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 1989  dicembre 04 Lunedì calendario

De Benedetti - Berlusconi: lotta senza tregua per il controllo Mondadori

• Carlo De Benedetti ricorrerà ad ogni mezzo per contrastare la scalata di Silvio Berlusconi nel gruppo Armando Mondadori Editore. In un’intervista rilasciata dalla sede della Cir a Milano annuncia l’intenzione di procedere anche per vie legali. «So di essermi comportato sempre e in ogni circostanza con estrema correttezza; so di aver diritto ad acquisire le azioni Amef di Formenton; so di poter contare sulla maggioranza assoluta del capitale totale della Mondadori; farò valere i miei diritti in sede Amef e Mondadori; ci sarà anche un seguito giudiziario» (C. De Benedetti). [Leggi qui tutta l’intervista a De Benedetti]     

• Leonardo Mondadori spiega così l’alleanza della famiglia Formenton  con Silvio Berlusconi: «I Formenton hanno preso coscienza che De Benedetti si insinuava nella famiglia per dividerla e impadronirsi dell’azienda con obiettivi finanziari e politici, non imprenditoriali. E poi (Luca Formenton) ha visto il pericolo per la casa editrice di precipitare nella cultura dell’informazione come contropotere, quella teorizzata da Eugenio Scalfari, così lontana dalla tradizione mondadoriana … C’è uno scontro tra due modi di concepire l’azienda: uno imprenditoriale, il nostro, contro uno finalizzato a proprie politiche dell’informazione.» [Leggi qui tutta l’intervista a Leonardo Mondadori]    

• L’assemblea dei giornalisti de “la Repubblica” convocata alle 14.30 decide uno sciopero immediato e chiede una “carta delle garanzie” per consentire il «diritto di veto della redazione in caso di nomina di un nuovo direttore».  Il quotidiano domani non sarà in edicola, giovedì toccherà a“Il Mattino” di Padova, “La Tribuna” di Treviso e “La Nuova Venezia”, mentre lunedì prossimo non usciranno i settimanali “Panorama” e “L’Espresso”.  

• Nel pomeriggio il segretario del Partito repubblicano italiano (Pri)  Giorgio La Malfa incontra Arnaldo Forlani, segretario della Dc. La Malfa esprime contrarietà all’operazione messa in atto dal gruppo Finivest, perché «incompatibile con il funzionamento concorrenziale del mercato», e propone lo stralcio della legge Mammì. Due interpellanze parlamentari del Pri alla Camera e al Senato chiedono al presidente del consiglio Giulio Andreotti se anche lui «come il suo sottosegretario, ritiene che questa situazione di maggiore concentrazione sia perfettamente compatibile con le regole delle libertà di mercato e a maggior ragione della libertà di stampa».