La Gazzetta dello Sport, 1 marzo 2007
Ieri il Senato ha votato la fiducia al governo Prodi con 162 voti a favore e 157 contro. Si voleva che ci fosse una maggioranza favorevole anche contando solo i senatori eletti ed escludendo quelli a vita e anche questo obiettivo è stato raggiunto: tra i senatori eletti, infatti, il governo ha raccolto 158 • Ma è vero che la cosa davvero importante del discorso di Prodi riguarda la riforma elettorale?Sì, e per tre ragioni
Ieri il Senato ha votato la fiducia al governo Prodi con 162 voti a favore e 157 contro. Si voleva che ci fosse una maggioranza favorevole anche contando solo i senatori eletti ed escludendo quelli a vita e anche questo obiettivo è stato raggiunto: tra i senatori eletti, infatti, il governo ha raccolto 158
• Ma è vero che la cosa davvero importante del discorso di Prodi riguarda la riforma elettorale?
Sì, e per tre ragioni. Fino ad ora sembrava che per fare una riforma elettorale bisognasse mettere insieme un altro governo, diverso da questo. Invece è come se Prodi avesse dett guardate che la riforma elettorale la posso fare anch’io. Second perchè Prodi ha ammesso per la prima volta che si potrà formare una Convenzione, o una Commissione, dove mettere insieme a discutere maggioranza e opposizione. Fino a questo momento, ogni volta che qualcuno aveva tentato di mettere in piedi un tavolo per far discutere questi e quelli, Prodi aveva fatto il diavolo a quattro pensando che questi tavoli preparassero accordi il cui sbocco finale era sempre un nuovo capo del governo e una nuova maggioranza. Terza ragione: Prodi ha introdotto la riforma elettorale nel suo discorso in modo da proporre un’alleanza allo stesso Berlusconi.
• Come sarebbe?
L’altro giorno Massimo D’Alema aveva detto che a lui piacerebbe molto un sistema elettorale alla tedesca. Ora, che cos’è un sistema elettorale alla tedesca? un sistema proporzionale...
• Fermo, fermo. Che cos’è un sistema proporzionale?
I sistemi elettorali si dividono in due grandi famiglie: sistemi elettorali proporzionali e sistemi elettorali maggioritari. Nei sistemi elettorali proporzionali, i partiti prendono posti in Parlamento (seggi) in proporzione ai voti che hanno ricevuto. Per esempi ci sono 100 seggi e il tuo partito ha preso il dieci per cento? Ebbene, avrà dieci seggi. Ha preso il 3 per cento? Beh, gli toccheranno tre seggi. E così via. Nel maggioritario, invece, se ci sono cento seggi in palio si giocheranno cento partite tra due o più candidati. Chi vince ciascuna partita si prende il seggio. Per cui può capitare che un partito col 51 per cento dei voti prenda tutti i seggi (il 100 per cento!) perché i suoi candidati vincono, col loro 51 per cento, tutte le partite.
• Ma non è giusto.
Beh, dipende. Col proporzionale, siccome non c’è mai un partito che da solo prende il 51 per cento, bisogna sempre mettersi d’accordo per fare una coalizione che raggiunga questo benedetto 51. In questa coalizione i partiti piccoli hanno sempre un potere di ricatto enorme rispetto alla loro forza. Questi partiti piccoli possono sempre dire: sì, ho solo il 2 per cento, ma questo 2 per cento ti è indispensabile per fare il 51. Quindi si deve fare come dico io. Con il maggioritario, in cui basta vincere per un voto, questo pericolo non si corre e i governi sono più stabili.
• E D’Alema preferisce il proporzionale o il maggioritario?
D’Alema ha detto di volere il sistema tedesco, che è proporzionale, ma non ti fa entrare in Parlamento se non prendi almeno il 5%. Questo sistema piace anche a Casini e a Fini. Perciò è come se D’Alema gli avesse dett mettiamoci d’accordo tra di noi. Casini e Fini, come si sa, stanno a destra e sono avversari di Prodi. Ma non vogliono avere un’altra volta come capo Berlusconi! E il proporzionale, permettendo di fare alleanze tra partiti, è ottimo per liberarsi di leader troppo ingombranti. Liberarsi di Berlusconi di là e liberarsi di Prodi di qua... Ecco perché Prodi, quando ha parlato l’altro giorno in Senato, ha detto di esser pronto a varare una nuova legge elettorale che consenta di scegliere subito, cioè al momento del voto, sia il governo che il presidente del Consiglio. il ritratto del sistema maggioritario, quello che piace anche a Berlusconi. Perciò le carte si sono a un tratto rimescolate. D’Alema sta al governo con Prodi ma fa l’occhietto a due avversari dell’opposizione. Prodi dice peste e corna del suo principale concorrente, ma intanto gli manda a dire: amico, mettiamoci d’accordo, se no i tuoi faranno fuori te e i miei faranno fuori me... [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 1/3/2007]