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 2007  giugno 09 Sabato calendario

La foto che girava ieri su Internet (almeno sui siti italiani) mostrava Bush e Prodi all’aria aperta, tutti ridenti, niente cravatta, aria sportiva

La foto che girava ieri su Internet (almeno sui siti italiani) mostrava Bush e Prodi all’aria aperta, tutti ridenti, niente cravatta, aria sportiva. Fotografati, naturalmente, al vertice di Heiligendamm, in Germania. Come si sa, i due si rivedranno oggi alle due del pomeriggio, a Roma. Bush è arrivato nella capitale stanotte e la città è blindata. Sono previste due manifestazioni, una delle quali (corteo da piazza della Repubblica a piazza Navona intitolato “No Bush, no war”) viene giudicata “a rischio”. Veltroni ha detto: «Roma in genere regge, ma se non fossimo preoccupati saremmo degli irresponsabili».

• Che senso ha tornare a incontrarsi il giorno dopo e con tutti questi rischi, poi? Se avevano qualcosa da dirsi, non potevano parlarne in Germania?
Ha ragione, ma, nello stesso tempo, ha torto. Quello era un vertice tra potenti, questa è la visita di un capo di Stato a un paese amico. Su questo, c’è il casino. Bush è un amico? Bertinotti gli stringerà la mano? Se è tanto amico perché ci sarà tutta quella gente in strada a manifestare? E cosa sono tutti quei poliziotti armati fino ai denti, i cecchini sui tetti, le strade svuotate, la città che non può essere sorvolata da nessun aereo, il cacciatorpediniere Luigi Durand che incrocia al largo di Fiumicino? Un marziano che capitasse a Roma oggi, non penserebbe che Bush è un amico.

• Quindi?
Quindi la visita avrà conseguenze politiche. Il presidente, dopo aver incontrato Napolitano, il Papa e il segretario della Santa Sede Tarcisio Bertone , doveva andare a far visita alla Comunità di Sant’Egidio, i laici di Andrea Riccardi, molto amici degli americani, che vivono in un convento a Trastevere. Niente, dopo aver esaminato il percorso – tutto stradine molto pittoresche, ma abbastanza impossibili per le limousine presidenziali – Cia e Fbi hanno detto: «Lasciamo perdere». Sarà Riccardi con i suoi ad andare a palazzo Margherita a trovare Bush. Naturalmente il centro-destra è saltato su. Berlusconi: «La solita Italietta». Bondi: «Venite a darci spiegazioni in Parlamento, per favore». Accade infatti anche quest mentre Napolitano, Prodi e D’Alema ricevono Bush e gli fanno le moine che si devono a un presidente amico, altri membri del governo o comunque rappresentanti della maggioranza saranno in piazza a gridare contro il presidente e l’America. Potrebbe non accadere – perché fino a questo momento di adesioni dichiarate non ne ho lette – ma è piuttosto probabile che accada e in questo caso l’opposizione si prepara a chiedere conto al governo dei suoi rapporti con gli Stati Uniti. Si farà in modo di portare la discussione al Senato. Si presenterà una mozione o un ordine del giorno di amicizia con gli Usa. La sinistra radicale, in imbarazzo, potrebbe non votarlo. Tanti saluti a Prodi.

• Accadrà?
Potrebbe accadere. Tanto più se oggi dovesse capitare qualcosa. Bush va alle 10 al Quirinale, alle 11 in Vaticano, alle 12.30 dovrebbe ricevere Riccardi all’ambasciata, alle 14 incontro con Prodi e D’Alema a palazzo Chigi, alle 16 conferenza stampa insieme al nostro presidente del Consiglio, dopo rientro a Villa Taverna, in casa dell’ambasciatore Spogli. La sera si presenterà a Villa Taverna anche Berlusconi. Anzi “il mio amico Berlusconi”, come ha detto Bush.

• E’ normale?
Insomma. Prodi ieri ha minimizzato. Dice che gli americani gli hanno chiesto un parere preventivo, un gradimento all’incontro e lui ha dato il gradimento. Ha fatto notare che anche lui, quando va in visita all’estero, incontra i capi dell’opposizione. Insomma. un fatto che questa amministrazione Usa aveva un rapporto più stretto col precedente governo e che con questo governo ci sono stati parecchi problemi. un fatto che Prodi non è stato invitato alla Casa Bianca, come di solito accade ai nostri presidenti del Consiglio appena insediati. E non si sa neanche se e quando questo invito ufficiale ci sarà. L’ultima volta che è andato in America, Berlusconi s’è fatto applaudire per mezz’ora di seguito.

• Ieri a Genova l’hanno preso a uova marce.
Ho visto, ho visto. Lui dice che sono i soliti comunisti e giura che «il popolo è con lui». Domani ci sono i ballotaggi delle amministrative e se il centro-sinistra perde a Genova... Berlusconi ha detto che è pronto a sostenere un governo di sinistra guidato magari da Dini e che si impegni a non andare oltre la primavera del 2008. Mastella e Casini si fanno delle affettuosità. Di Pietro dice che vuol vederci chiaro sul caso Visco-Speciale e che la storia non è finita. Il quadro è in movimento, molto in movimento... [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 8/6/2007]