vanity, 24 aprile 2007
Raccolta firme per il referendum
• Da oggi è in corso la raccolta delle firme per il referendum elettorale, cioè per una consultazione da tenere l’anno prossimo in cui si chieda agli elettori di tagliare certe parti dell’attuale legge elettorale in modo che: 1) il premio di maggioranza non vada più a una coalizione di partiti, ma a una singola lista, quella cioè che avrà preso più voti; 2) la stessa persona non possa candidarsi contemporaneamente in più collegi diventando arbitra di chi entrerà poi effettivamente in Parlamento (sistema delle rinunce); 3) non sia consentito l’ingresso alla Camera ai partiti che non ricevono almeno il 4 per cento dei voti e al Senato ai partiti che non prendono almeno l’8. La raccolta (bisogna mettere insieme almeno 500 mila firme) procede assai bene, con gran dispetto dei piccoli partiti che l’eventuale vittoria del sì cancellerebbe dal panorama politico. Mastella ha già annunciato che farà cadere il governo piuttosto che permettere lo svolgimento della consultazione e giovani di Rifondazione, durante la festa del 1° maggio, hanno dato l’assalto al tavolo per la raccolta delle firme posto in piazza San Giovanni a Roma, distruggendo un mucchio di schede e insolentendo Mario Segni, uno dei promotori: il giorno prima Bertinotti s’era permesso di dire che il referendum mette in pericolo la democrazia, opinione da cui i giovani teppisti di Rifondazione si sono evidentemente sentiti coperti. Infine, il giudice della Corte Costituzionale, Romano Vaccarella, con un gesto forse eccessivo, s’è irrevocabilmente dimesso dalla Consulta perché offeso dalle dichiarazioni di Mastella e Pecoraro Scanio che si son detti certi dell’inammissibilità dei quesiti referendari. Vaccarella pensa che si sia trattato di un’interferenza nel lavoro della Corte da cui il governo avrebbe dovuto prendere le distanze. [Giorgio Dell’Arti]