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Lunedì 4 novembre 1918
I padroni d'Italia

Il Re è Vittorio Emanuele III

Il Presidente del Senato è Giuseppe Manfredi

Il Presidente della Camera è Giuseppe Marcora

Il Presidente del Consiglio è Vittorio Emanuele Orlando

Il Ministro degli Interni è Vittorio Emanuele Orlando

Il Ministro degli Esteri è Giorgio Sidney Sonnino

Il Ministro di Giustizia e affari di culto è Ettore Sacchi

Il Ministro delle Finanze è Filippo Meda

Il Ministro del Tesoro è Francesco Saverio Nitti

Il Ministro della Guerra è Vittorio Zupelli

Il Ministro della Marina è Alberto Del Bono

Il Ministro dell’ Istruzione pubblica è Agostino Berenini

Il Ministro dei Lavori Pubblici è Luigi Dari

Il Ministro dell’ Agricoltura è Giovanni Battista Miliani

Il Ministro di Industria, commercio e lavoro è Augusto Ciuffelli

Il Ministro dei Trasporti marittimi e ferroviari è Giovanni Villa

Il Ministro di Turismo e spettacolo è Gaspare Colosimo (senza portafoglio)

Il Ministro dell’ Africa italiana è Vittorio Zupelli (senza portafoglio)

Il Ministro delle Armi e munizioni è Leonida Bissolati (senza portafoglio)

Il Ministro dell’ Assistenza postbellica è Silvio Crespi (senza portafoglio)

Il Ministro delle Terre liberate è Giovanni Villa (senza portafoglio)

Il Direttore generale della Banca d’Italia è Bonaldo Stringher

Il Presidente della Fiat è Alessandro Marangoni

L’ Amministratore delegato della Fiat è Giovanni Agnelli
I padroni del mondo

Il Papa è Benedetto XV

L’ Imperatore dell’ Impero austro-ungarico è Carlo I

Il Presidente del Federal Reserve System è William P. G. Harding

Il Re del Regno Unito è Giorgio V

Il Premier del Regno Unito è David Lloyd George

Il Presidente del Consiglio dei ministri francese è Georges Clemenceau

Il Presidente della Repubblica francese è Raymond Poincaré

Il Re di Prussia è Guglielmo II

Il Cancelliere di Prussia è Maximilian von Baden

Il Kaiser dell’ Impero tedesco è Guglielmo II

Il Cancelliere dell’ Impero tedesco è Maximilian von Baden

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Thomas Woodrow Wilson

Il Re di Spagna è Alfonso XIII
Le foto dell’album














  • DAI GIORNALI
    DI OGGI
È il giorno della vittoria. Dopo 41 mesi di combattimenti, la guerra è finita, l’esercito austro-ungarico è sconfitto. In mattinata nelle piazze la folla esulta per la liberazione di Trento e Trieste, che ieri sono tornate italiane. A mezzogiorno il generale Armando Diaz dirama il bollettino della vittoria: «La guerra contro l’Austria-Ungheria, che l’Esercito italiano iniziò il 24 maggio del 1915, è vinta… I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza». Alle 15, come stabilito dall’armistizio firmato ieri, tutte le ostilità sono sospese.
Festa a Roma per Trento e Trieste
• Con la liberazione di Trento e Trieste, avvenuta ieri, le sorti della guerra sono segnate. Di prima mattina a Roma il popolo ha invaso le strade. Agli stabilimenti ausiliari della capitale donne e operai hanno chiesto e ottenuto un giorno di vacanza. Un grande corteo si assembra in piazza del Popolo: le donne in testa, sfila per via del Corso fino all’Altare della Patria. Davanti alla lapide di Cesare Battisti sono deposti dei fiori. Raggiunto il Quirinale è reso tributo alla famiglia reale. Si affaccia il Duca di Genova insieme a una delegazione di mutilati di guerra. [Cds 5/11/1918]
Vittorio Emanuele, re soldato, è al fronte
• Vittorio Emanuele non è a Roma. Ha seguito da vicino le operazioni della grande battaglia di Vittorio Veneto che chiude la guerra. Ha visitato i comandi militari e le truppe. [4 Novembre 1918]
«L’unità d’Italia è compiuta»
• «Siamo a Trento e Trieste. Quale è l’italiano (...) che non afferri l’enorme significazione storica di ciò che in questi giorni è stato compiuto dalle nostre eroiche armate? È l’Italia che raggiunge la sua unità e pone il sigillo del fatto compiuto al travaglio di molti secoli» (Benito Mussolini). [Popolo d’Italia, 4/11/1918]
I telegrammi di esultanza
• Questa mattina numerosi i telegrammi che celebrano la liberazione di Trento e Trieste. L’associazione delle madri dei combattenti di Roma ne invia uno a Trieste, il ministro delle Colonie Gaspare Colosimo scrive a nome del governo al re a al generale Armando Diaz, capo di stato maggiore dell’Esercito. [Leggi qui]
Orlando scrive ai vertici militari
• Il presidente del Consiglio Orlando, da Parigi dove si trova per la Conferenza di Versailles, ha telegrafato al generale Diaz e all’ammiraglio Emilio Thaon di Ravel, comandante supremo della Marina. «Un unico giorno ha visto insieme liberati gli estremi lembi della patria invasa e il tricolore sventolare sulle due città per le quali i nostri cuori sanguinarono nella tacita attesa» [Leggi tutto]. [Stef. in Sta. 5/11/1918]
Il messaggio di D’Annunzio
Gabriele D’Annunzio ha sorvolato anche questa mattina le linee del fronte e ha lanciato un messaggio ai soldati che combattono l’ultima fatica della guerra. «Avanti, avanti! Ogni minuto è un’ora, ogni ora è un giorno, ogni giorno è una settimana di gaudio e di potenza, di giustizia e di giubilo. Abbiamo aspettato un anno, e la passione di un anno divora davanti a sé il tempo ansioso. Non c’è sosta, non c’è tregua, non c’è sonno». [4 novembre 1918]
Il bollettino della vittoria
• Alle 12, dal Comando supremo il generale Armando Diaz dirama il bollettino della vittoria: la guerra contro l’Austria-Ungheria è vinta. [Sta. 5/11/1918]

• «La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re Duce Supremo, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.
«La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte 51 divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una ceco-slovacca ed un reggimento americano contro 73 divisioni austo-ungariche, è finita.
«La fulminea arditissima avanzata del XXIX Corpo d’Armata e ad oriente da quelle della Prima, Sesta e Quarta, ha determinato ieri sera lo sfacelo totale della fronte avversaria.
«Dal Brenta al Torre, l’irresistibile sfascio della Dodicesima, dell’Ottava, della Decima Armata e delle divisioni di cavalleria, ricacciata sempre più indietro il nemico fuggente.
«Nella pianura S.A.R. il Duca d’Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta Terza Armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.
«L’Esercito austro-ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell’accanita resistenza dei primi giorni e nell’inseguimento: ha perdute qualità ingentissime di materiale di ogni sorta e presso che per intero i suoi magazzini e i depositi; ha lasciato finora nelle nostre mani circa 300.000 prigionieri con interi stati maggiori e non meno di 5.000 cannoni.
«I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza» (Diaz). [Cds 5/11/1918]
L’ultimo soldato italiano morto sul fronte
• Anche dopo il bollettino della vittoria si continua a combattere, l’esercito italiano è all’inseguimento del nemico che fugge. Nelle valli del Fella, del Gailitz e dell’Isonzo sono catturate intere colonne di austriaci. Sono le 14.55 quando al trivio di Paradiso cade il sottotenente Alberto Riva Villassanta: aveva diciotto anni ed era un ardito dell’8° reggimento bersaglieri. È l’ultimo morto italiano ucciso sul fronte austriaco. Sarà la più giovane medaglia d’oro al valor militare della Prima guerra mondiale. [Quattro novembre 1918]
Sospese le ostilità su tutto il fronte
• Dalle 15, secondo quanto stabilito dall’armistizio siglato ieri alla Villa Giusti di Padova, su tutto il fronte austriaco sono sospese le ostilità. Fatti 300 mila prigionieri e conquistati più di 5000 cannoni. [Sta. 5/11/1918]

• «In base alle condizioni dell’armistizio stipulato fra i plenipotenziari del Comando Supremo del R. Esercito Italiano in nome di tutte le Potenze Alleate e degli Stati Uniti d’America e i plenipotenziari dell’I.R. Comando Supremo austro-ungarico, le ostilità per terra, per mare e per aria su tutte le fronti dell’Austria-Ungheria sono state sospese dalle ore 15.00 di oggi, 4 novembre» (Diaz). [Cds 5/11/1918]
La grande festa di Roma
• Dopo il bollettino della vittoria, a Roma è subito convocato un corteo per il pomeriggio. Alle 16 parte da piazza del Popolo, è immenso. Tre quarti d’ora per raggiungere piazza Colonna, altrettanto per raggiungere da qui il Campidoglio. Alle 17.30 parla il sindaco e legge il telegramma del re e di Diaz.Terminata la manifestazione in Campidoglio la gente si riversa sotto i ministeri della Guerra e della Marina, sotto Palazzo Braschi, alle ambasciate delle nazioni alleate e presso vari giornali cittadini. I festeggimanti si prolungano fino alle due del mattino. [Cds 5/11/1918]
La famiglia reale acclamata dal popolo
• Dopo una riunione di professori e studenti all’Università di Pisa si forma un corteo di decine di migliaia di persone che sfila per le strade della città. Nel frattempo giungono in automobile dalla villa di San Rossore la Regina Elena, il Principe di Piemonte e le principesse. Al Palazzo Reale la famiglia reale si affaccia per tre volte al balcone acclamata dalla folla. [Cds 5/11/1918; Sta. 5/11/1918]
Wilson si congratula con il re
• Il telegramma del presidente americano Thomas Woodrow Wilson a Vittorio Emanuele. Washington, 4 novembre: «Mi consenta Vostra Maestà di esprimere quanto profondamente e sinceramente il popolo degli Stati Uniti gioisca per il fatto che il suolo d’Italia sia stato liberato dai suoi nemici, e prego in suo nome la Maestà Vostra ed il grande popolo italiano di accettare le più entusiastiche felicitazioni». [Sta. 6/11/1918]
A Milano contestano il sindaco
• Di fronte a palazzo Marino si è raccolta un gran folla per ascoltare il discorso del sindaco. Una commissione di cittadini ha turbato i festeggiamenti chiedendo le dimissioni della giunta. Il sindaco ha risposto che oggi non è il giorno più adatto per la demarcazione dei partiti. [Sta. 5/11/1918]
Il Kaiser abdicherà
• La stampa di Parigi si occupa principalmente della annunciata abdicazione del Kaiser. Forse prima di abdicare l’imperatore chiederà al Cancelliere, il principe Massimiliano di Baden, di riformare la costituzione. [Sta. 5/11/1918]
Sul fronte tedesco si combatte ancora
• La guerra continua sul fronte tedesco. La Germania, «l’avversario sul quale ricade la maggiore e più sanguinosa responsabilità della guerra», continua a combattere: «Gli alleati continuano uniti e compatti più che mai nella loro opera di giustizia fino a che la vittoria sia compiuta e i nobili scopi per cui combattiamo siano pienamente raggiunti». La Germania firmerà la resa a Parigi l’11 novembre. [Cds 5/11/1918]
La Regia Marina entra a Fiume

• Dopo le 6 di questa mattina approdano a Fiume quattro navi della marina italiana al comando dell’ammiraglio Guglielmo Rainer. Sono l’incrociatore Emanuele Filiberto e i tre cacciatorpediniere Stocco, Sirtori e Orsini. A bordo anche la delegazione fiumana partita il 29 novembre 1918. [Barbieri 1934]

 • Il primo ad attraccare al molo Adamich è lo Stocco, a bordo ci sono  Attilio Podram e Mario Petris. «Sul pontile del cacciatorpediniere, si presentarono il Conte Supremo e un capitano, croati, per chiedere di conferire con il Comandante. Ma il dott. Antonio Grossich, capo de Consiglio nazionale, si pone innanzi a costoro e con parola commossa ma altera dichiara che a lui solo, in nome di Fiume italiana, spetta di salutare i rappresentati della Madrepatria» (Attilio Podram). [Barbieri 1934]

Ore 15: finisce la guerra in Italia
Fronte italiano – Ore 12. Domenico Siciliani, capo dell’ufficio stampa del Comando supremo, prepara il Bollettino della Vittoria, che sarà firmato da Armando Diaz: «Comando Supremo, 4 novembre 1918, ore 12 La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una czeco slovacca ed un reggimento americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita. La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d’Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l’irresistibile slancio della XII, della VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente. Nella pianura, S.A.R. il Duca d’Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute. L’Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell’accanita resistenza dei primi giorni e nell’inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza. Il capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Diaz»
• Ore 15. Dopo che altre migliaia di soldati austriaci si sono arresi e che le truppe italiane hanno raggiunto Udine, Cividale, Palmanova, Aquileia, entra in vigore l’armistizio. È la fine della Prima guerra mondiale in Italia.
• Nell’ultima offensiva, la battaglia di Vittorio Veneto, gli italiani hanno perduto circa 34.000 uomini tra morti, feriti e dispersi (1.800 le perdite britanniche, quasi 600 quelle francesi). Circa 30.000 i morti austriaci, oltre 426.000 i prigionieri.
• «La battaglia di Vittorio Veneto non fu la vittoria napoleonica che proclama l’agiografia nazionale. I combattimenti sul Grappa terminarono senza vinti né vincitori, il forzamento del Piave fu condotto con bravura ed efficacia, ma il suo sfruttamento in profondità fu permesso non dalla manovra di Caviglia, bensì dal collasso dell’esercito austro-ungarico. […] Vittorio Veneto costituisce la giusta conclusione di una guerra di logoramento. Il maggiore merito di Diaz non fu l’efficacia della manovra di sfondamento, ma di avere portato l’esercito italiano alla battaglia ultima in condizioni decisamente migliori di quelle del nemico. […] Nel 1918 l’esercito italiano raggiunse il più alto livello di forza e risultati della sua storia, come organizzazione, addestramento, comando» [B].
Inglesi avanti, americani in difficoltà
Fronte occidentale – Nuova offensiva nel settore britannico del fronte. Battaglia della Sambre, gli inglesi raggiungono la foresta di Mormal: hanno guadagnato otto chilometri in un giorno e catturato 10.000 soldati tedeschi. Gli americani continuano a trovare una strenua resistenza tedesca ma prendono Beaufort.
A Kiel i marinai in rivolta hanno il controllo delle navi
Kiel (Germania) – Altre migliaia di marinai e di operai, insieme a 20.000 soldati della guarnigione, si aggiungono ai 3.000 manifestanti del giorno prima. Durante la notte i marinai disarmano gli ufficiali lealisti, prendono il controllo delle navi, issano bandiere rosse e liberano i marinai arrestati.

Martedì 17 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI