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 2007  giugno 23 Sabato calendario

E’ finito il ciclo alla radio di Fiorello ed è inutile fare troppi ragionamenti: è stato un successo clamoroso, gli ultimi dati Audiradio mostrano che Radiodue è in forte ripresa su Radiouno e Radio Deejay grazie solo a quell’ora e passa di trasmissione: +4,3 per cento

E’ finito il ciclo alla radio di Fiorello ed è inutile fare troppi ragionamenti: è stato un successo clamoroso, gli ultimi dati Audiradio mostrano che Radiodue è in forte ripresa su Radiouno e Radio Deejay grazie solo a quell’ora e passa di trasmissione: +4,3 per cento. Il New York Times...

• Oh, oggi non faccia il noioso, parliamo di Fiorello e ci ricordi qualche battuta di Fiorello...
Fiorello che dice: «Il mio unico titolo di studio è il battesimo». Fiorello che fa il papa e padre Georg (fino a che non ha smesso): «Cosa foliono qvesti ciovani qvi sotto? Perché non lasciano in pace cente che lafora?». Fiorello che chiama D’Alema con la voce di Nanni Moretti: «Massimo, io e te siamo culo e camicia». E D’Alema: «Io sono la camicia». Bush che arriva a Roma: «George ha letto tutti i libri di Moccia. Non gli sono piaciuti. Ma è la prima volta che riesce a leggere un libro per intero». Il “digiamooo” di La Russa...

• I politici sono gli sfottò migliori. Come fu che fece fare la gara di marxismo a Bertinotti?
C’era Bertinotti, e Fiorello indice il trofeo Marx: è più marxista Tremonti o Sandro Bondi, Totti o Valentino Rossi, Vespa o Emilio Fede? Bertinotti deve decidere. Vincono Tremonti, Totti e Vespa. Tra Confalonieri e Berlusconi sostiene che è più marxista Berlusconi (perché il padrone di Mediaset in questo momento è Confalonieri) e alla fine assegna il trofeo a Veronica Lario, la più marxista di tutte. Trovandosi davanti una poesia da leggere, si impegna seriamente sui versi: «Italia, è tempo di credere, Italia, che siamo tantissimi...» lamentandosi solo che ci sono troppe “erre”. Quando Fiorello gli dice che si tratta dell’inno di Forza Italia, risponde: «Beh, leviamo il Forza e teniamoci l’Italia e va bene lo stesso...». Cioè, i politici da lui diventano anche spiritosi. Fassino ha cantato Ventiquattromila voti sull’aria di Ventiquattromila baci, Casini, invitato al microfono, non ha indovinato una nota, ma non s’è tirato indietro...

• Ma perché ci vanno?
Perché a Fiorello riesce l’operazione impossibile di renderli simpatici. E questo è un elemento forte del consenso, per cui i politici corrono. Tutti pensano che Fiorello stia col centro-sinistra, ma lui ha spiegato: «Non sono politicamente schierato, sono politicamente scorretto».

• Beh, però si guarda bene dall’entrare in qualche polemica...
E’ vero fino a un certo punto. entrato molto seriamente nella faccenda Visco-Speciale. «Non ho voluto intromettermi nell’attualità politica, interferire in una vicenda all’esame del Parlamento, figuriamoci. Semplicemente, mi sono tolto una curiosità personale. Ho chiesto agli ascoltatori in sala se, secondo loro, aveva ragione il viceministro o aveva ragione il generale della Guardia di finanza. Quasi tutti stavano con il generale. Un sondaggio fai-da-te, nulla di scientifico per carità, ma indicativo». Il 6 giugno, a fine programma e davanti al giornalista del Corriere Aldo Cazzullo, ha ripetuto l’esperimento: «Allora: alzi la mano chi sta con Visco». Quattro, timide braccia nell’ala sinistra della sala. «Ora alzi la mano chi sta con il generale». Almeno una quarantina. Fiorello sorride: «Signora non alzi entrambe le braccia, lei non sollevi anche le ascelle...». Una ventina preferisce non esprimersi. «L’altra volta era andata anche peggio per Visco. Si vede che la difesa politica avanza». Poi ha spiegato che quella vicenda lo ha appassionato in modo particolare perché il padre Nicola era finanziere, una volta tentarono di corromperlo e lui mandò via indignato il personaggio che era venuto a trovarlo a casa. Ha raccontato che Speciale lo conosce, è siciliano e gli ha sempre dato l’idea di un uomo di forte tempra morale. Tutto questo però raccontato alla sua maniera, sempre sorridendo, sempre con una disponibilità, una capacità di coinvolgimento verso il pubblico che il pubblico percepisce subito e che ricambia. L’altro giorno, per chiudere il ciclo del programma, ha fatto la sfilata intorno al palazzo con Baldini, Mike Bongiorno vestito da clown e il maestro Cremonesi («oggi Cremonesi la dà gratis!») e a un certo punto si sono dovuti rifugiare in un portone perchè s’era assiepata una folla, con molti scolari, e il traffico romano intorno a via Asiago era stato interrotto. Fiorello, alludendo a Mike: «Sapete, avevamo con noi un bambino di 83 anni...»

• E Il New York Times?
Il New York Times l’anno scorso si accorse di questo fenomeno mediatico fuori del comune e ci fece su un articolo («Il comico italiano va in vacanza, i suoi fan sono in lutto»). Anche il giornale americano, come tutti, si chiedeva il perché di questo successo, con tutto il dibattito che segue. La risposta è in realtà molto semplice e l’ha data Aldo Grasso l’altro giorno: «Si tratta della risorsa più rara e meno tecnologica che esista: il talento». [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 22/6/2007]