• A Rimini, in viale Dardanelli 10, alle 21.30 nasce
Federico Fellini. Il padre Urbano, originario di Gambettola, paese in provincia di Forlì-Cesena, è un rappresentante di generi alimentari, dolci e liquori; la madre, Ida Barbiani, romana, casalinga. Dopo la nascita di Federico, primogenito, i Fellini si trasferiscono per un breve periodo a Roma, per ritornare a Rimini in corso d’Augusto prima e in via Gambalunga poi.
• Nella città romagnola, c’è sciopero dei ferrovieri.
• Al Politeama Riminese va in scena
Glauco di Ercole Luigi Morselli, interpretato da Annibale Ninchi.
• Nasce a Rimini Riccardo, fratello di Federico Fellini. «Nei giochi infantili Federico si rivela riflessivo e solitario, in ogni caso più tranquillo di Riccardino che fa disperare e sfascia tutto». [Kezich 2007]
• Il piccolo Federico Fellini inizia a frequentare l’asilo delle suore di San Vincenzo. «Ricordo le suore di San Vincenzo, presso le quali feci l’asilo. Come avrei potuto dimenticarle, con i loro enormi cappelloni?» (Federico Fellini). [Costantini 1996]
• Federico Fellini frequenta la scuola elementare Carlo Tonini, in via Gambalunga a Rimini. Federico è un bambino cagionevole di salute. Molto magro a causa di uno squilibrio tiroideo, ha una fervida immaginazione, che manifesta nel disegno ma non solo. A sette anni rimane molto colpito dal mondo del circo. Il cinema Fulgor di Rimini diventa la sua nuova casa. A nove anni allestisce spettacoli teatrali con pupazzi realizzati da lui stesso e impara le tecniche fumettistiche copiando le vignette del Corriere dei piccoli e di altri giornali per ragazzi. [Wiegand 2003]
Fellini e Maciste
• Il primo film che Federico Fellini vede al cinema è Maciste all’inferno. Ci va con il padre, al Fulgor di Rimini: «Ero bambino, stavo in braccio a mio padre. La sala era piena, accalcata, fumosa. Ne ebbi una impressione sconvolgente. Allora il cinema era un vero e proprio rito, andare al cinema era come andare in chiesa, anche se in chiesa non c’era quell’atmosfera accaldata e fumosa» (Federico Fellini). [Costantini 1996]
• La famiglia Fellini si trasferisce in via Clementini 9, a Rimini.
Nasce Maria Maddalena Fellini • Nasce a Rimini Maria Maddalena, sorella di Federico Fellini.
Fellini si iscrive al Ginnasio • Dopo aver conseguito la licenza elementare nel giugno del 1929, Federico Fellini si iscrive al Ginnasio-Liceo Giosuè Carducci, in via Gambalunga a Rimini. Durante questi anni ha il primo flirt: «Fu un flirt a distanza, un flirt visivo. (…) Negli anni del liceo mi innamorai della “signora delle ore 11”. A quell’ora si aprivano le persiane del balconcino di fronte e appariva in vestaglia una bellissima donna che parlava col gatto, con i canarini nella gabbietta, con i fiori nei vasi. Quando si inchinava per dar l’acqua ai fiori, la vestaglia le si apriva un po’ sul seno. Aspettavamo quel momento dalle otto e mezza. Qualche volta anche il professore di matematica, che faceva chilometri fra i banchi con le mani dietro la schiena, si avvicinava alla finestra seguendo i nostri sguardi e restava lì a osservare alzandosi e abbassandosi sulle punte dei piedi» (Federico Fellini). [Costantini 1996]
Un nuovo trasloco per i Fellini • La famiglia Fellini lascia l’appartamento di via Clementini e si trasferisce in via Dante, sempre a Rimini.
• Federico Fellini visita Roma per la prima volta: «La cosa che più mi colpì fu la maleducazione che si riscontrava un po’ dovunque nella città. Maleducazione e volgarità. Ma non è che ne fossi colpito in maniera negativa. Avevo intuito sin da allora che la volgarità fa parte del carattere di Roma. È la magnifica volgarità di cui ci hanno lasciato testimonianze gli autori latini, Plauto, Marziale, Giovenale. È la volgarità del Satyricon di Petronio. La volgarità è una liberazione, una vittoria sulla paura del cattivo gusto, un riscatto dal perbenismo. Per chi osserva Roma al fine di esprimerla creativamente, la volgarità è un arricchimento, un aspetto del fascino che la città proietta intorno a sé» (Federico Fellini). [Costantini 1996]
I disegni di Fellini sulla Domenica del Corriere • Achille Beltrame pubblica sulla Domenica del Corriereun disegno di
Federico Fellini con un pesce-luna che si arena sulla spiaggia di Rimini.
Fellini nella scorta d’onore • Fellini sostiene l’esame di quinta ginnasio al liceo
Monti di Cesena. Poi, in divisa, è mandato a Forlì, nella scorta d’onore a
Vittorio Emanuele III, per l’inaugurazione della mostra di Melozzo. «A Federico il sovrano sembra un coniglio e fa ridere i commilitoni imitandone la smorfia». [Kezich 2007]
Il primo amore di Fellini • Federico Fellini si innamora della dirimpettaia Bianca Soriani, detta Bianchina. La ragazzina frequenta l’istituto tecnico, ha due sorelle e un fratello, che intercetta i messaggi di Federico e fa la spia. Quando la madre di Bianchina scopreil corteggiamento da parte di Federico, piovono schiaffi e la ragazzina viene messa in punizione nella sua camera. [Kezich 2007]
• Federico Fellini partecipa al campeggio della Gioventù italiana del littorio a Verucchio, a venti chilometri da Rimini, dove esegue caricature di balilla moschettieri. «Nelle mani del giovane il talento per la caricatura diventa lo strumento per accattivarsi simpatie e guadagnare i primi soldi. A scuola conquista i professori ritraendoli in bei disegni colorati». [Kezich 2007]
• Federico Fellini e l’amico Demos Bonini, pittore, aprono la bottega d’arte “Febo”, dove eseguono caricature ai villeggianti. Fellini firma gli schizzi FE; Bonini li colora con il nome di BO: da qui la scelta di chiamare la società in questo modo. Raggiunta una certa notorietà, Federico propone al gestore del cinema riminese Fulgor di disegnare le caricature degli attori, da utilizzare come locandine pubblicitarie per la programmazione, in cambio di assistere gratis agli spettacoli. [Wiegand 2003]
La prima vignetta firmata da Fellini • Esce sulla Domenica del Corriere, nella rubrica “
Cartoline dal pubblico”, la prima vignetta di
Federico Fellini firmata con la dicitura “Dis. di Fellini”.
Fellini disegna per il periodico 420 • Federico Fellini inizia a collaborare con il periodico satirico 420, pubblicando vignette, fumetti e piccoli articoli.
• Federico Fellini sostiene gli esami scritti al liceo
Monti di Cesena e gli orali al Morgagni di Forlì e ottiene il diploma. Viene promosso nella seconda sessione, poiché rimandato in cultura militare.
Fellini si trasferisce a Roma • Iscrittosi nell’autunno del 1938 alla facoltà di Giurisprudenza di Roma, Federico Fellini parte per la Capitale. In realtà vuole diventare giornalista. All’inizio trascorre le giornate passeggiando per la città e assaporandone l’atmosfera. [Wiegand 2003] Contatta la redazione della rivista satirica Marc’Aurelio, diretta da Vito De Bellis, con sede in via Regina Elena 68 (oggi via Barberini). A riceverlo Stefano Vanzina, segretario di redazione.
Il primo articolo di Fellini sul Marc’Aurelio •
Federico Fellini pubblica il suo primo articolo sul Marc’Aurelio, dal titolo “È permesso?”. Collabora anche come disegnatore satirico e vignettista. In questo periodo conosce Ruggero Maccari.
La famiglia Fellini a Roma • Ida, la madre di Federico, e i fratelli Riccardo e Maddalena raggiungono il giovane Fellini a Roma. Qui, la famiglia va a vivere al primo piano di una palazzina in via Albalonga 13, quartiere Appio-Latino. Il padre Urbano rimane invece a Rimini per motivi di lavoro. «Agli amici romani Federico ha sempre preferito far credere che viveva da solo, anche per il divertimento di condividerne le allegre disavventure attraverso una lunga serie di pensioni e camere ammobiliate. In un primo tempo non ha detto come stanno le cose neanche all’amico più caro, il pittore Rinaldo Geleng, un giovane conosciuto per caso davanti alla vetrina di una rosticceria nella contemplazione di alcuni irraggiungibili supplì». [Kezich 2007]
La prima rubrica di Fellini sul Marc’Aurelio •
Federico Fellini pubblica la sua prima rubrica,
Il raccontino pubblicitario, sul Marc’Aurelio, periodico su cui ottiene buoni guadagni e un certo successo. «I suoi mille talenti e il suo potere di persuasione gli aprivano ogni porta, tanto che grazie a un misto di fortuna, imbrogli e astuzia, riuscì persino a sottrarsi al servizio militare». [Wiegand 2003]
L’intervista ad Aldo Fabrizi • Federico Fellini pubblica su Cinemagazzino un’intervista ad Aldo Fabrizi.
• Federico Fellini inizia a collaborare con l’Eiar, l’Ente italiano audizioni radiofoniche. Partecipa alla stesura di diverse sceneggiature (che non firma), copioni e gag, tra cui
Il pirata sono io di Mario Mattoli con Macario [vedi il
23 ottobre 1940] e le battute per gli spettacoli dal vivo di Aldo Fabrizi. Collabora nel gruppo di giovani che ruota attorno a Cesare Zavattini e conosce lo sceneggiatore Piero Tellini.
Il cerino di Fellini e Maccari • Nella trasmissione radiofonica
Caleidoscopio di
Nunzio Filogamo va in onda
Il cerino, intermezzo scritto da
Federico Fellini e Ruggero Maccari.
Fellini al battesimo della popolarità • Al cinemateatro Quattro Fontane di Roma
Federico Fellini è l’ospite d’onore della rivista Baffi ’41. «Ogni sera il riflettore viene puntato sulla platea indicando un personaggio all’applauso del pubblico. A una replica Federico ha la sorpresa di sentire annunciato il suo nome, accolto da grandi battimani in una specie di battesimo della popolarità». [Kezich 2007]
Fellini sceneggiatore di Avanti, c’è posto • Federico Fellini finisce di collaborare al soggetto del film Avanti, c’è posto, insieme a Cesare Zavattini e Aldo Fabrizi. Si firma Federico. «In questa fase Federico considera il cinema come uno dei tanti giornali ai quali collabora, un giornale più diffuso e che paga meglio. Non tiene affatto alle sue invenzioni, le vende e all’occasione le svende, butta là le idee e se le dimentica come fa con gli articoli». [Kezich 2007] Nel frattempo, si trasferisce in un residence di via Nicotera 26, mentre la madre Ida e la sorella Maddalena tornano a Rimini.
Fellini incontra Giulietta Masina • In un ufficio dell’Eiar, Federico Fellini incontra
Giulietta Masina. Lei lavora lì, interpreta Pallina nella rubrica
Cico e Pallina della trasmissione radiofonica
Terziglio. Lui scrive i testi. Giulietta ha ventun anni, uno in meno di Federico. Studia Lettere e vive a Roma in via Lutezia 11, a casa della zia materna Giulia Pasqualin. Si è trasferita lì per farle compagnia dopo la prematura morte dello zio. Sogna di fare l’attrice e nel frattempo lavora alla radio, per 1500 lire al mese. Dopo il loro primo incontro, avvenuto in modo del tutto casuale, Fellini telefona a Giulietta per chiederle una foto: dalla rubrica Federico vuole trarne un film ed è in cerca della protagonista. Vanno a pranzo in un ristorante di lusso e lei quel giorno mangia due volte: una volta a casa, con la zia severissima, velocemente, quasi strozzandosi, inventando che deve correre all’università per una lezione, e una seconda volta con il suo cavaliere, cui per il momento da del lei, ordinando giusto un piatto di minestrone e una verdura, un po’ perché non ha fame e un po’ per riguardo: non vuole fargli spendere troppo. Fellini è infervorato dalla conversazione. Al momento del conto, lei chiede di dividere ma lui rifiuta categoricamente, estrae dalla giacchetta un gran rotolo di banconote e paga, dando al cameriere una mancia che lascia Giulietta senza parole. Si innamorano subito e la
Masina decide di parlarne quella sera stessa alla zia: «È uno scrittore, uno sceneggiatore, un autore, ha tanti capelli e tanti soldi». Lui, invece, si confida con il pittore Rinaldo Geleng, il suo più caro amico: «È un peperino piccolo piccolo, mi piace tanto, mi fa tanto ridere». Si fidanzano dopo pochissimo tempo e la zia Pasqualin è subito conquistata da Federico, che, al primo invito a casa, le regala un cesto di fiori. [Laurenzi 2000] [
Leggi tutto l’estratto sull’incontro tra Fellini e la Masina]
Il matrimonio di Fellini e Giulietta •
Federico Fellini e
Giulietta Masina si sposano. È da poco stato annunciato l’armistizio [vedi
8 settembre 1943] e a Roma c’è il coprifuoco. Per motivi di sicurezza, la cerimonia di nozze si svolge in casa di monsignor Cornagia, che vive anche lui al primo piano di via Lutezia 11, dove Giulietta risiede insieme alla zia materna Giulia Pasqualin. La cerimonia è semplice: una dozzina di persone circa, i parenti più stretti e i testimoni, Rinaldo Geleng per luie Vittorio Caprioli per lei. Riccardo, il fratello di Federico, con la sua voce da tenore, canta
l’Ave Maria di Schubert. La
Masina indossa un tailleur blu, Fellini un doppiopetto grigio. Nell’aria c’è ancora odore di soffritto. Giulietta, la zia e la cameriera hanno passato la notte a cucinare. Nel primo pomeriggio, dopo le nozze, gli sposi vanno a piazza Colonna a vedere uno spettacolo presentato da Alberto Sordi. [Laurenzi 2000] [
Leggi tutto l’estratto sul matrimonio] «Nella circostanza Fellini ha fatto stampare una partecipazione di nozze tutta disegnata e senza parole. Nella prima pagina del bigliettino alcuni angioletti giocano a palla e con l’aquilone su una nuvola, uno scruta interessato verso il basso con il cannocchiale. Nella pagina centrale ci sono le caricature di Giulietta e Federico, lei in abito bianco e lui in tight e cilindro, inginocchiati al centro di un cuore dove si incontrano due strade di campagna che recano sui cartelli i nomi degli sposi. Alla base del cuore due buffi uccellini sorreggono i biglietti con i rispettivi indirizzi, “via Lutezia 11” e “via Nicotera 26”. Sulla quarta pagina un augurio: un angioletto spicca il salto verso una casetta in basso a destra, mentre i suoi compagni sventolano i fazzoletti e il sole spunta dietro la nuvola. Il cartello, bianco in attesa di un nome, indica il desiderio degli sposi di avere un bambino». [Kezich 2007]
• Il Consiglio dei ministri approva uno schema di legge sulle Forze armate per estendere il servizio militare dal diciassettesimo al trentasettesimo anno di età. [Kezich 2007]
Fellini e il The funny face shop • Federico Fellini fatica a trovare lavoro. Grazie ad alcuni amici riesce ad aprire un negozio di caricature in via Nazionale, The funny face shop, frequentato spesso dai militari alleati. [Wiegand 2003]
• Fellini riceve la visita di Roberto Rossellini: il regista vuole che Federico convinca l’amico Aldo Fabrizi a partecipare al suo nuovo film, Roma città aperta.
Fonti: la cronologia di questo testo è tratta da Kezich Tullio,
Federico. Fellini, la vita e i film, Feltrinelli, Milano 2007
(a cura di Antonella Gullotti)