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 2007  settembre 18 Martedì calendario

Ieri sera Prodi è andato a Porta a porta, ha detto che l’Irpef non si taglia e che per l’Ici si vedrà

Ieri sera Prodi è andato a Porta a porta, ha detto che l’Irpef non si taglia e che per l’Ici si vedrà. Ha dedicato qualche frase anche a Beppe Grillo. Per esempio, al fatto che Grillo lo chiama “valium” ha riposto: «No, quale valium, io sono sveglio come un grillo». Poi ha detto: «Le cose bisogna farle con calma e con serenità, non stiamo a dirigere per fare spettacolo [...] Non so quanti voti prenderebbe Grillo, ma già oggi c’è chi lo critica per avere deciso di scendere in campo. difficile passare dalla critica alla proposta. Un conto è l’appello generico, altra cosa è scontrarsi con i problemi concreti». Grillo, dal suo blog, ha risposto a lui e agli altri che lo hanno attaccato: «I politici? Solo chiacchiere e televisione. La politica all’improvviso è invecchiata di dieci anni. nuda di fronte ai cittadini, con le sue rughe, il suo belletto, le zampe di gallina intorno agli occhi, i suoi giornalisti. Chi guarda la televisione spera che un commesso si avvicini a D’Alema o allo psiconano e gli sussurri in un orecchio: “La festa è finita, non si renda più ridicolo”».

• Chi ha ragione?
Ha ragione Prodi quando dice che una cosa è fare appelli, un’altra confrontarsi con i problemi concreti. E ha ragione Grill il fiume di parole dei politici nasconde il nulla, mentre ci si riempie la bocca di discorsi immensi, si partoriscono poi pochi e confusi provvedimenti, frutto di mediazioni sfiancanti e di cui nessuno capisce il senso strategico. Per esempio, ieri sul blog di Grillo c’era l’intervista audio a Daniele Pellicciardi, il figlio della coppia massacrata a Treviso. Un componente di quella banda era fuori grazie all’indulto e il giovane Pellicciardi ha raccontato al suo intervistatore di aver scritto una lettera a Mastella per chiedergli conto di questo indulto che apparentemente gli ha ammazzato il padre e la madre. Non ha mai ricevuto risposta. Ho citato l’episodio solo per dare un altro esempio della pochezza di chi ci governa.

• Quindi secondo lei Beppe Grillo fa bene a scendere in politica e hanno torto tutti quelli che lo attaccano.
Non capisco gli attacchi sulla faccenda delle liste civiche e del bollino. Lei sa che Grillo ha detto che alle prossime elezioni comunali si potranno candidare delle liste civiche formate da suoi simpatizzanti ai quali sarà permesso di mettere il nome Beppe Grillo nel logo. Grillo, dal suo blog, certificherà che i componenti di queste liste non sono indagati né condannati, non sono iscritti a nessun partito, non sono vecchi marpioni della politica o loro emissari. Forti di questa benedizione, le liste civiche potranno, se votate, mandare deputati nei consigli comunali. Questo essendo il proposito, non capisco come si possa criticarlo. Non siamo in democrazia? Non c’è la libertà di associarsi, di farsi propaganda, di sollecitare il voto? Un libero cittadino (Beppe Grillo) non può adoperando un mezzo legittimo (il suo blog) dar giudizi su una lista e manifestare le sue preferenze? Guardi che questa discussione precede addirittura il merito delle cose che Grillo dice, qui si discute un diritto che prescinde del tutto dai programmi elettorali.

• Grillo vuole distruggere i partiti esistenti.
Ha diritto di sostenerlo e di adoperarsi con tutti i mezzi previsti dalla Costituzione per riuscirci. Se volesse sciogliere i partiti con un colpo di stato dovrebbe essere messo in galera. Ma, finora, non si tratta di questo. Grillo è così certo che i partiti come noi li conosciamo siano prossimi alla disgregazione da discredito da ritenere che gli basterà far presentare alle elezioni un centinaio di liste Grillo per mandare tutti a casa. Chi potrebbe contestare a un cittadino il diritto di perseguire il suo scopo per questa via?

• Dunque anche lei pensa che i partiti vadano sciolti.
I partiti hanno almeno tre problemi. Primo problema: sono fatti in modo che non sia mai possibile un rinnovamento della classe dirigente. Secondo problema: reclamano il nuovo, ma pretendono che questo nuovo abbia una forma a loro gradita, rifiutano l’idea ovvia che il nuovo – proprio perché nuovo – si presenti in una forma inaspettata. Terz credono che la democrazia si identifichi con la loro sopravvivenza. Ma una società può essere democratica in molti modi e la nostra – avvinta dai conflitti di interesse, dalle lobbies corporativo-finanziarie, dal fastidio crescente per la libertà di stampa – non è poi così democratica. Potremmo esser democratici, cioè, anche con partiti diversi e sistemi diversi.

• E’ vero che con Grillo in campo a rimetterci sarebbe soprattutto la sinistra?
Forse sì. La controprova è che su Grillo Berlusconi non ha ancora detto una parola. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 17/9/2007]