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 2007  marzo 14 Mercoledì calendario

Ieri il presidente russo Vladimir Putin è arrivato in Italia. Ha reso omaggio a Napolitano, è poi andato dal papa e infine si è intrattenuto con Romano Prodi, insieme al quale ha cenato

Ieri il presidente russo Vladimir Putin è arrivato in Italia. Ha reso omaggio a Napolitano, è poi andato dal papa e infine si è intrattenuto con Romano Prodi, insieme al quale ha cenato. Oggi vedrà a Bari sette ministri del governo italiano e i capi di alcune nostre grandi aziende: Eni, Enel, Finmeccanica, Ferrovie, Banca Intesa, Mediobanca, Alenia, ecc.

• Come mai a Bari?
Lo scorso settembre D’Alema, parlando agli imprenditori riuniti alla Fiera del Levante, aveva promesso che avrebbe portato Putin a Bari. C’è poi un’altra ragione: a Bari sorge una chiesa ortodossa russa e Putin è venuto in Italia, ed è andato dal papa ieri sera, anche per via dei russi ortodossi.

• Non è strano che un capo russo si interessi di problemi religiosi?
Nel caso di Putin, no. Benedetto e il presidente russo hanno le stesse opinioni sul Medio Oriente (stato palestinese e riconoscimento di Israele). Putin è poi un grande assertore della morale cristiana come fondamento dell’Europa e ha sulla bioetica le stesse opinioni della Chiesa. Era stato due volte da Giovanni Paolo II, ma per lui è più facile il rapporto con Ratzinger (ieri sera hanno chiacchierato in tedesco), perché Wojtyla stava sullo stomaco – anche per ragioni di nazionalità – agli ortodossi russi, che non si fidano dei troppo cattolici polacchi. Wojtyla aveva poi aperto quattro diocesi cattoliche sul territorio del patriarca Alessio II, e il patriarca lo aveva accusato di proselitismo. Cioè, gli diceva: tu vieni qui e cerchi di portare dalla tua parte i fedeli miei! Il viaggio del papa a Mosca avrebbe naturalmente una risonanza mondiale e un valore morale enorme. Putin vuole che il viaggio a Mosca sia deciso da Alessio II. Accadrà, credo, entro un paio d’anni. Il primo accostamento sarà un incontro tra Alessio e Benedetto in territorio neutro, probabilmente a Vienna, forse già alla fine di quest’anno.

• La Chiesa non ha remore a parlare con Putin? Putin sta restaurando una dittatura e c’è la questione dei diritti umani: i giornalisti ammazzati, la Cecenia...
Il papa è realista, Prodi è realista. Berlusconi era realista. La questione della dittatura esiste: domenica scorsa Russia Unita, il partito di Putin, ha vinto le elezioni amministrative in 13 regioni su 14. Nella quattordicesima regione ha vinto Russia Giusta, un partito che Putin ha fatto fondare da amici suoi per avere almeno la finzione di un concorrente. Domenica scorsa, a San Pietroburgo, l’ex campione di scacchi Kasparov ha guidato una grande manifestazione di tutti gli oppositori (destra, sinistra, centro). Giornali e tv non ne hanno quasi parlato. Sull’assassinio di Anna Politkovskaja e di altri personaggi sgraditi non è possibile che Putin caschi dalle nuvole. La Cecenia viene tenuta col pugno di ferro. In dicembre, quando si voterà per il nuovo Parlamento (la Duma), Putin vincerà naturalmente a man bassa. E l’anno prossimo, quando bisognerà votare per il nuovo presidente, Putin troverà un marchingegno per restare in sella, dico un marchingegno perché a regola, dopo due mandati, non potrebbe ricandidarsi. tutto vero. Però...

• Però?
Però l’uomo ha l’80 per cento dei consensi in patria, percentuale che si ricava da sondaggi credibili. E il mondo pensa che peggio di una Russia comandata da un dittatore c’è solo una Russia instabile. Per il papa sono fondamentali la tutela dei cattolici russi – perseguitati e depredati a suo tempo dai sovietici – e il viaggio a Mosca.

• E per Prodi?
Qui il realismo è ancora più ovvio. Dipendiamo dalla Siberia per il 27 per cento del nostro fabbisogno energetico. La Gazprom, posseduta in maggioranza dallo Stato, comprerà gas dall’Eni fino al 2035 e ha concesso alla nostra compagnia di far ricerca e produzione di idrocarburi in Russia (in cambio ci venderà tre miliardi di metri cubi di metano, pagando all’Eni il trasporto). Proprio oggi a Bari Banca Intesa e Mediobanca firmeranno accordi di cooperazione con Vnsehtorgbank e Vneshekonombank. Alenia e Sukhoi si accingono a costruire insieme un aereo per le medie distanze. Eccetera. Pecunia non olet. I diritti umani possono aspettare. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 14/3/2007]