sangue
• Tobagi è riverso sull’asfalto in una pozza nel suo stesso sangue. Attorno a lui il caos: ambulanze, auto della polizia, dei carabinieri. La moglie Maristella e la figlioletta si precipitano. Erano uscite di casa per comperare una torta di verdure. Un agente ha in mano il tesserino da giornalista di Tobagi. Maristella capisce. Don Ettore, parroco di Santa Maria del Rosario, cerca di confortarla. Qualcuno l’accompagna a casa, altri vanno a prendere a scuola Luca, l’altro figlio di 7 anni. [Clemente Granada, Sta. 29/5/1980; Manuela Campari, Sta. 29/5/1980]
Al Corriere la notizia della morte di Tobagi arriva quasi in diretta
• Alberto Berticelli, cronista del Corriere, è all’ufficio del capo della mobile dei Milano, Antonio Pagnozzi. Alle 11.20 la radio di una volante comunica che si è sparato in via Salaino. Dapprima si crede a un agguato contro un portavalori poi viene fatto il nome di Tobagi. La notizia arriva subito alla direzione del Corriere in via Solferino. «Stavamo per iniziare la consueta riunione del mattino, la conferenza delle 11.30 collegata per fono con Roma, quando è entrato un collega (Fabio Mantica). Trafelato, ci ha dato la notizia. Era ancora imprecisa, sono andato subito là: più niente da fare, un cadavere sul marciapiede» (Franco Di Bella, direttore del Corriere della Sera). [Cds 29/5/1980; Sta. 29/5/1980] [
Leggi qui anche l’articolo di De Bortoli sul Cds del 25/5/2010]
Processo Cusumano sospeso per Tobagi
• Al palazzo di Giustizia a Milano è sospesa l’udienza della corte d’assise contro Corrado Alunni e altri 29 esponenti di Prima Linea (in aula partono slogan e risate). Il presidente Antonio Cusumano appena saputo della morte di Tobagi ha interrotto il pubblico ministero che in quel momento ricordava il ritrovamento nel gennaio 1979 di una valigetta in piazza Durante a Milano. Dentro la documentazione dei “Reparti comunisti d’attacco” (fondamentali per la scoperta dei covi di Magreglio e Ugiasca) e un elenco di 46 nomi di magistrati, avvocati e giornalisti. Tra questi anche quello di Walter Tobagi. [Sta. sera 28/5/1980, Cds 29/5/1980, Sta. 29/5/1980]
Via Fracchia, 28 marzo 1980
• Il nome “Brigata 28 marzo” richiama all’uccisione di quattro brigatisti nel covo di via Fracchia, a Genova (vedi il
28 marzo 1980). In quell’occasione Walter Tobagi fu inviato dal Corriere per il suo ultimo servizio sul terrorismo: “Non sono samurai invincibili”. La “brigata “8 marzo” compare per la prima volta il
7 maggio 1980 a Milano quando il giornalista di Repubblica Guido Passalacqua è stato gambizzato. [
Leggi qui tutto l’articolo di Tobagi]
Come Casalegno
• Walter Tobagi è il nono giornalista colpito dal 1977 a oggi. Prima di lui sette feriti e un morto:
Carlo Casalegno, vicedirettore de La Stampa, ammazzato dalla Br il
29 novembre 1977, a Torino: «Anche (Tobagi), come Casalegno, era un uomo di vasta cultura, e un buon conoscitore della storia contemporanea. Anche lui, nel panorama della stampa italiana, spiccava per l’apertura delle sue idee libere e democratiche». [
Leggi tutto l’articolo di Galante Garrone] Con l’assassinio di Tobagi si è ripetuto l’assalto alla democrazia e continua «questa specie di colpo di stato strisciante» iniziato il
12 dicembre 1969. [
Alfredo Reichlin, Un. 29/5/1980; Alessandro Galante Garrone, Sta. 29/5/1980] [
Leggi tutto l’articolo di Alfredo Reichlin]
Una morte annunciata
• «Siamo uomini e abbiamo paura ma non siamo intimoriti, Walter se l’aspettava. Sapeva i rischi che correva e questo terrorismo stupido non ha capito, non ha capito che non riuscirà a far tacere, né noi né lui anche se ci attendono altri giorni terribili» (un amico di Walter Tobagi). [Sta. 29/5/1980]
A Milano i funerali di Tobagi • L’arcivescovo di Milano, monsignor
Carlo Maria Martini ha celebrato oggi, nella parrocchia di Santa Maria del Rosario a Milano, i funerali di Walter Tobagi assassinato il
28 maggio 1980 dal gruppo terroristico Brigata 28 marzo. La tumulazione è avvenuta nel cimitero di Verro Maggiore, Legnano. [
Leggi qui l’articolo di Carlo Maria Martini nel 2005]
Catturati gli assassini di Tobagi • A pochi mesi dall’omicidio Tobagi (
28 maggio 1980), le indagini portano all’identificazione degli assassini, tra cui il leader della neonata Brigata XXVIII Marzo Marco Barbone, subito arrestato. Barbone decide di collaborare con gli inquirenti; grazie alle sue rivelazioni l’intera Brigata XXVIII Marzo viene smantellata e vengono incarcerati più di un centinaio di sospetti terroristi di sinistra, con cui Barbone era entrato in contatto nel corso della sua carriera terroristica.
Indagine Tobagi: Gresti chiede ai giornalisti di non pubblicare i nomi • Il Procuratore capo di Milano, Mauro Gresti, ha convocato nel suo ufficio al quarto piano del palazzo di giustizia i direttori dei quotidiani e i giornalisti che si occupano del caso Tobagi: «Mi rivolgo alla vostra sensibilità di giornalisti e faccio appello al vostro buonsenso piuttosto che ricorrere alle solite minacce, sempre antipatiche. Noi abbiamo estrema necessità per l’ultimazione delle indagini di arrivare fino a mezzogiorno di domani. Io so già che alcuni nomi stanno circolando. Prego i direttori responsabili e i cronisti che sono qua riuniti di autocontrollarsi per consentire alla procura della Repubblica di condurre a compimento questa indagine… Se uscissero alcuni di questi nomi abbiamo timore che forse le indagini non potrebbero arrivare a quelle conclusioni alle quali invece arriverebbero. Faccio appello alla vostra sensibilità di giornalisti e al vostro autocontrollo». [Marzio Fabbri, Sta. 11/10/1980]
Arrestati per l’omicidio di Walter Tobagi
• Mauro Gresti, procuratore capo di Milano, ha reso noti sei nomi degli arrestati per l’omicidio di Walter Tobagi. Gli altri nomi, circa una ventina, rimangono segreti. Ragazzi giovanissimi dai 21 a 28 anni, studenti e operai. Tra di loro anche un pentito: Marco Barbone. [Maurizio Fabbri, Sta. 12/10/1980]
Si apre il processo per l’omicidio Tobagi • Si apre oggi il processo alla Brigata 29 marzo per l’omicidio dell’inviato del Corriere della Sera Walter Tobagi avvenuto il
28 maggio 1980.
Negri e altri 3 autonomi escono dal maxiprocesso Tobagi • Stralciata la posizione di quattro imputati al processo di Milano per l’assassinio di Walter Tobagi. Il presidente della Corte d’Assise di Roma ha vietato il trasferimento di
Toni Negri, Paolo Pozzi, Chicco Funaro, Franco Tommei. Sarà celebrato un processo a parte. [Marzio Fabbri, Sta. 5/3/1983]
Barbone: i dati su Tobagi li abbiamo presi da riviste • Interrogato per tutta la giornata il superpentito Marco Barbone al processo per l’assassinio di Walter Tobagi (152 imputati). Le argomentazioni del volantino di rivendicazione sono state prese solo da riviste specializzate regolarmente in commercio. [Marzio Fabbri, Sta. 7/4/1983]
Ritrovate le pistole che hanno ucciso Tobagi • Marco Barbone e Mario Marano hanno fatto ritrovare le armi del delitto di Walter Tobagi (
28 maggio 1980). Erano sepolte sotto un ponte della superstrada Milano-Torino all’altezza dello svincolo per Pero. Una calibro 9 predisposta per il silenziatore e una 7,65. Insieme alle pistole altre 10 armi tra cui alcune Beretta. [Sta. 21/6/1983]
Ultima udienza del processo per l’omicidio Tobagi • Si chiude oggi il processo per l’omicidio di Walter Tobagi assassinato a Milano il
28 maggio 1980.
Sentenza del delitto Tobagi
• Dopo 28 giorni di camera di consiglio il giudice della seconda Corte d’assise di Milano ha pronunciato oggi la sentenza sul delitto Tobagi. Marco Barbone e Paolo Morandini condannati a 8 anni e 9 mesi ma rilasciati immediatamente per beneficio della legge sui pentiti. Pene da 20 a 30 anni per altri quattro componenti delle Brigata 28 marzo. Francesco Giordano “Il Cina” 30 anni e 8 mesi, Di Stefano 28 anni e 8 mesi, Laus 27 anni e 8 mesi, Mario Marano 20 anni e 6 mesi perché ha beneficiato dello sconto della pena per aver contribuito alle indagini. Immediata scarcerazione anche per Rocco Ricciardi, condannato a 5 anni. Venti assolti sui 152 imputati arrivati a giudizio, Caterina Rosenzweig, compagna di Barbone, per insufficienza di prove. Applauso polemico dal pubblico. La Corte ha deciso che il contribuito dei due pentiti alla lotta contro il terrorismo è stato eccezionale e quindi hanno beneficiato degli sconti di pena previsti. Il processo ha avuto 102 udienze. Non sono arrivati a sentenza
Toni Negri, Paolo Pozzi, Chicco Funaro, Franco Tommei stralciati dalla Corte d’assise di Milano il
4 marzo 1983 per il “processo 7 aprile”. [Marzio Fabbri, Sta. 29/11/1983]
• Alla vedova Tobagi vanno cento milioni dallo Stato e l’assicurazione sulla vita che il Corriere stipulò al giornalista due mesi prima l’assassinio. A Barbone, la famiglia chiede una cifra simbolica (risulta nullatenente), ma lui rifiuta di pagarla per non danneggiare i figli.
Franco Giordano incontra la famiglia Tobagi •
Franco Giordano della Brigata 28 marzo incontra la famiglia di Walter Tobagi. Benedetta, la figlia: «
Franco Giordano, che s’era fatto tutta la galera, era impegnato nel sociale, aveva una famiglia, aveva fatto un percorso di riabilitazione. Venne a chiederci perdono, e capisco ne avesse bisogno. Ma per me fu ugualmente difficile, molto difficile: una cosa devastante» (Benedetta Tobagi). [BTobagi 2009]