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 2007  gennaio 08 Lunedì calendario

Il centro-sinistra in conclave

• Il centro-sinistra è riunito in conclave nella reggia di Caserta per dare avvio alla fase due del governo e discutere le numerose questioni su cui i partiti della coalizione continuano ad accapigliarsi. Il dilemma di fondo è però in definitiva uno solo: si deve o non si deve discutere con la destra? Chi sostiene che si deve è di fatto un nemico di Prodi. Secondo Prodi, un tavolo in cui il centro-sinistra e il centro-destra discutono insieme serve solo a favorire l’ampia intesa necessaria a mandarlo a casa e varare un nuovo governo. In autunno, Prodi represse con forza il cosiddetto “tavolo dei volenterosi”, promosso da Daniele Capezzone (radicale), Bruno Tabacci e Paolo Messa (Udc) e Nicola Rossi (Ds), che voleva scrivere una serie di emendamenti condivisi alla legge Finanziaria. Anche in conseguenza di quell’alt, la settimana scorsa Nicola Rossi ha lasciato i diessini, con una lettera assai amara a Fassino in cui sostiene che l’unica preoccupazione del centro-sinistra è restare in piedi e che non c’è alcuna speranza che i Ds e i loro alleati modernizzino il Paese. Ma, a questo punto, di che cosa dovrebbero discutere centro-destra e centro-sinistra? Soprattutto del sistema elettorale: si stanno raccogliendo le firme per un referendum che, abrogando certe parti dell’attuale normativa, attribuisce il premio di maggioranza a un singolo partito e rende controproducenti le coalizioni. Per non far fare il referendum, il Parlamento dovrebbe varare una nuova legge. E per varare una nuova legge bisognerebbe che maggioranza e opposizione si mettessero d’accordo, perché qualunque testo non concordato cadrebbe in Senato. Napolitano, nel suo discorso di fine anno, ha fortemente esortato il governo a parlare con l’opposizione e si è iscritto perciò tra i nemici dell’attuale premier. Il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha detto che ci vorrebbe una Convenzione, cioè un posto dove riunire parlamentari di destra e di sinistra più qualche filosofo politico dell’una e dell’altra parte, per stendere finalmente una legge elettorale condivisa da tutti o quasi tutti. Anche Amato, a questo punto, è finito nella lista dei nemici di Prodi. Berlusconi, intanto, aspetta: lui ha proclamato che si deve varare un tavolo di larghe intese già poche ore dopo il voto dell’anno scorso. I sondaggi – mentre continuano a segnalare la poca simpatia degli italiani per l’attuale governo – danno Forza Italia prossima al 29 per cento dei consensi. [Giorgio Dell’Arti]