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 2007  maggio 03 Giovedì calendario

Ieri sera Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, i due candidati alla presidenza della Repubblica francese, si sono sfidati nel tradizionale faccia a faccia televisivo

Ieri sera Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, i due candidati alla presidenza della Repubblica francese, si sono sfidati nel tradizionale faccia a faccia televisivo. Si vota domenica prossima e il faccia a faccia è una tradizione irrinunciabile dal 1974, quando si sfidarono per la prima volta in tv Giscard e Mitterrand. Non c’è stato solo nel 2002, Chirac contro Le Pen. Spiegando che Le Pen era troppo razzista per meritarsi un confronto diretto, Chirac si rifiutò di incontrarlo.

• Come è andata?
Ségolène aveva un tailleurino blu scuro con camicia bianca. Sarkozy era in blu, benissimo pettinato. Li separava un tavolo di due metri, più lungo di quelli di una volta dove Chirac sbatteva le ginocchia. Tutti e due molto pacati, discussione divisa in sette capitoli: istituzioni, economia eccetera. «Madame, monsieur, lei ha la responsabilità, sì io ho la responsabilità....» Li hanno visti in 20-25 milioni, roba da finale dei mondiali. Si erano preparati tutti e due delle battute fulminanti, e sono stati lì ad aspettare tutta la sera che capitasse l’occasione per spararle. Giscard vinse su Mitterrand, nel 1974, dicendogli a un tratt «Lei non ha, signor Mitterrand, il monopolio del cuore». Sette anni dopo Mitterrand si vendicò. A Giscard che se n’era uscito con un: «Lei è un uomo del passato» rispose immediatamente: «E lei è un uomo del passivo». I due di adesso hanno già sfoggiato in campagna elettorale qualche battuta-slogan. Ségolène ha detto che Sarkozy è «l’uomo del passato e del passivo». Lui si dice portatore di una rupture tranquille, che assomiglia alla «forza tranquilla» di Mitterrand.

• Secondo me, in tv le donne hanno più vantaggi.
Ségolène s’è fatta un lifting da mille euro a seduta, una cinquantina di vitamine da iniettare in mezz’ora con una piastra munita di aghi. Si chiama “mesoterapia”. S’è accorciata pure i denti, che aveva troppo lunghi. Ha buttato via gli occhiali e s’è messa le lenti a contatto, ha rinunciato ai gonnoni da militante e gira con questi tailleur ispirati alla presidentessa cilena Michelle Bachelet. S’è fatta bella, interessante, una vera signora di 53 anni. Però non può far niente per la voce, che ha chioccia, cantilenante, monocorde. Uno ci si può addormentare sopra.

• Sarà andato dal chirurgo plastico anche lui, no?
Certo, s’è fatto tirare ben bene e si è dipinto i capelli di nero. Ha messo i muscoli e ha buttato via la pancia. Sente il problema d’esser basso. Non come Berlusconi, intendiamoci, ma insomma è 1 e 70 e gli piacerebbe di sicuro essere 1 e 75 almeno. Si mette volentieri qualcosa nelle scarpe per sembrare più alto. Oltre tutto Ségolène con i tacchi lo supera, perché parte da 1 e 68.

• Le domando quest il telespettatore è cretino che si fa turlupinare dai denti segati e dai capelli tinti?
Non è che è cretino, è che gli esperti hanno constatato che in televisione il pubblico resta concentrato sugli argomenti per non più di cinque-sei minuti. Poi comincia a guardare la cravatta di lui o il gioiello di lei. Diceva qualcun il pubblico ascolta un decimo di quello che si dice e capisce un decimo di quello che ascolta. La televisione stessa, come mezzo, abitua a un’attenzione distratta. La teniamo accesa e intanto parliamo al telefono o facciamo bollire l’acqua della pasta. Gli uomini se ne vanno volentieri di testa a fare pensieri erotici su di lei. Tutti – uomini e donne – sentono i candidati a pelle, «mi piace, non mi piace» piuttosto che «ha ragione, non ha ragione». la regola della tv.

• Quindi alla fine vince il più simpatico.
Non è detto neanche questo, anche se l’alto numero di persone avvenenti dell’uno e dell’altro sesso nel nostro Parlamento dovrebbe metterci in allarme. Però nelle ultime elezioni americane quando ci fu il doppio faccia a faccia tra Bush e Kerry, Kerry vinse nettamente il confronto tutt’e due le volte, ma perse poi, altrettanto nettamente, le elezioni. Da noi, all’inizio degli anni Novanta, la Lega esplose senza quasi avere presenza televisiva. Gli stessi francesi, interrogati alla vigilia di questo dibattito, hanno risposto che il confronto televisivo non sarà così decisivo (così circa il 65 per cento degli interpellati). Ségolène ha provato a moltiplicare la sua presenza in tv organizzando un dibattito, l’altra sera, col terzo arrivato, François Bayrou. Una novità assoluta, resa possibile dal fatto che i francesi non hanno una legge sulla par condicio, ma che finora non è servita: i sondaggi, ancora ieri mattina, davano Sarkozy in vantaggio per 52 a 48. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 2/5/2007]