Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  agosto 28 Martedì calendario

Bossi, dichiarando che la sua frase di domenica scorsa («I lombardi non hanno mai tirato fuori i fucili, ma per farlo c’è sempre una prima volta») era solo una battuta, ha annunciato lo sciopero del lotto, che sarà proclamato dalla Padania martedì prossimo

Bossi, dichiarando che la sua frase di domenica scorsa («I lombardi non hanno mai tirato fuori i fucili, ma per farlo c’è sempre una prima volta») era solo una battuta, ha annunciato lo sciopero del lotto, che sarà proclamato dalla Padania martedì prossimo. Slogan: «Io non gioco più». Obiettivo: sgonfiare le entrate del «fisco iniquo» che provengono da lotto, enalotto e superenalotto. Fassino e Rutelli hanno chiesto a Berlusconi di prendere le distanze da Bossi, così come hanno fatto Ds e Margherita quando - per esempio - il rifondarolo Caruso ha insultato la memoria di Marco Biagi. Berlusconi ha fatto sapere: «Non dico niente».

• Ma perché Bossi annuncia che i lumbard ricorreranno alle armi, quando si sa benissimo che la cosa non sta né in cielo né in terra?
Bossi ha cominciato parlando di “sciopero fiscale”. Poi – sabato, in un altro comizio tenuto a Vittorio Veneto e che ci siamo già dimenticati – ha detto che non sarebbe stato veramente uno sciopero, ma «una protesta fiscale, una ribellione. Il programma procederà per step, ne attueremo uno per volta». “Step”, cioè “passi”. Ha aggiunto che questi passi saranno «cinque o sei». I giornali di domenica hanno titolat «Bossi frena». Oppure: «Marcia indietro di Bossi». Bossi ha subito corretto il tiro, perché tutto vuole tranne che la Lega sembri un partito che fa «marcia indietro» o che «frena». Per avere successo, non dimentichiamolo, la Lega deve avercelo duro.

• Quindi, dice lei, è solo propaganda. Però non capisco lo stesso perché Bossi deve fare tutto questo rumore.
E’ convinto, come Berlusconi, che il governo cadrà presto e che ad aprile si andrà alle elezioni. Oltre tutto in questo modo si eviterebbe il referendum, che non piace alla Lega e non piace a un mucchio di piccole formazioni. L’argomento che, sciogliendo così presto le Camere, i parlamentari perderanno il diritto alla pensione (i due anni e mezzo scadono il 28 ottobre 2008), non è forte come prima. Anche Veltroni sembra favorevole al voto nella prossima primavera. Essendo diventato capo del Partito democratico da pochi mesi, nessuno potrà dare a lui la colpa della sconfitta. Questo gli garantirà cinque anni di leadership sui suoi. Non così nella primavera del 2009: la vittoria di Berlusconi sarebbe colpa sua e dovrebbe uscire di scena.

• Ma lei pensa che Bossi riuscirà davvero a fare la protesta fiscale?
C’è questa cosa del lotto, abbastanza singolare. Oltre tutt come si potrà controllare sul serio se l’iniziativa ha avuto successo o no? Mi figuro polemiche infinite sui dati. Quanto al resto, qualcosa di quello che i leghisti hanno in testa s’è capito lo stesso. Il fisco è molto comprensivo con chi sbaglia qualche formalità, purché il dovuto sia stato integralmente versato. Quindi se io sbaglio indirizzo e pago le tasse alla Regione invece che allo Stato, non mi succederà praticamente niente. Lo Stato però, privo a un tratto di soldi, si troverà in un guaio e dovrà oltre tutto mettere in moto un’azione di recupero del denaro e magari anche un contenzioso con centinaia se non migliaia di contribuenti. Questo almeno sarebbe il quadro se alla protesta col sistema dello sbaglio aderissero in centinaia di migliaia. Io ci credo poco.

• Perché?
Mi figuro che la protesta, in questo periodo dell’anno, riguardi gli adempimenti delle società o delle partite Iva. Che le società possano essere indotte a fare volontariamente “sbagli” di questo genere mi sento di escluderl gli amministratori rispondono al loro azionista e non vedo azionisti disposti a correre rischi, anche finanziari, nemmeno per amore di Bossi. escluso poi che padroni o padroncini militanti della Lega possano indurre i loro amministratori a fare queste strane carte false: gli amministratori rispondono anche di fronte alla legge e francamente non li vedo così eroici. Restano le partite Iva. E può darsi che lì qualche successo la Lega lo raccolga. Ma insomma, è poca roba.

• E allora?
Bossi e Formigoni hanno in programma un incontro con Prodi a metà settembre, per l’attuazione dell’articolo 116 della Costituzione, quello che riguarda le competenze delle Regioni. Lì, per esempio, Bossi potrebbe annunciare i contenuti della protesta. Cioè rendere chiara la minaccia – il come della disobbedienza – e mostrare che è possibile attuarla. Ci sarebbe polemica, qualche leghista amico magari comincerebbe a fare sbagli, i cinque o sei step previsti terrebbero alta la tensione per qualche settimana o mese. Eccetera eccetera. Campagna elettorale. Anche se il governo non cade, anche se a primavera non si vota – deve aver pensato Bossi –, male non fa. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 27/8/2007]