vanity, 22 ottobre 2007
Il governo Prodi alle strette
• Il governo Prodi è talmente alle strette che lo stesso presidente del Consiglio ha confessato a Piero Sansonetti e Gabriele Polo (direttori dei giornali Liberazione e Manifesto) di essersi rassegnato: «Berlusconi ha vinto, è riuscito a comprarsi sette senatori». Con il verbo comprarsi Prodi intendeva che sul serio Berlusconi ha dato dei soldi a sette eletti di Palazzo Madama per trascinarli dalla sua parte. Berlusconi ha smentito e spiegato di avere, casomai, solo «offerto un tetto a chi non ce l’aveva più». Il capo del centro-destra prevede la caduta del governo a metà novembre, quando si farà più serrato il confronto sulla legge Finanziaria.
• La sconsolata confessione di Prodi porta la data di giovedì 18 ottobre. Sabato 20, chiamati a raccolta – appunto – dai quotidiani Manifesto e Liberazione, hanno sfilato lungo le strade di Roma molte migliaia di persone per reclamare una diversa politica del welfare e delle pensioni, in pratica per condannare l’accordo sottoscritto il 23 luglio da governo e sindacati e già approvato dall’81 per cento dei lavoratori. Il giorno dopo, domenica, è scoppiata l’ennesima lite fra il ministro della Giustizia Mastella e il ministro delle Infrastrutture Di Pietro. Casus belli: il giudice catanzarese De Magistris. Costui ha fatto sapere di aver messo sotto inchiesta non solo Prodi, ma anche Mastella, per abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti, concorso in truffa nell’ambito di finanziamenti europei e nazionali. In seguito a questa notizia, il procuratore di Catanzaro gli ha tolto il fascicolo, avocandolo a sé. Di Pietro ha criticato l’interferenza nel lavoro del magistrato (già sotto inchiesta del Csm per volere dello stesso ministro) e Mastella gli ha risposto a brutto muso che lui non ha da nascondere «finanziamenti da cento milioni o Mercedes», allusione pesante a vecchi guai di Di Pietro da cui peraltro il ministro è uscito perfettamente indenne. Di Pietro ha chiesto a Prodi di intervenire e, mentre scriviamo, non sappiamo se Prodi interverrà e come. Riferiamo l’episodio, dunque, soprattutto per mettere al corrente il lettore dell’effettivo, incontrovertibile sgretolamento del governo e della sua maggioranza, ferito a morte dai contrasti interni e dal sorgere di una figura politica troppo forte e destabilizzante, quella del nuovo segretario del Pd Walter Veltroni. [Giorgio Dell’Arti]