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 2007  luglio 30 Lunedì calendario

Berlusconi contrario al referendum

Berlusconi, senza avventurarsi in spiegazioni tecniche, si è sempre detto contrario al referendum che corregge la legge elettorale. Motivazione ufficiale: la Lega non vuole e «non possiamo perdere la Lega». Senonché l’unico partito che trarrebbe davvero vantaggio dalla legge elettorale in vigore dopo l’eventuale vittoria dei referendari è proprio Forza Italia: essendo la lista più votata, riceverebbe il premio di maggioranza e potrebbe, anche con il 30 per cento dei consensi, governare da sola. A sinistra sarebbero capaci di fondersi e prendere più voti di Forza Italia? A occhio si direbbe di no. Alle nuove elezioni la sinistra si presenterà probabilmente con due soggetti, piuttosto in conflitto tra di loro: il Partito democratico, frutto della fusione tra Ds e Margherita; e la “Cosa rossa” (chiamiamola così), cioè la lista-federazione tra Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi e Sinistra ex diessina. Il Partito democratico dovrebbe stare tra il 20 e il 25 per cento, la Cosa rossa tra il 15 e il 20. A destra, Fini ha subìto una scissione importante da Storace e Buontempo, e Berlusconi, in un incontro di giovedì scorso che deve essere stato drammatico, gli ha dato la notizia: non intende formare il Partito unico della destra e neanche federarsi con An. Anche qui, nessuna spiegazione tecnica, ma la semplice, rassegnata constatazione che “Lega e Udc non vogliono”. Sembra incredibile, ma la spiegazione è stata presa per buona. [Giorgio Dell’Arti]