Gazzetta dello Sport, 18 aprile 2007
Berlusconi ha un reddito di 28 milioni...
• Scusi, che notizia è? Lo sanno tutti.
No, è che l’altro giorno hanno messo a disposizione i faldoni con i 740 di deputati, senatori e ministri. Le dichiarazioni fatte nel 2006, cioè relative ai guadagni dell’anno 2005. Così è uscito fuori questo reddito del Berlusconi 2005, quando era presidente del Consiglio, 28 milioni di euro...
• Mi pare la meno notizia delle notizie. E Prodi?
89.514 euro, la somma delle sue due pensioni, quella da professore universitario e quella da parlamentare. Ha guadagnato di più il suo portavoce Sircana: 254.575 euro.
• E poi che altro? Bertinotti è ricco o povero? E tra D’Alema, Rutelli, Veltroni e Fassino chi vince?
Veltroni non c’è perché fa il sindaco e non il parlamentare. Tra D’Alema e Rutelli vince D’Alema: 174.078 a 132.500. Fassino guadagna più o meno come Rutelli: 135.104. Bertinotti non sta affatto male: 187.650 euro l’anno di imponibile prima ancora di fare il presidente della Camera.
• Altri casi interessanti?
Due, quello dei deputati Francesco Caruso (Rifondazione) e quello di Paola Pelino (Forza Italia). Caruso appartiene al gruppetto di otto parlamentari (sette deputati e un senatore) che nel 2005 non erano ancora stati eletti e che hanno quindi potuto denunciare un reddito zero. La cosa fa ridere – francamente –, ma nel caso di Caruso c’è un tocco in più: lui si vanta di avere reddito zero e di non possedere nulla. Come mai si vanta? un uomo di 32 anni, non fa il prete, non fa l’eremita, non ha quindi titolo per vivere di carità, e non ha reddito di nessun tipo? Allora si fa mantenere da qualcuno? E come mai crede che una condizione simile, chiaramente di privilegio, possa risultare esemplare, al punto di vantarsene? I poveri italiani che prendono lo stipendio e vogliono magari migliorare un poco la loro condizione economica devono forse vergognarsi? Poi c’è la deputata Pelino, di Forza Italia. Costei sostiene di aver guadagnato nel 2005 poco più di seimila euro, vale a dire qualcosa come 500 euro al mese, meno di un qualunque precario. A vederla con quei tailleur anni Trenta non la si direbbe tanto povera. Ma soprattutto non la si direbbe così povera perché fa parte dei Pelino di Sulmona, i padroni della prima fabbrica di confetti al mondo. Come fa, una così, a presentarsi agli elettori con un reddito da seimila euro?
• Già, già. Ma lei sa che nelle denunce dei redditi si possono fare tanti trucchetti perfettamente legittimi e di solito quelli che hanno più soldi sono quelli che in queste cose risultano più bravi perché si dotano dei commercialisti migliori.
Sì, ma nel caso dei politici ci dovrebbe essere almeno un certo senso del pudore: vado in Parlamento, non posso presentare denunce che non stanno in piedi. un problema anche di buon gusto... No, il fatto è che leggendo gli stipendi dei politici e penetrando quello che i nostri parlamentari involontariamente ci dicono attraverso le loro dichiarazioni dei redditi a me riscorrono davanti agli occhi, per una ragione che non so spiegarle, le immagini dello studente coreano assassino che s’aggira nel campus prendendo a pistolettate tutti quanti. Che cosa ci hanno mostrato le sequenze messe in onda in questi giorni al di là del dramma? Ci hanno fatto vedere un luogo di studi meraviglioso, 26 mila ragazzi provenienti da tutto il mondo che si preparano sul serio per domani, grandi aule, grandi laboratori, grandi biblioteche, prati perfettamente rasati eccetera eccetera. Lei ha la sensazione che ci sia qualcosa di simile qui da noi? Lei pensa che il governo Prodi alla fine del suo mandato, o il governo Berlusconi quando ritornerà al potere, saranno in grado di dotarci di almeno una (una sola!) struttura universitaria lontanamente paragonabile a quella che, sia pure nella tragedia, abbiamo visto in questi giorni? E che cosa abbiamo fatto di male, noi italiani, per non avere anche noi un’università come quella? E perché gli americani, che hanno investito più di 200 miliardi di euro in Olanda e quasi 75 miliardi in Lussemburgo, hanno messo da noi solo 33 miliardi e hanno preferito non arrischiarne neanche un paio in un’azienda d’oro come Telecom? Perché, più in generale, gli stranieri che hanno i soldi non pensano che sia un buon affare venire a mettere denaro in Italia, a meno che non si tratti di banche o di distribuzione? Ecco quello che mi viene da pensare scorrendo la lista degli stipendi parlamentari: guadagnate pure quello che vi pare, dichiarate senz’altro, come ognuno di noi, quello che vi conviene. Ma almeno una volta al mese provate anche a fare gli interessi di tutti quanti. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 18/4/2007]