La Gazzetta dello Sport, 16 maggio 2007
La trasmissione Affari tuoi viaggia ormai stabilmente sopra il 30 per cento di share... • Non è un programma Endemol anche questo? Mi pare che ieri, raccontando il fatto che Endemol è stata comprata da Mediaset, lei lo ha nominato
La trasmissione Affari tuoi viaggia ormai stabilmente sopra il 30 per cento di share...
• Non è un programma Endemol anche questo? Mi pare che ieri, raccontando il fatto che Endemol è stata comprata da Mediaset, lei lo ha nominato...
Sì, è un programma Endemol. Anzi è il programma Endemol per eccellenza: quando i dirigenti di Raiuno hanno cominciato a mandarlo in onda – era il 13 ottobre del 2003 – in quella fascia oraria Canale 5 faceva sfracelli con Striscia la notizia, che solo Biagi – qualche volta – era riuscito a superare. Ma arrivarono i pacchi, con Bonolis, e furono guai: Raiuno raggiunse punte prossime al 40 per cento, percentuale d’ascolto che fu addirittura superata di tre punti nell’ultima puntata di Bonolis. Ricorderà che Striscia scatenò una controffensiva pazzesca, accusando la Rai di imbrogliare, sostenendo che il gioco era truccato, che il calcolo delle probabilità mostrava che non si poteva arrivare tante volte alla fine con somme così enormi...
• Mi pare che adesso Insinna si lamenti per non essere ancora mai riuscito a dare i 500 mila euro...
Infatti, il calcolo delle probabilità vale sui grandi numeri, mentre piccole sequenze possono anche dar luogo a risultati statisticamente difformi, che so, alla roulette tredici o quattordici rossi consecutivi che in una sequenza – poniamo – di centomila colpi risultano insignificanti (nel senso che il rosso e il nero saranno usciti in ogni caso circa 50 mila volte uno e circa 50 mila volte l’altro), mentre su venti colpi possono dare la sensazione che il gioco sia truccato. Ma le grida di Striscia e di Ricci significavano che la la Rai, con quel programma, stava mettendo le mani su un bottino gigantesco e infatti oggi uno spot di trenta secondi in mezzo ad Affari tuoi può anche valere 100 mila euro. Ma lei ricorderà anche che a quell’epoca, e con Bonolis imperante, pareva che il successo del programma fosse strettamente legato al suo conduttore. Si diceva: Bonolis andrà via e sarà una catastrofe. Senonché quando Mediaset lo ingaggiò, alla trasmissione non successero poi tutti questi guai.
• Beh, con Pupo non andò mica così bene.
E’ vero, e Striscia ritornò in testa. Però il programma tenne la sua quota del 24-25 e, quando passò alla Clerici, idem: uno share non stratosferico, ma molto dignitoso e comunque tale da non consentire alternative. Insinna, che era già un attore molto noto, ma non popolarissimo, ci ha poi costruito sopra la sua fortuna e siamo tutti curiosi di vederlo fare il poliziotto in una fiction il prossimo autunno. Intanto però il fatto che Affari tuoi si sia ben difeso indipendentemente da chi lo conduceva getta una luce particolare anche sul business di cui parlavamo ieri, cioè l’acquisto di Endemol, la società che lo produce, da parte di Mediaset.
• Cioè?
Cioè mostra la forza dei cosiddetti format e ci dice che affare, in termini qualitativi, abbia fatto la famiglia Berlusconi. Affari tuoi fa vedere infatti che, indovinando il format, il 70 per cento del problema è risolto. Che cos’è il format? il formato della trasmissione, il suo meccanismo. Se lei dovesse raccontare a qualcuno che non lo ha mai visto come funziona Affari tuoi non descriverebbe la puntata di ieri, ma direbbe qualcosa come: si distribuiscono dei pacchi a venti concorrenti, dentro ogni pacco c’è un premio grande o insignificante, uno dei venti concorrenti viene chiamato al banco, eccetera eccetera. Senza saperlo, descriverebbe proprio il format. Ora Endemol non fa altro che girare il mondo a comprare format quando, in misura minore, non li inventa in proprio. In biblioteca ne ha almeno 500 se non, come dicono alcuni, addirittura 700. Endemol sarebbe cioè in grado di riempire, con le idee che possiede, sia i palinsesti delle tre Rai che quelli delle tre Mediaset per tutte le 24 ore. E senza farla troppo lunga sul problema del conduttore.
• E quand’è che il conduttore è decisivo?
Ieri ho letto Gerry Scotti che si affrettava a commentare l’affare Endemol con questa dichiarazione: «Ehi, ragazzi, attenti, il format non è tutto, il conduttore conta...». Purtroppo il conduttore conta per un 20-30 per cento, non di più. Proprio La corrida, prima di essere il grande successo di Gerry, è stata il gran successo di Corrado. E L’eredità? Amadeus se n’è andato convinto che alla Rai avrebbero pianto. La Rai l’ha lasciato andare, ci ha messo Carlo Conti e fa più ascolto di prima. Un conduttore può forse affossare un format. Ma se un format non funziona, non c’è conduttore che possa trasformarlo in un successo. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 15/5/2007]