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Martedì 19 marzo 2002
I padroni d'Italia

Il Presidente della Repubblica è Carlo Azeglio Ciampi

Il Presidente del Senato è Marcello Pera

Il Presidente della Camera è Pierferdinando Casini

Il Presidente del Consiglio è Silvio Berlusconi

Il Vicepresidente del Consiglio è Gianfranco Fini

Il Ministro degli Interni è Claudio Scajola

Il Ministro degli Esteri è Silvio Berlusconi

Il Ministro della Giustizia è Roberto Castelli

Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Giulio Tremonti

Il Ministro delle Attività produttive è Antonio Marzano

Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Letizia Moratti

Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Roberto Maroni

Il Ministro della Difesa è Antonio Martino

Il Ministro delle Politiche agricole è Gianni Alemanno

Il Ministro dell’ Ambiente e tutela del territorio è Altero Matteoli

Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Pietro Lunardi

Il Ministro della Salute è Girolamo Sirchia

Il Ministro delle Comunicazioni è Maurizio Gasparri

Il Ministro di Beni e Attività culturali è Giuliano Urbani

Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Enrico La Loggia (senza portafoglio)

Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giuseppe Pisanu (senza portafoglio)

Il Ministro di Funzione pubblica e Olimpiadi è Franco Frattini (senza portafoglio)

Il Ministro di Innovazione e tecnologia è Lucio Stanca (senza portafoglio)

Il Ministro degli Italiani nel mondo è Mirko Tremaglia (senza portafoglio)

Il Ministro delle Pari opportunità è Stefania Prestigiacomo (senza portafoglio)

Il Ministro delle Politiche comunitarie è Rocco Buttiglione (senza portafoglio)

Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Carlo Giovanardi (senza portafoglio)

Il Ministro di Riforme istituzionali e devoluzione è Umberto Bossi (senza portafoglio)

Il Governatore della Banca d’Italia è Antonio Fazio

Il Presidente della Fiat è Paolo Fresco

Il Presidente d’onore della Fiat è Gianni Agnelli

L’ Amministratore delegato della Fiat è Paolo Cantarella

Il Segretario Generale del Partito Marxista-Leninista (PMLI) è Giovanni Scuderi

Il Presidente della Federazione dei Verdi è Alfonso Pecoraro Scanio

Il Segretario del Partito della Rifondazione Comunista (PRC) è Fausto Bertinotti

Il Leader del Patto di Rinascita Nazionale (Patto Segni) è Mariotto Segni

Il Segretario Nazionale del Centro Cristiano Democratico (CCD) è Marco Follini

Il Segretario Politico del Partito Popolare Italiano è Pierluigi Castagnetti

Il Segretario dei Cristiani Democratici Uniti (CDU) è Rocco Buttiglione

Il Presidente di Rinnovamento Italiano è Lamberto Dini

Il Presidente Nazionale della Rinascita della Democrazia Cristiana è Carlo Senaldi

Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino

Il Presidente dell’ Italia dei Valori è Antonio Di Pietro

Il Presidente del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) è Armando Cossutta

Il Segretario Nazionale del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) è Oliviero Diliberto

Il Presidente dei Democratici per l’Ulivo è Arturo Parisi

Il Segretario Nazionale dell’ Unione Democratici per l’Europa (Udeur) è Clemente Mastella

Il Segretario della Democrazia Europea è Sergio D’Antoni

Il Segretario Politico della Democrazia Cristiana è Alessandro Duce
I padroni del mondo

Il Papa è Giovanni Paolo II

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush

Il Presidente del Federal Reserve System è Alan Greenspan

Il Presidente della BCE è Willem F. Duisenberg

Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin

Il Presidente del Governo della Federazione russa è Mikhail Kasyanov

Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Jiang Zemin

Il Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese è Jiang Zemin

La Regina del Regno Unito è Elisabetta II

Il Premier del Regno Unito è Tony Blair

Il Cancelliere Federale di Germania è Gerard Schröder

Il Presidente della Repubblica francese è Jacques Chirac

Il Primo Ministro della Repubblica francese è Lionel Jospin

Il Re di Spagna è Juan Carlos I

Il Presidente del Governo di Spagna è José Maria Aznar

Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak

Il Primo Ministro di Israele è Ariel Sharon

Il Presidente della Repubblica Turca è Ahmed Necdet Sezer

Il Primo Ministro della Repubblica Turca è Bülent Ecevit

Il Presidente della Repubblica Indiana è Kocheril Raman Narajan

Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Atal Bihari Vajpayee

La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei

Il Presidente dell’ Iran è Mohammad Khatami
  • DAI GIORNALI
    DI OGGI
Ucciso Marco Biagi: è un atto di terrorismo
• Un commando di terroristi ha ucciso in serata a Bologna Marco Biagi, 52 anni, professore di Diritto del lavoro all’Università di Modena e consulente del ministro del Welfare Roberto Maroni. Sposato, aveva due figli, uno studente universitario, l’altro iscritto al liceo classico. [Leggi qui l’editoriale di Ferruccio De Bortoli sul Corriere della Sera]
Biagi seguito e colpito sotto casa a Bologna
• Biagi era arrivato a Bologna in treno intorno alle otto, dopo aver tenuto una lezione a Modena. Come sempre, in stazione aveva preso la bicicletta per tornare a casa. Con una telefonata aveva avvertito la moglie del rientro imminente. I killer lo hanno aspettato sotto casa, in via Valdonica 14, nel centro storico di Bologna. E mentre Biagi cercava di aprire il portone con la chiave, uno l’ha chiamato alle spalle: «Professore, ehi, professore», poi ha sparato. Erano le 20.07. Biagi, con un piede sul gradino dove aveva appoggiato la sua valigetta nera, è caduto accanto alla sua bicicletta, colpito da due proiettili alla nuca. Una pallottola ha trapassato il portone scalfendolo e finendo a destra, nel corridoio interno. Un’altra ha aperto uno squarcio nella colonna dell’ arco d’ingresso. [Paolo Biondani, Cds 21/3/2002] L’ultimo colpo è partito dopo l’ultimo, straziante appello della vittima: «Per favore, aiutatemi».
La moglie Marina, la prima a vedere
• «È successo! È successo! Me l’hanno ammazzato davanti a casa...» (Marina Orlandi, moglie di Biagi: la prima a vederlo per terra, colpito a pochi metri dal loro appartamento). [Cds 20/3/2002]
La stessa pistola che uccise D’Antona
• Il killer di Biagi ha sparato sei colpi con una pistola calibro 9. È la stessa arma che il 20 maggio 1999 uccise a Roma Massimo D’Antona.
Ucciso dalle Nuove Brigate rosse
• Il gruppo di fuoco che ha ucciso Marco Biagi appartiene alle cosiddette Nuove Brigate rosse. Ne fanno parte Nadia Desdemona Lioce, Roberto Morandi, Marco Mezzasalma, Diana Blefari Melazzi (che secondo la testimonianza della pentita Cinzia Banelli avrebbe avuto il ruolo di staffetta, seguendo diverse volte Biagi nei suoi percorsi) e Simone Boccaccini.

• Le Brigate rosse-Partito comunista combattente lavorano alla rivendicazione del’attentato, un documento di 26 pagine che sarà inviato domani sera alla casella di posta elettronica dell’agenzia www.caserta24ore.it e poi, sempre via Internet, ad altri 500 siti. «Il giorno 19 marzo 2002 a Bologna, un nucleo armato della nostra organizzazione ha giustiziato Marco Biagi, consulente del ministro del Lavoro Maroni»: sono le prime parole del testo con cui le Br individuano in Biagi un rappresentante «delle istanze e persino dei sogni di Confindustria. Ideatore e promotore delle linee e delle formulazioni legislative di un progetto di rimodellazione dello sfruttamento del lavoro salariato, e di ridefinizione tanto delle relazioni neocorporative tra esecutivo, Confindustria e sindacato confederale, quanto della funzione della negoziazione neocorporativa in rapporto al nuovo modello di democrazia rappresentativa».Più volte i brigatisti fanno riferimento all’omicidio D’Antona. Attaccano il governo Berlusconi, ma anche quelli di sinistra.
Un riformista, un tecnico bipartisan
• Riformista, tecnico bipartisan, Biagi aveva collaborato con il ministro Tiziano Treu, nel governo Prodi (aveva lavorato fra l’altro alla stesura dello Statuto dei lavoratori), e ora era consulente del dicastero del Lavoro guidato dal leghista Roberto Maroni. Suo il Libro bianco sul mercato del lavoro in Italia. [Leggi qui il profilo di Biagi scritto da Dario Di Vico sul Corriere della Sera] Biagi era anche uno dei collaboratori di punta del Sole 24 Ore: questa mattina, in prima pagina, il suo ultimo articolo, con il titolo “Chi frena le riforme è contro l’Europa”.
Biagi non aveva più la scorta
Marco Biagi non aveva più la scorta, nonostante si sentisse un bersaglio, nonostante avesse ricevuto minacce telefoniche, segnalate con preoccupazione alle autorità, nonostante le sue proteste con la questura e la prefettura di Bologna. Nel luglio 2000 i responsabili della sicurezza gli avevano assegnato un servizio di tutela. Poi, tra giugno e settembre 2001, quel servizio fu abbandonato per «cessate esigenze» (parole del ministro dell’Interno Scajola alla Camera). Il ministro Maroni ha detto di aver chiesto più volte al Viminale di ripristinare la protezione per Biagi. L’ultima sollecitazione sarebbe partita proprio oggi, dopo una nuova minaccia, poche ore prima dell’ omicidio.

• Anche se ratificate a Roma, dal Dipartimento della pubblica sicurezza, le disposizioni su scorte e tutele partono a livello provinciale dai prefetti. Per Biagi era stato deciso un servizio di tutela dopo il rinvenimento di due ordigni incendiari alla sede della Cisl di Milano (l’unica sigla sindacale che aveva siglato il “Patto del lavoro” voluto dal Comune di Milano, di cui Biagi era considerato uno degli artefici): lo avevano disposto i prefetti di Bologna (25 luglio 2000), Milano, Roma e Modena (rispettivamente il 2, 7 e 11 settembre 2000). La scorta era costituita da uno o più agenti armati che lo seguivano ovunque. La decisione di revocare la tutela venne presa il 9 giugno 2001 a Roma, il 19 settembre a Milano, il 21 settembre a Bologna, il 3 ottobre a Modena. [Giovanni Bianconi, Cds 21/3/2002]
Treu: «Era angosciato, gli davano del traditore»
• L’ex ministro Tiziano Treu: Biagi «era angosciato. Negli ultimi mesi era molto preoccupato per il clima che si stava estremizzando. Capiva che lo avrebbero messo in mezzo in cose che non lo riguardavano. Era un moderato, prima era stato socialista ora era vicino alla Margherita. Ha lavorato con me al Lavoro e poi ai Trasporti, poi è rimasto con Maroni. E adesso, mi aveva raccontato, gli davano del traditore». Chi gli diceva traditore? «Certi intellettuali esagitati che agitano fantasmi. Colleghi...». Professori universitari? «Professori, poi anche qualcuno di area sindacale, forse della Cgil ma anche della Cisl, non so, ma c’era sicuramente qualcuno che sperava che lui aiutasse più loro che Maroni. Non capivano che lui sosteneva cose condivisibili, tesi europee. Cercava di razionalizzare il capitalismo e non glielo hanno perdonato». [Gianna Fregonara, Cds 20/3/20002]
Sciopero generale. Sotto accusa il «clima di odio»
• Nella notte le segreterie dei sindacati confederali riunite nella sede della Cisl a Roma hanno indetto due ore di sciopero generale domani in tutta Italia, quattro a Bologna. «L’assassinio di Biagi ha suscitato subito la condanna delle parti sociali, protagoniste di un confronto sull’articolo 18, che nelle ultime settimane aveva assunto i toni aspri dello scontro». [Antonella Baccaro, Cds 20/3/2002] «Quella di Marco Biagi è purtroppo una morte annunciata che nasce in un clima di odio in una campagna di denigrazione» (Antonio D’Amato, presidente di Confindustria). «Si tratta di un terrorismo non debellato che punta ad alterare le regole e le dinamiche della democrazia e della dialettica sociale colpendo persone che lavorano lealmente per lo Stato» (Sergio Cofferati, segretario della Cgil).

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In vista quattro navi cariche di clandestini
• Dopo l’arrivo a Catania di un’imbarcazione con un migliaio di profughi, i satelliti hanno avvistato altre quattro navi con centinaia di persone dirette verso l’Italia, ma ancora lontane dalle nostre coste. Di fronte all’emergenza immigrazione, il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi ha lanciato un appello: «Deve prevalere lo spirito umanitario». Dura la replica di Umberto Bossi, leader della Lega Nord e ministro della Devolution: «Non la penso come lui, sarebbe come dare ancora messaggi di accettazione, mentre qui serve fermezza». [Cds 20/3/2002]
La Franzoni: «Qualcuno ha voluto incastrarmi»
Annamaria Franzoni, accusata di omicidio volontario per la morte del figlio Samuele, 3 anni, resta in carcere. Il gip ha respinto la richiesta di scarcerazione. Nella motivazione, scrive che l’interrogatorio di sabato non ha portato novità. In un altro interrogatorio, nella sala dei magistrati del supercarcere di Torino, il pm Stefania Cugge e il procuratore Maria Del Savio Bonaudo hanno contestato alla donna che gli zoccoli e il pigiama azzurro macchiati di sangue sono i suoi, che erano sicuramente addosso all’assassino. «Allora vuol dire che qualcuno ha voluto incastrarmi», ha risposto lei.
Un litro di benzina supera l’euro
• Le tensioni in Medio Oriente riaccendono il prezzo del greggio e del carburante. Il petrolio ha toccato il record degli ultimi sei mesi, sopra i 25 dollari al barile, e sul mercato internazionale vola il prezzo della benzina, che in tre mesi ha registrato aumenti del 30%. I rincari in Italia sono più contenuti. Alla pompa, però, un litro di verde ha superato la soglia psicologica dell’euro: oggi la Esso ha portato il prezzo della super senza piombo a 1,045 euro al litro, Agip e Ip l’aumenteranno da domani.
Esportazioni italiane in aumento
• L’Istat ha reso noto oggi il suo rapporto annuale sul commercio estero. Nel 2001 le esportazioni italiane sono aumentate del 3,6% rispetto all’anno precedente. A trainare la crescita è stato il Nord ovest (più 4,4%), seguito dal Nord est (più 4,2%), mentre restano indietro sia il Mezzogiorno (più 2,2%) sia il Centro (più 1,2%). In forte aumento (più 4,9%) le esportazioni della Lombardia, che da sole rappresentano il 28,6% dell’export dell’ intero Paese. [Cds 20/3/2002]
Piazza Affari la migliore in Europa
• Chiusura in rialzo per la Piazza Affari, oggi la migliore tra le Borse europee. Spinta dai titoli bancari e dagli editoriali, ha chiuso la giornata con un guadagno dell’1,04% dell’ indice Mibtel. Positivo anche l’indice del mercato tecnologico, il Numtel, che ha terminato con un progresso dello 0,94%.
Donne contro per l’eredità di Carmelo Bene
• È guerra sull’eredità di Carmelo Bene, morto tre giorni fa (sabato). Raffaella Baracchi, l’ex miss Italia 1983, che lo sposò il 2 gennaio 1992, ha fatto apporre dall’autorità giudiziaria i sigilli allo studio e ad altre stanze della casa romana dell’attore. L’iniziativa nasce per tutelare gli interessi della figlia (10 anni) che la Baracchi ha avuto da Bene. La Baracchi, separata ma mai divorziata, sarebbe molto irritata per aver appreso la notizia della morte del marito dai giornali, non essendo stata avvisata da Luisa Viglietti, nuova compagna dell’attore, che viveva con lui da otto anni. E vrebbe scoperto che in casa non vi sono più i quadri di De Chirico e altri importanti autori che Bene possedeva.
Muove solo un dito, laureato con lode
• Sergio Guarino, 42 anni, napoletano, spastico e paralitico, in grado di muovere solo il dito medio della sinistra, si è laureato con 110 e lode in Lettere moderne. Guarino (38 operazioni, vive con un solo rene) ha discusso nell’Istituto Suor Orsola Benincasa una tesi sullo scrittore Luigi Compagnone. A scuola solo a 14 anni, è riuscito a recuperare col tempo molti anni.
Roma battuta a Liverpool, fuori dalla Champions
• Nessuna squadra italiana, per il secondo anno consecutivo, nei quarti di finale di Champions League. Esce anche la Roma, battuta questa sera 2-0 dal Liverpool in Inghilterra ed eliminata dalla vittoria del Barcellona contro il Galatasaray (gol di Luis Enrique a Istanbul). I giallorossi sono scesi in campo con Batistuta al posto di Montella e Totti nel ruolo sacrificato di seconda punta. Poco è cambiato nella ripresa con Montella dentro per l’argentino, Totti trequartista e, da metà tempo, Cassano, ultima mossa disperata, cercata da Capello per recuperare la partita. Di Litmanen, su rigore, e Heskey i gol dei reds. [Cds 20/3/2002]

Giovedì 19 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI