15 marzo 1994
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La “Grande preghiera per l’Italia”
Giovanni Paolo II concelebra in San Pietro con i trenta cardinali e i vescovi del Consiglio permanente della Cei la messa che inaugura la «grande preghiera del popolo italiano in vista del giubileo del Duemila». Ricorda il cardinal Ruini: «Erano gli anni di “Mani pulite” e della crisi non solo della Democrazia cristiana ma dell’intero sistema politico italiano. Una crisi che Giovanni Paolo II visse con stupore e sofferenza, non tanto per ragioni attinenti alla politica come tale, ma perché vi vedeva una minaccia per la nostra nazione, per il suo radicamento cristiano e per il suo ruolo in Europa». Ruini è stato il suo luogotenente per l’Italia fin dal convegno ecclesiale di Loreto del 1985 e ha frequentato regolarmente l’appartamento papale («Per lo più lo incontravo a pranzo o a cena dove egli amava soprattutto ascoltare ed esprimersi con frasi brevi, ma spesso assai incisive e rivelatrici del suo animo»). Dal padrone di casa riceve la linea da seguire: «Giovanni Paolo II era libero da preconcetti… per lui non aveva senso un’alternativa tra chiesa locale e movimenti ecclesiali, o tra questi e l’Azione Cattolica» [Fo. 20/5/2010].