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 2007  maggio 27 Domenica calendario

Oggi dieci milioni di italiani vanno a votare per rinnovare 830 consigli comunali e sette consigli provinciali

Oggi dieci milioni di italiani vanno a votare per rinnovare 830 consigli comunali e sette consigli provinciali. In ogni comune, naturalmente, si tratta di scegliere anche il sindaco e in ogni provincia il presidente della provincia.

• Bisogna che sindaco o presidente abbiano più del 50 per cento dei voti, vero?
Esattamente. Per le elezioni di questo tipo – che definiamo come “amministrative” –, bisogna che il sindaco o il presidente della provincia prendano più della metà dei voti. Se nessuno ci riesce al primo colpo, si va al ballottaggio tra i due meglio piazzati. Per esempio, oggi e domani votano ancora in Sicilia, c’è il ballotaggio nei 21 comuni dove quindici giorni fa nessuno ha raggiunto la maggioranza assoluta dei consensi. Ballottaggi ce ne saranno parecchi anche stavolta (si faranno il 10 giugno), perché corrono un mucchio di liste. Pensi che a Genova, la piazza politicamente più importante di queste elezioni, sono in gara dieci sindaci sostenuti da 23 sigle. Il foglio su cui votano i genovesi è lungo ottanta centimetri: su una scheda normale tutti quei voti non entravano.

• Non sarà che tutti questi candidati cercano un buco per infilarsi nel grande affare della politica? Sto ripensando ai discorsi di ieri.
Beh, qualcosa del genere è certamente in atto. I candidati consiglieri sono 36 mila, gli aspiranti sindaci tremila, le liste in gara 4.331. Una bella moltiplicazione di partiti. D’altra parte deve aver fatto scuola il caso del radiotelegrafista Giancarlo Fatuzzo.

• Chi?
Fatuzzo, l’uomo che a 43 anni fondò il Partito dei pensionati facendo questo ragionament se i pensionati sono 15 milioni, sarà bene che abbiano qualcuno che li rappresenti. Entrò in consiglio comunale a Bergamo, poi in consiglio provinciale, poi nel consiglio regionale della Lombardia e finalmente partecipò alle Europee del 1999. Rizzo e Stella, nel loro famoso libro, gli hanno fatto i conti in tasca: investì in quella campagna elettorale 16 milioni di lire, e ottenne poi come rimborso dallo Stato (è appunto il nostro discorso di ieri) un miliardo e 276 milioni per un margine equivalente al 18 mila per cento. Non sol alle politiche dell’anno scorso, non avendo ottenuto da Berlusconi sufficienti garanzie (non mi chieda di spiegarle il significato della parola “garanzie”), si mise con Prodi e gli portò i suoi 340 mila voti, quelli che gli servivano per vincere – sia pure di un pelo – le elezioni. Sul partito dei pensionati e l’occasione perduta, Berlusconi è un anno che parla da solo. E del resto sei mesi fa Fatuzzo s’è pentito ed è ripassato col centro-destra dove viene trattato con ogni riguardo. Vede dove si può arrivare azzeccando la lista giusta e riuscendo a entrare in un consiglio comunale?

• C’è il partito dei pensionati anche in queste elezioni?
Beh c’è sicuramente un partito dei pensionati che corre a Bastia Mondovì, in provincia di Cuneo. I giornali ne hanno parlato perché il candidato sindaco in questione è piuttosto giovane: appena 32 anni. Come mai - ci si chiede - quest’uomo così giovane, di nome Samuele Monti, ha preso tanto a cuore la sorte dei vecchi? E invece un uomo molto vecchio, che si chiama Mario Spallone, ha 90 anni ed è stato medico di Togliatti, ha messo al primo punto del suo programma «ridare la speranza ai giovani»? Vedi quante stranezze nelle elezioni amministrative! Spallone corre a Lecce dei Marsi, con una lista che porta il suo nome. Il candidato sindaco più giovane in assoluto è invece di Rifondazione, si chiama Angelica Osti, ha 19 anni e corre a Zevio, paese di dodicimila abitanti in provincia di Verona.

• Non ci sono liste un po’ più importanti di quella dei pensionati?
Sì. certo. Ci sono piazze dove i partiti del centro-destra o quelli del centro-sinistra hanno litigato tra loro e dove presentano candidati in concorrenza che danneggeranno i rispettivi schieramenti. A Verona è successa un’iradiddio perché la CdL voleva mettere in campo Alfredo Meocci, quello che è stato per un po’ direttore generale della Rai, e la Lega non sentiva ragioni, voleva Flavio Tosi. Alla fine hanno fatto contenta la Lega stabilendo che in caso di vittoria Meocci farà il vicesindaco. Nel centro-sinistra la spaccatura più seria è a Taranto, città oltre tutto in crisi gravissima: da una parte una specie di Partito democratico, dall’altra quelli della sinistra radicale però con i mastelliani, che è abbastanza strano. Come ho detto, a livello locale può succedere di tutto e in Sicilia abbiamo anche visto un asse Udc-Ds. Anche la Marta Vincenzi, che a Genova promette di fare strage degli avversari, è sopportata dai suoi con fastidio. Per candidarsi ha dovuto vincere le primarie lo scorso febbraio, facendo un dispetto a Burlando, Pericu e agli altri notabili della sinistra cittadina. Le primarie: un’ottima cosa, no? [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 26/5/2007]