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 2007  luglio 31 Martedì calendario

Lorenzo Cesa, il segretario dell’ultracattolica Udc, ha proposto che il Parlamento faccia qualcosa per favorire il ricongiungimento tra famiglie e parlamentari

Lorenzo Cesa, il segretario dell’ultracattolica Udc, ha proposto che il Parlamento faccia qualcosa per favorire il ricongiungimento tra famiglie e parlamentari. Si tratterebbe, a quanto si è capito, di dare ai deputati e ai senatori un’indennità in più, che integri i 15 mila euro mensili che si mettono in tasca adesso, evidentemente troppo pochi per farsi seguire nella Capitale da moglie e figli. In questo modo si eviterebbero, secondo Cesa, episodi come quello dell’onorevole Mele, costretto dopo sei giorni di astinenza a portarsi in albergo due prostitute e smascherato poi dal fatto che una di queste si è sentita male.

• Sta scherzando?
E’ la conferenza stampa che Cesa ha tenuto ieri mattina. Ha annunciato di aver accolto le dimissioni di Cosimo Mele dal partito e...

• Aspetti, aspetti. Mi racconti la storia, prima.
Sabato mattina un’ambulanza del 118 ha prelevato una ragazza all’hotel Flora di via Veneto a Roma e l’ha portata all’ospedale San Giacomo. Vaneggiava, vomitava ed era sotto l’effetto della cocaina. Ha detto di chiamarsi F.Z., di avere 29 anni e di essere stata costretta a prendere delle pasticche (affermazione poi ritrattata). I medici hanno chiamato la polizia. F.Z. ha raccontato di aver partecipato a un festino con un politico. A suo dire, c’era anche un’altra ragazza. Roma è stata subito invasa dal chiacchiericcio su chi fosse questo politico... Finché alle otto e mezza di sabato sera, l’onorevole Cosimo Mele, dell’Udc, ha fatto sapere: «Il politico del Flora sono io».

• E chi è ’sto Cosimo Mele?
Cinquant’anni, due mogli, due figli maschi dalla prima, una figlia dalla seconda che è incinta e sta per dargli il quarto figlio (una femmina). Questa seconda moglie, ha quanto ha detto Mele ai giornalisti, ha passato la giornata di domenica a piangere. E ti cred il marito è già stato in galera nel ’99 per una vicenda di tangenti incassate – secondo l’accusa – all’epoca in cui faceva il vicesindaco di Carovigno, provincia di Brindisi, suo paese natale. La vicenda giudiziaria è in corso. La polizia ha battezzato quell’affare "Operazione Montecarlo" perché Mele e il sindaco di Carovigno, Vito Angelo Perrino, se ne andavano volentieri a giocare i soldi alla roulette di Montecarlo o di Venezia. A quanto raccontano a Carovigno, la roulette per Mele è una mania.

• Come mai uno così è diventato parlamentare?
Questo bisognerebbe chiederlo all’onorevole Casini, presidente dell’Udc e padrone del partito. Perché – vede – la legge elettorale di Berlusconi, tanto esecrata, impedisce agli elettori di scegliere gli eletti e dà ai partiti la responsabilità completa della classe dirigente nelle cui mani ci mette. Quindi l’Udc dovrebbe spiegare, magari per bocca del segretario Cesa: come mai un tizio simile sta in Parlamento? Badi che non c’è niente di penalmente rilevante, anche se ieri la Procura di Roma ha fatto sapere di voler aprire un’inchiesta. La questione riguarda il livello dei parlamentari, morale e culturale. Perché i giornalisti, dopo il fattaccio, hanno fatto delle domande a Mele e Mele, teoricamente cattolicissino e difensore della famiglia, ha dato risposte che sono di una pochezza imbarazzante.

• Che cosa ha detto?
Ha detto che venerdì sera era a cena con gli amici al ristorante Camponeschi di Roma, in piazza Farnese, dietro Campo de’ Fiori. E qui va già male, perché, mentre l’onorevole festeggiava, i suoi colleghi alla Camera stavano votando la riforma dell’ordinamento giudiziario. A un certo punto è arrivata questa F.Z., ha fatto un bel po’ di moine e Mele dice di non aver capito di che si trattava. Però, dopo, l’ha portata in albergo e le ha fatto un regalino. Il Flora costa 500 euro a notte come minimo, 500 euro sottratti – lei lo capisce – a un deputato che ha il problema di ricongiungersi con la famiglia. Mele dice che della seconda ragazza non sa niente, sostiene che è arrivata mentre lui dormiva. Niente neanche sulla coca: «L’avrà presa lei per conto suo». S’è vantato di aver avuto il coraggio di chiamare: «Sono orgoglioso di me, perché sapevo che in quel modo sarei stato scoperto». Naturalmente se non avesse chiamato il 118, sarebbe stato incriminato per omissione di soccorso. A domanda sulla famiglia, risponde: «Questa storia non c’entra nulla con i valori della famiglia». Sui suoi elettori: «Agli elettori non frega nulla se vado con una donnina». Chiama infatti le prostitute donnine. Il finale della storia è che Cesa vuole aumentare l’assegno dei parlamentari per permettere i ricongiungimenti. Guardi che è possibile: dalla casta ci si può aspettare di tutto. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 30/7/2007]