vanity, 20 novembre 2006
Il maxi emendamento
• Prodi ha risolto i problemi sulla Finanziaria col vecchio sistema del maxi-emendamento: ha preparato un testo di 830 commi, ci ha messo sopra la fiducia (facendo cadere tutte le altre proposte di modifica) e ha costretto i deputati a dire di sì, pena la caduta del governo. S’è fatto il conto che le Commissioni parlamentari non hanno esaminato che 30 di questi commi, dunque è del tutto possibile che i deputati non sappiamo letteralmente che cosa hanno votato. Giannelli sul Corriere ha disegnato una vignetta-capolavoro: si vede Napolitano sulla soglia di un appartamento alla cui porta c’è Prodi vestito da cameriera che non lo fa entrare e gli dice: “Spiacente, ma la democrazia parlamentare è uscita. Io sono solo la governante di fiducia”. E’ chiaro che il governo metterà la fiducia anche al Senato, dove centro-destra e centro-sinistra si equivalgono. Tutti i commentatori segnalano un serrato corteggiamento di questi a quelli e di quelli a questi che ha come scopo di favorire il salto di schieramento e alterare l’equilibrio delle forze. Gli stessi commentatori giurano che, relativamente alla Finanziaria, Prodi ce l’ha ormai fatta e i problemi verranno casomai subito dopo, quando si tratterà di discutere sulle pensioni. Il premier, secondo costoro, salverebbe la pelle anche per la confusione che regna nel centro-destra: l’Udc (Casini) non vuol più sentir parlare di Berlusconi leader e di Casa delle Libertà, Follini ha fatto un altro partito, Bossi ha dichiarato che se l’Unione gli darà il federalismo passerà col centro-sinistra, Fini ha buttato fuori dall’esecutivo Storace. Anche Berlusconi, piuttosto silenzioso, sembra logorato da questi sei mesi di souplesse e dai continui litigi degli alleati. [Giorgio Dell’Arti]