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 2007  ottobre 14 Domenica calendario

Veltroni segretario del Pd

• Walter Veltroni, sindaco di Roma, viene eletto segretario del Partito democratico, una formazione politica fino ad oggi virtuale e che proprio domenica prossima nascerà davvero: insieme al segretario nazionale e al suo vice, Dario Franceschini, saranno eletti i segretari regionali e l’Assemblea costituente, l’organo che dovrà scrivere le regole di funzionamento del partito.

• Gli effetti di questo voto sulla politica italiana attuale dovrebbero essere notevoli. Veltroni ha soprattutto il compito di recuperare consensi al centro-sinistra, in questo momento nettamente superato nei sondaggi da Berlusconi e i suoi (si parla di un 65 a 35 o addirittura di un 70 a 30 per il centrodestra). Come può riuscirci? Prima di tutto col tempo. E il tempo si può ottenere in due modi: o tentando di far durare il più possibile la legislatura attuale e puntando a un ritorno di simpatia per il 2011 (scadenza naturale); o tentando di far durare la legislatura il meno possibile, rassegnandosi a lasciar vincere il centrodestra in un’elezione anticipata da tenersi – per esempio – l’anno prossimo e lavorando quindi direttamente per il voto successivo, 2013 o anche prima se il discredito che ha colpito Prodi dovesse poi volgersi contro Berlusconi. Ipotesi quest’ultima non così peregrina:la disgrazia principale per qualunque formazione politica sembra essere in questo momento proprio quella di esser messa sulla graticola di palazzo Chigi.

• Veltroni deve battere alcune idee generali che hanno trascinato Prodi nel baratro: l’idea che la sinistra sia il partito delle tasse (ancora domenica, intervistato da Lucia Annunziata, Padoa-Schioppa ha detto che «le tasse sono bellissime»); l’idea che la sinistra sia il partito che protegge i delinquenti (dopo l’indulto dell’anno scorso, scandalo ha suscitato adesso la mite condanna di sei anni e mezzo, e per di più da scontare quasi interamente agli arresti domiciliari, del rom che, guidando ubriaco, aveva ucciso quattro ragazzi ad Ascoli Piceno); l’idea che i politici siano una casta di privilegiati che occupano le posizioni che occupano solo per vanità, sete di potere e avidità di denaro. Su quest’ultimo punto Veltroni ha dichiarato, proprio pochi giorni fa, che il numero di ministri deve diminuire e Prodi se n’è risentito ribattendo che decisioni di quel tipo spettano a lui. Prodi però pensa sul serio di mettere insieme, a Finanziaria approvata, un nuovo governo con meno ministri e sottosegretari e quindi più presentabile sul piano dei costi e, forse, dell’efficienza. Come possa riuscire in un’impresa simile nessuno sa dirlo. Se l’attuale gabinetto è formato da 103 persone (record assoluto nella storia della Repubblica) è perché ogni più piccolo pezzo della maggioranza vuole la sua parte di poltrone: chi rinuncerà a questo in una fase che con ogni probabilità è già di campagna elettorale?

• Se non andrà a votare troppa gente, intanto, Veltroni avrà subito un problema: il futuro segretario ha già detto che un milione di voti sarebbe un risultato straordinario e la tassa da versare al partito per ritirare la scheda è stata per questo abbassata da cinque euro a uno. Ma c’è un altro voto, in corso mentre scriviamo, che può provocare un terremoto ed è quello dei lavoratori sull’intesa firmata a luglio tra Prodi e i sindacati. Si tratta di dir di sì alle norme pensate per cambiare la legge Biagi sul precariato e la legge Maroni sulle pensioni (trasformazione dello scalone in scalini, ecc.). Anche qui, sembra scontato il sì e il problema riguarda le percentuali e la partecipazione. Paradossalmente una vittoria troppo netta o una vittoria troppo striminzita potrebbero avere lo stesso effetto: la sinistra adesso al governo, sentendosi troppo debole o troppo forte, potrebbe voler scuotere la maggioranza, provocando contraccolpi dalla parte moderata dell’esecutivo. Specialmente in Dini e i suoi, che, annunciando di non voler entrare nel Partito democratico e di non essere disposti ad accettare alcuna modifica agli accordi di luglio, si sono già candidati ad eventuale partito della crisi.

• Veltroni ha detto che gli piacerebbe tanto arruolare nelle sue file Veronica Berlusconi e Veronica gli ha risposto di no con molto garbo: «Sono la moglie del leader dell’opposizione e rispetto questo ruolo. Ringrazio Walter Veltroni, colgo nelle sue parole la volontà di superare quindici anni di conflitti, di cercare di costruire una strada diversa rispetto alla demonizzazione dell’avversario». [Giorgio Dell’Arti]