28 dicembre 1931
Tags : Wall Street
L’America degli immigrati è un inferno
• Giunge notizia [fonte The
New York Herald Tribune] che gli Stati Uniti non solo non hanno intenzione di
partecipare alla Conferenza europea per le riparazioni e i debiti, in programma
il 18 gennaio all’Aja, ma che hanno anche risolto di rendere tutte le offerte
di soccorso future dipendenti dalla maniera nella quale l’Europa si mostrerà
disposta a risolvere le proprie difficoltà senza temporeggiare. Prima di
affrontare la questione dei debiti, all’Europa viene in particolare chiesto di
assicurare la solvibilità della Germania e di programmare la via per il
ristabilimento economico. Se oltre oceano si preoccupano per le vicende del
vecchio continente, esistono analoghe preoccupazioni nella direzione inversa, in
particolare per le sorti degli emigrati.
• Scrive Amerigo Ruggiero,
corrispondente della Stampa da New York: «Se gli americani soffrono duramente
delle conseguenze della crisi, questa si è abbattuta con la violenza di un
ciclone soprattutto sugli stranieri. Non si possono immaginare la tristezza, la
miseria, lo squallore in cui sono piombati gli estesi quartieri delle grandi
città dove s’ammassa la popolazione immigrata e le comunità formatesi attorno
alle varie industrie che la depressione economica ha paralizzato. A chi ricorda
quei centri pittoreschi, pieni di vita e di rumore, si stringe il cuore a
contemplarli nell’attuale desolazione. È come se vi fosse passato sopra il
soffio mortifero di una invisibile potenza malefica. Nelle città poco apparisce
di mutato, ma solo oltrepassando le porte degli orribili casamenti chiamati slums e venendo a contatto della vita
dei loro abitatori si può comprendere in tutto il suo tragico orrore l’inferno
degli immigrati». [Per leggere tutto l’articolo clicca qui]